La terra si riscalda e gli albatri ingrassano

Abbiamo spesso parlato di quanto gravi siano le conseguenze del cambiamento climatico globale sulla maggior parte delle specie viventi. I lenti ma inesorabili cambiamenti ambientali sono la prima causa di estinzione di un buon numero di specie animali e rendono sempre più arduo il compito di tutte le altre specie di accaparrarsi il cibo per la sopravvivenza.

In questo panorama ce n’è una che invece sembra abbia beneficiato dell’ormai famoso global warming.

Negli ultimi decenni il continuo incremento delle temperature ha alterato le precipitazioni in molte regioni del mondo ma anche aumentato la velocità media dei venti, soprattutto nell’area sud occidentale dell’oceano Indiano. Così, grazie a venti più veloci, gli albatri hanno preso un po’ di peso e i loro piccoli hanno guadagnato maggiori possibilità di sopravvivenza.

Come sia potuto accadere, è abbastanza semplice; gli albatri sfruttano i venti per spostarsi alla ricerca del cibo. Quando covano le uova o accudiscono i piccoli, il maschio e la femmina a turno, abbandonano il nido per andare a procurarsi il nutrimento. Grazie al nuovo vigore dei venti, gli albatri di oggi compiono un viaggio completo di andata e ritorno in soli 9 giorni, ben tre giorni in meno rispetto a 40 anni fa. La ridotta lunghezza dei viaggi ha di conseguenza diminuito l’abbandono delle uova e dei pulcini; in proporzione, quasi 8 uova su 10 deposte arrivano a schiudersi mentre 40 anni fa se ne schiudevano solo 6.

I viaggi più rapidi hanno anche permesso agli albatri di ingrassare; benché gli uccelli non siano cresciuti in lunghezza, infatti, un adulto pesa in media circa un chilo in più di quanto pesavano i suoi genitori 20 anni prima! Un cambiamento considerevole, visto che un albatro, seppur enorme, non supera i 10 kg di peso. La stazza raggiunta, poi, sembrerebbe stia offrendo alla specie un nuovo vantaggio competitivo: una maggior resistenza delle ali allo stress dei forti venti e quindi la possibilità di sfruttare al meglio le condizioni ventose estreme sempre più frequenti causate, manco a dirlo, dei cambiamenti climatici.

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