La corrente di Bali

dsc_0169Bali è una destinazione recente tra i subacquei europei mentre per gli asiatici è quasi vecchia storia.

Se non fosse stato per la guida di David Pickell e Wally Siagian non avrei capito a cosa si deve la meraviglia della fauna dei fondali di Bali. Oltre a recensire i fondali suddivisi per zone dell’isola con molto entusiasmo e capacità descrittiva, si soffermano ogni tanto a dare informazioni più approfondite. Una di queste soste è dedicata alla Corrente Indonesiana.

La Corrente Indonesiana è stata notata per la prima volta dall’oceanografo Klaus Wyrtki nel 1957. Si tratta di una massa d’acqua derivante dall’oceano pacifico che viene intrappolata dall’azione degli Alisei e convogliata nel Mare delle Filippine e nel bacino delle Isole Caroline.

Nell’Ocean pacifico a nord-est dell’Indonesia il livello del mare è venti centimetri più alto; nell’Oceano Indiano a sud dell’Indonesia per gli stessi venti che si muovono in direzione opposta il livello del mare è dieci centimetri sotto la media.

Questi trenta centimetri di differenza danno luogo a un massiccio spostamento di acqua.

Il flusso d’acqua è talmente grande che è stata coniata un’unità di misura ad hoc, lo Sverdrup (dal nome dello scienziato norvegese Harald Sverdrup), per calcolarla.

Uno Sverdrup è pari a un flusso di un milione di metri cubi per secondo. Immaginate un fiume largo cento metri, profondo dieci metri che viaggia a due nodi; adesso immaginate mille di questi fiumi – quello è un Sverdrup.

La Corrente Indonesiana rappresenta 15 Sverdrup o anche quindicimila di questi fiumi.

Il trequarti di questa massa d’acqua scorre nelle prime centinaia di metri, il resto si muove nelle profondità dei bacini Indonesiani.

Questa massa d’acqua che arriva dal Pacifico e raccoglie organismi e plankton sulla strada passa in uno dei pochi corridoi aperti verso sud: quello tra Lombok e Bali.

Non solo ma c’è un altro grande fenomeno che crea la Corrente Indonesiana. Considerata la sua mole e la complessità della batimetrica di Bali la forza della corrente mescola e porta in superficie la massa d’acqua che giace in profondità ricca di nutrienti come fosforo e nitrogeno. Quindi ogni anno il monsone che soffia da sud-est convoglia sulla superficie del mare la fredda ma fertile acqua della corrente di Bali, un bacino di acqua lungo tre chilometri e mezzo che giace normalmente nelle profondità a sud dell’isola. I nutrienti provocano un’esplosione di fitoplancton che porta nuova vitalità ai reef ad Est di Bali e di Nusa Penida.

Quella vitalità che è poi la delizia delle nostre macchine fotografiche.

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