Mi è scappato un amico nell’altra dimensione

romeoMetti che un giorno d’estate sul bordo di uno specchio d’acqua si sgancia, e affonda, qualcosa che tenevi al collo e che aveva un significato speciale. Una parte di te vorrebbe inseguirlo ma ti rendi conto che è un’impresa troppo difficile.

Prima o poi arriva un altro giorno in cui un animale che ami, un amico, o uno dei tuoi viene a mancare. Ti dicono che è scomparso, morto, inghiottito dal buio. Non esiste più neanche una molecola in giro di quella persona gloriosa o di quell’animale speciale che hanno dato senso a una stagione della tua vita. Ti guardi intorno smarrito, improvvisamente scollato.

La morte è come uno specchio d’acqua scuro, riflette la tua paura per l’ignoto o il coraggio d’immaginare che dietro a quello che non si vede possa esistere un’altra vita.

Quello che accende l’immaginazione è un sentimento di amore che ci lega verso persone o animali, insieme al rifiuto di accettare che tutto finisca in un vicolo cieco.

La vita vissuta con amore è irrazionale, si consuma verso mondi sempre meno densi e più eterei, a dispetto dell’ottusità dello scienziato coscienzioso che insegna un Universo con encefalogramma piatto, senza spirito.

Forse è solo per consolazione credere che l’energia contenuta nel corpo continui il suo viaggio. Ma se da un semplice fatto come la morte di un animale si trovasse il coraggio di esplorare quello che si sente e che non si vede allora certi crimini diventerebbero mere virgole e non punti a capo.

In memoria del mio animale straordinario (Filicudi 2008 – dicembre 2011) e di tutti gli animali che ci hanno regalato momenti di compagnia, di avventura e di pace superlativi.

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