Le vespe si riconoscono dalla faccia

Da qualche anno abbiamo le prove scientifiche che una particolare specie di vespa, Polistes fuscatus, è bravissima nel riconoscere i visi dei propri compagni di colonia. Uno studio pubblicato questo mese su Science dimostra che questi piccoli animali imparano a distinguere e memorizzare i tratti dei volti molto più velocemente e in maniera più precisa rispetto ad altri tipi di immagini; è la prima volta che un’abilità simile viene accertata tra gli insetti.

P. fuscatus forma colonie in cui spesso sono presenti diversi gruppi, ciascuno con la propria regina. La guerra costante tra i gruppi determina la struttura gerarchica della colonia e cosa molto più importante, la distribuzione del cibo, del lavoro e il diritto di riprodursi. Ciascuna vespa possiede dei tratti distintivi sul volto e sull’addome che sono diversi da individuo a individuo, così come lo sono le impronte digitali per l’uomo.

La ricercatrice Elizabeth Tibbetts, fu la prima a scoprire che le vespe facevano uso di questi tratti per selezionare gli individui ed escludere dal gruppo gli estranei. Per i suoi esperimenti avvenuti nel 2002, ha marcato con dei piccoli tratti gialli un esemplare di P. fuscatus e l’ha messo nuovamente in contatto con il suo gruppo. Il povero esemplare è stato vittima di aggressioni da parte degli altri individui anche se non tanto gravi quanto quelle riservate a un soggetto completamente estraneo. Le vespe, infatti, sapevano dall’odore che l’insetto camuffato era certamente una loro compagna di nido ma non riuscivano a riconoscerla. Alla fine, le compagne della colonia, si abituavano al suo nuovo look e lo riaccettavano nel gruppo assegnandogli un nuovo rango nella comunità.

Per questo studio Tibbetts e i suoi studenti, hanno voluto misurare l’abilità della stessa specie di memorizzare e distinguere nuovi volti e immagini. E’ provato che gli esseri umani catalogano con maggior cura i volti che qualsiasi altro stimolo visivo; questa caratteristica ci accomuna con gli altri primati e magari con le pecore, ma in nessuna specie d’insetto era mai stata provata tale capacità!

I ricercatori hanno ideato un labirinto a forma di T; l’intero percorso, ad eccezione di un braccio, è stato elettrificato. Alla fine di ciascun braccio sono state poste immagini di individui della stessa specie. Le immagini e le zone elettrificate hanno subito continui cambi di posizione ma il braccio “sicuro” è stato sempre associato allo stesso volto di vespa. Ebbene, anche cambiando la posizione dei volti, almeno dodici vespe sono state in grado di associare quei particolari tratti alla sicurezza di non prendere una bella scossa.

Gli scienziati hanno ripetuto l’esperimento utilizzando altre coppie d’immagini come i colori o le tipologie di cibo ma i risultati non sono stati ugualmente soddisfacenti. Le vespe erano in grado di distinguere meglio e più in fretta i volti degli individui appartenenti alla stessa specie piuttosto che qualsiasi altro soggetto, suggerendo che, questi animali, hanno evoluto una specifica abilità nel riconoscere i volti.

Solo questa specie ha portato a risultati considerevoli; gli scienziati hanno condotto lo stesso esperimento con specie di vespe che non formano colonie poliginiche (cioè con più regine) e i risultati hanno mostrato che in questi casi l’apprendimento dei volti e di altre immagini vanno di pari passo.

Ci sono molte domande senza risposta per le quali sono necessari studi ulteriori; le conclusioni che oggi consideriamo valide si basano sulle reazioni degli animali alla vista dei diversi volti o oggetti; è possibile che le vespe di questa specie siano bravissime a riconoscere anche oggetti di diversa natura ma al momento non possiamo dirlo perché il loro comportamento non subisce nessun cambiamento significativo.

E’ plausibile che una vespa non si scomponga di molto al cospetto di un bruco verde o marrone (sempre di cibo si tratta) ma è diverso quando, in un ambiente molto competitivo, come una colonia con molte regine, la presenza di un intruso potrebbe causare danni al gruppo di appartenenza; in quel caso l’unica reazione possibile è l’attacco!

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