Scoperta nuova e misteriosa famiglia di anfibi!

Gli anfibi sono i vertebrati che per primi hanno conquistato la terra. Grazie al loro vantaggio hanno avuto in passato una grande espansione e diversificazione. La vita di questi animali è, però, strettamente legata all’acqua; il loro ciclo vitale prevede almeno una fase in ambiente acquatico.

L’origine è ancora avvolta nel mistero; la maggior parte dei paleontologi sono concordi nell’affermare che si siano evoluti da quei pesci primitivi in grado di sopravvivere per lungo tempo fuori dall’acqua, usando la vescica natatoria come polmone.

Vero è che, per uscire dall’acqua, non era più sufficiente saper nuotare, bisognava camminare e, per farlo, è stato necessario evolvere delle rudimentali zampette. Oggi è chiaro che le prime zampe sono state un’innovazione dei pesci e proprio da una di queste famiglie si sono poi evoluti i primi anfibi.

Passo dopo passo, gli anfibi si diffusero in tutto il mondo arrivando, nel Carbonifero, a dominare la terraferma e a diversificarsi in un gran numero di forme. Quasi tutti gli anfibi possiedono 4 zampe (anche se non molto sviluppate) tranne il particolare ordine degli Gymnophiona, comunemente chiamate cecilie.

È notizia di qualche giorno fa che in India è stata scoperta una nuova famiglia di anfibi apodi, cioè privi di zampe. Grazie al team di scienziati guidati dal professor SD Biju è stato possibile accertare l’esistenza di questi strani animali anche nelle regioni settentrionali dell’India e non solo in Africa, come si era ritenuto sino a quel momento.

La scoperta è il risultato di 250 campagne di rilevamento avvenute nell’arco di cinque anni. ” Le cecilie sono molto criptiche e non è possibile identificare se si tratti di una specie nuova subito dopo la raccolta”, spiega il professor SD Biju. Per farlo i ricercatori hanno dovuto analizzare e confrontare sia i campioni di DNA sia la morfologia degli animali. Al termine di queste analisi si sono trovati a dover ammettere non solo la scoperta di nuove specie ma di una famiglia intera sino a quel momento sconosciuta. La famiglia è stata denominata Chikilidae in onore a una lingua tribale indiana.

L’analisi del DNA da, poi, un’altra importante informazione: questa famiglia di anfibi deve essersi separata da quelle africane 140 milioni di anni fa quando, ai tempi del supercontinente Gondwana, l’India era letteralmente attaccata all’Africa.

Questi animali potrebbero entrare a buon diritto in un film horror che si rispetti; oltre a non avere né zampe né coda vivono completamente interrati, la vista è molto ridotta e la testa è l’unico strumento che hanno per scavare. L’aspetto nel complesso non è certo dei più belli; le specie più piccole somigliano a lombrichi mentre quelle più grandi a serpenti.

Le abitudini riproduttive e la cura dei piccoli variano da specie a specie e possono essere particolarmente strambe; in alcune specie i piccoli si nutrono solo della pelle che la madre gli offre a tale scopo.

Benché queste specie siano state trovate in più di un quarto dei siti studiati, cosa che fa presupporre una certa abbondanza, la loro salvaguardia è comunque difficile; le popolazioni che vivono nelle vicinanze dei villaggi sono decimate perché gli individui più grandi sono spesso scambiati per serpenti velenosi e quindi uccisi.

A livello globale gli anfibi sono la classe maggiormente minacciata di estinzione con circa il 40% delle specie che vi appartengono incluse nella lista rossa IUCN ma, scoperte di questo tipo, fanno ben sperare.

È bello pensare che per un gruppo così sofferente la biodiversità sia molto più vasta di quello che immaginavamo. Conoscere la loro biologia e le loro abitudini di vita è l’unica arma in nostro possesso per proteggere al meglio tutte le specie minacciate di estinzione.

 

Link:

http://www.aaeweb.net/schedearticoli/anfibi/anfibi_anatomia.htm#Classificazione

http://www.bellenews.com/2012/02/22/science-tech/caecilians-the-most-enigmatic-branch-of-amphibians-found-in-india/

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