Extreme Crossbreeding

Mio padre mi diceva sempre ‘parla figlia mia’ intendendo non una malattia che mi aveva reso muta ma alla raccomandazione di non lesinare domande perchè parlando con la gente si raccolgono informazioni importanti a volte vitali.

La mia raccomandazione, invece, è quella di osservare. La realtà non è esattamente così statica come appare ma è piena di sorprese. L’osservazione porta a farsi delle domande che a loro volta ci portano a cercare delle risposte e attraverso il sapere ci liberiamo dalla materia perché impariamo a conoscerla.

Ho imparato ad osservare sott’acqua perché è un ambiente che ti obbliga a concentrarti. La mia curiosità nasceva nel vedere certe simbiosi tra animali e specie vegetali come ad esempio una gorgonia sulla quale si aggrappa un ippocampo marino.

Cosa nasce prima? La gorgonia o l’ippocampo. Da dove arriva l’ippocampo? Se non ci fosse la gorgonia l’ippocampo non potrebbe sopravvivere perchè è la gorgonia ad ispiragli il mimetismo. Ma la gorgonia perchè cresce proprio lì?

Allora un giorno ho comprato in una libreria una copia di seconda mano dell’Origine delle Specie di Charles Darwin e al primo viaggio in barca tra un’immersione e l’altra ho cominciato a leggerlo.

Chiunque ami la natura dovrebbe leggerlo. Quello che succede nella testa di un naturalista, il processo logico che lo guida ad evolvere una teoria è altrettanto interessante.

Darwin durante il suo famoso viaggio a bordo del HMS Beagle tra febbraio 1829 e novembre 1936, che lo porta a circumnavigare la Terra a sud dell’Equatore, ha modo di osservare la natura nella sua emanazione più primitiva e questo lo aiuta a trarre delle conclusioni.

All’epoca la vita sulla terra era spiegata dalla religione in termini creativistici. Tutte le specie animali erano originate dalla volontà del creatore esattamente come si presentavano ai nostri occhi. Lo sforzo di riempire la terra e il mare di creature animate era stato unico e contemporaneo.

Darwin si oppone a questa teoria statica. Nota che gli animali di una determinata specie hanno via, via, selezionato degli attributi fisici che gli permettono di sopravvivere meglio in un certo ambiente geografico.

Ad esempio in un gruppo di giraffe, saranno quelle con il collo più lungo che riescono ad arrivare alle foglie verdi delle cime delle acacie ad essere avvantaggiate nella riproduzione e alla conseguente trasmissione alla prole dei geni necessari a una migliore sopravvivenza.

Darwin deduce anche che la grande varietà delle specie animali presenti sul pianeta deriva da pochi esemplari originali che si sono evoluti lungo una lunga linea generazionale. Ad ogni generazione sopravvivevano quegli esemplari che meglio si adattavano alle condizioni della latitudine in cui vivevano, gli altri si estinguevano.

Eppure parte della grande deduzione sul comportamento dei geni negli animali sono state formulate grazie ad osservazioni fatte dietro l’angolo di casa. E’ nella campagna inglese e tra gli allevatori di animali domestici che Darwin esplora la loro abilità nel selezionare l’animale migliore per produrre carne, lana, latte. Gli allevatori avevano capito che potevano isolare e riprodurre l’animale apportatore del gene desiderato. Dopo sole poche generazioni erano in grado di ‘creare’ una specie nella specie, un portatore genetico di quelle caratteristiche e qualità che servivano per accrescere i loro fabbisogni.

Darwin parla di una capacità straordinaria da parte degli allevatori di modellare gli animali a loro piacimento come se avessero una bacchetta magica in mano.

Questa famigliarità con il potenziale offerto dagli animali è andata del tutto dimenticata, in città non gira neanche una lucertola e viviamo in un’era in cui i ragazzi hanno difficoltà a relazionare il petto di pollo o la salsiccia con l’animale.

Non è il caso degli scienziati.

Da anni stanno cercando una soluzione diversa all’impiego costoso e velenoso dei pesticidi, e modificare i geni degli animali è diventato un loro successo.

Per proteggere le colture la nuova frontiera è quella di immettere in natura un numero di esemplari maschi degli insetti nocivi, precedentemente resi sterili con una dose di radiazioni, sabotando così l’accoppiamento e la riproduzione. La stessa tecnica è usata per debellare le zanzare portatrici di febbre dengue (A.aegypti).

Gli scienziati della Oxitec, una società biotecnologica che si trova fuori Oxford, in Inghilterra, hanno creato recentemente un campione di femmina di zanzara che non può volare. Il lavoro si è concentrato sulla scoperta della proteina del muscolo preposto al volo della femmina. E’ più sviluppato probabilmente perché dopo avere succhiato il sangue devono volare appesantite. Disabilitando la proteina e immettendo femmine geneticamente modificate i geni vengono passati alla prossima generazione e a quella dopo. Le uova di queste zanzare modificate possono essere spedite ovunque nel mondo, basta aggiungere acqua per farle nascere.

Lo stesso metodo di larve suicide può essere impiegato per debellare specie invasive, come pesci dai laghi o rane non autoctone.

Ma la creazione genetica più straordinaria è stata messa a punto da Randy Lewis, un professore di genetica dell’Università statale dello Utah che dirige anche una fattoria per la ricerca di metodi innovativi di allevamento.

Alla base dell’esperimento c’è la scoperta che un certo tipo di seta, prodotta dal ragno per avvolgersi quando cade, è una fibra con delle proprietà eccezionali, più resistente del kevlar.

Lewis e il suo team hanno estratto il codice DNA atto alla produzione della seta (dragline silk) da un ragno (orb-weaver) e lo hanno impiantato nel codice dna che aumenta la quantità di latte nelle mammelle.

Questo circuito genetico è stato quindi inserito nella cellula uovo e impiantato in una femmina di capra. Il latte della capra, di nome Freckles, quando viene munto è filtrato per estrarne dei filamenti che vengono avvolti su una matassa. Questa fibra che può arrivare ad avere la consistenza di un elastico può essere utilizzata in campo medico, ad esempio, per riparare i legamenti. Non è un caso che la ricerca di Lewis sia pagata con finanziamenti molto importanti.

Questa nuova frontiera della genetica si chiama extreme crossbreeding. Le istruzioni di tutte le creature viventi sono custodite nel codice DNA delle cellule. Tutte le forme di vita sono rappresentate da un alfabeto di sole quattro lettere le quali ordinate nella sequenza giusta producono proteine. E tutta la vita è composta o creata dalle proteine. Questo significa che il codice per fare la seta in un ragno è scritto nello stesso modo in cui è scritto il codice per produrre il latte in una capra.

Dall’avvento dell’ingegneria genetica gli scienziati sono stati capaci di utilizzare l’universalità di questo codice e tagliare e incollare parte del DNA da una specie all’altra.

Non è incredibilmente straordinario?

Solo una macchina rimane inerte – tutto quello che è prodotto dalla natura ha delle capacità illimitate di trasformazione. E questa scoperta non deve rimanere solo un campo destinato alla scienza e agli scienziati – ognuno deve trovare il modo di continuare l’opera creativa in atto nella Vita, a suo proprio vantaggio.

Se rimangono punti imponderabili .. come capire cosa è passato per la testa di Lewis il giorno che ha deciso di incrociare i geni di una capra con un ragno …  archiviateli nella zona di rumore ( quella che ancora sfugge alla scienza).

 

 

 

 

 

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