L’isola selvaggia

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Quando ami qualcuno lo vuoi vedere vivere in paradiso. Quando ho deciso di riportare il mio animale a Filicudi per passare l’inverno non sapevo che il mio desiderio sarebbe arrivato fino al limite estremo della parola.

Avevo solo quel lungo ponte dell’Immacolata per tentare di arrivare con l’aliscafo a Filicudi. La mattina della traversata il mare era calmo. All’arrivo tutti mi avevano detto che ero stata fortunata perchè fino al giorno prima erano rimasti isolati a causa del cattivo tempo. Dentro di me, donna urbana dai mille assilli della contabilità quotidiana, mi sentivo veramente fortunata.

Il 9 dicembre era una giornata spettacolare, in Sicilia: venti gradi, una brezza leggera, l’aria pulita come non la respiri da nessuna altra parte. Appena uscito dalla sua gabbia si era messo ad annusare l cespugli e a mangiare fili d’erba che in città sul terrazzo di casa non crescono. Questo e altri piccoli atteggiamenti mi avevano rincuorato sul fatto che riportarlo a Filicudi, dove aveva già passato dei mesi l’anno precedente, era un opzione migliore di Londra dove abito adesso.

Era la mattina del 19 dicembre quando ricevo una telefonata da Filicudi- Romeo era stato ritrovato morto in una zona di campagna molto lontana da quella abituale, non era stato neanche possibile riprendere la sua medaglietta per l’avanzato stato di decomposizione.

Il dolore mi è entrato dentro piano piano. Non ho pianto subito. Sono rimasta attonita per 24 ore, incredula. Poi come lo stesso veleno che lo deve avere ucciso, il dolore mi ha scavato un buco profondo insopportabile. Avrei mai immaginato di soffrire così tanto per un gatto? Mai. Ma quando il tuo animale diventa compagno inseparabile delle tue regressioni adolescenziali su e giù per i costoni delle montagne, i salti sugli scogli, ti aspetta paziente all’ombra di una barca abbandonata mentre ti fai una nuotata al tramonto, o ti tiene compagnia mentre fuori si scatena il temporale di settembre in quel lato dell’isola dove non c’è anima viva, la sofferenza che si prova è compatibile con l’intensità del tempo vissuto insieme.

In questi brevissimi tre anni gli ho dato tutto: libertà, natura, un letto comodo sul quale ritrarsi dal sole troppo caldo, pesce fresco, il piacere del sesso, la possibilità di cacciare topi e conigli, il mio grandissimo affetto e quello di tutti gli amici che lo hanno amato come me.

Ma ho commesso uno sbaglio. Uno stupido sbaglio di valutazione. Filicudi non è un paradiso. E’ un’isola abitata da gente che odia gli animali al punto da sparpagliare veleno per uccidere cani e gatti. Alla famiglia a cui avevo affidato Romeo avevano avvelenato, negli anni precedenti, tre cani. Molti altre persone avevano perso i loro animali nello stesso modo. Vai dai carabinieri sporgi denuncia e niente, nessuno fa niente. Gli animali sono bestie anonime.

Lo scorso anno quando lo avevo lasciato a Concetta le avevo chiesto di tenerlo legato perchè scappava, andava in giro e avevo paura per lui. Ma ero stata criticata – ‘ma come.. tieni un gatto legato.. ma che barbaria è questa?.

Quest’anno avevo rimosso completamente la storia tragica del veleno, vedevo (volevo vedere) solo il lato migliore dell’isola, quello che mi conveniva per la mia coscienza. Nella fretta di decidere, di trovare sempre il tassello perfetto nel cronometro della mia vita ho pensato che la sua libertà venisse prima delle mie cure. Ma come fa un gatto a proteggersi dalla cattiveria degli altri uomini?

Scrivo con il cuore denso di sensi di colpa, è solo la mia stupidaggine e la mia fretta che mi hanno privato di un amico e di un animale così fantastico. Quindi, se tenete al vostro animale NON lasciatelo mai incustodito. Se domani dovesse succedere di partire, cambiare casa, andare in vacanza, trasferirvi in una casa più piccola dove sembra non esserci posto per il vostro animale pensateci bene due, tre, quattro volte. Non abbassate mai la guardia, amate il vostro animale. L’amore che vi ha dato non è apparente, non urla, non scrive lettere, non lascia messaggi, non vi risolve problemi economici. Ma l’amore di un animale è molto di più. Vi segue dove nessuno vi accompagnerebbe, condivide avventure impossibili che solo la vostra testa conosce. Vede con voi le albe, i tramonti, le notti stellate, o quei panorami incredibili che non ci sono parole per descrivere.

Un amico così è un dono creato apposta per condividere cose che non potremmo condividere con altri. E il dolore per la sua scomparsa è irreparabile, rimarrà sempre una fitta dentro. Peccato che ho capito troppo tardi quanto era importante per me e quanto invece avrei dovuto proteggerlo.

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