Silenzio! Il Pinus deve germinare

Un sempre maggior numero di studi dimostra che alcuni animali tendono ad aumentare di numero nei luoghi rumorosi mentre altri, diminuiscono. Dei ricercatori del National Evolutionary Synthesis Center di Durham, in North Carolina, si sono chiesti se questi effetti fossero riscontrabili anche nelle piante e, per questo motivo, hanno deciso di condurre due esperimenti paralleli nella Rattlesnake Canyon Wildlife Area nel New Mexico nord-occidentale. I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati su “Proceedings of the Royal Society B” e sono insindacabili.

Innanzitutto l’area è stata scelta perchè è un’immensa area boschiva priva di qualsiasi altro tipo di disturbo antropico, se non la massiccia presenza di pozzi di gas naturale, molti dei quali collegati a rumorosi compressori per l’estrazione del gas. Ciò permette di studiare il rumore e i suoi effetti sulla fauna, senza che i risultati siano falsati da altri fattori di disturbo, molto spesso associati alle zone rumorose (luce artificiale e traffico automobilistico, per esempio).

In quei luoghi deserti, dove i gasdotti la fanno da padroni, gli scienziati hanno voluto scoprire l’effetto del rumore sull’impollinazione e la dispersione dei semi di alcune specie lì naturalmente presenti.

In un primo momento hanno cercato di capire in che modo il rumore influisse sull’impollinazione e, per farlo, hanno strategicamente posizionato dei cespugli artificiali di specie, regolarmente visitate da colibrì, sia in zone rumorose che silenziose. Per quantificare il numero di visite hanno guarnito i cespugli artificiali con tubicini di gustosissimo nettare; alla fine dei tre giorni, poi, hanno confrontato i livelli del liquido zuccherino in entrambi i siti e si sono resi conto, con estrema sorpresa, che i colibrì, in particolare la specie Archilochus alexandri, preferivano vivere e nutrirsi nelle zone rumorose.

“Questo colibrì può prediligere i siti rumorosi perché altre specie di uccelli, che predano i loro pulcini, tendono, invece,  ad evitarle”, spiega Francis, a capo della ricerca. È logico quindi affermare che le piante impollinate da questi colibrì abbiano maggiore possibilità di maturare semi fertili e disperderli nelle aree rumorose piuttosto che in quelle silenziose.

I ricercatori hanno poi cercato di scoprire quanto influisse il rumore sulla dispersione dei semi, prendendo in esame la specie dominante della zona, il Pinus edulis.

Il team ha sparso pigne e pinoli sotto 120 alberi in entrambi i siti. Per individuare quali e quanti animali se ne cibavano è stata utilizzata una fotocamera sensibile ai movimenti. In soli tre giorni diversi animali si sono cibati di questi semi; sono stati immortalati topi, scoiattoli,uccelli e conigli. I topi hanno preferito di gran lunga i siti rumorosi mentre è le ghiandaie li evitavano del tutto.

Purtroppo i semi mangiati dai topi non sopravvivono al passaggio nell’intestino dell’animale per cui, un aumento delle popolazioni di topi vicino a siti rumorosi, potrebbe influire pesantemente sul numero di semi in grado di germinare in quell’area.

Al contrario, la ghiandaia, può raccogliere centinaia e a volte migliaia di semi ma ne mangia solo una piccola parte. La restante parte la nasconde per mangiarla nell’arco dell’anno. In questo modo accade spesso che alcuni di questi semi riescano a germinare. In effetti, censendo il numero di piccole piante di pino in entrambe le aree, è risultato che erano quattro volte più abbondanti nei siti silenziosi piuttosto che in quelli rumorosi.

“Meno piantine in zone rumorose potrebbe significare un minor numero di alberi secolari in futuro, ma, visto che sono piante a lentissima crescita, il cambiamento nel paesaggio sarebbe potuto passare inosservato per anni”, ha spiegato Francis. “L’inquinamento acustico è in crescita e questo studio sottolinea la necessita per i ricercatori di valutare le conseguenze ecologiche del rumore insieme agli altri cambiamenti ambientali indotti dall’uomo”

È solo di qualche mese fa, infatti, la scoperta che il rumore del trafficoriduce la capacità dei pipistrelli  di individuare la preda e che le balene aumentano i livelli dell’ormone dello stress in risposta al rumore delle navi nelle vicinanze. È proprio il caso di ammetterlo:questa nostra natura ha bisogno anche di un po’ di silenzio.

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