C’era una volta un Principe che fondò il Museo Oceanografico di Monaco

Oceanografico-medIl Museo Oceanografico di Monaco per questo è un miracolo, frutto della passione del principe Albert Ier (1848-1922) soprannominato principe sapiente o principe navigatore che la volle materializzare a beneficio della scienza, degli scienziati, degli esploratori e del pubblico.

La storia è questa: nel 1884 in un reame sulla costa azzurra francese viveva un Principe appassionato di mare che un giorno prese il largo su una nave per scoprire i segreti e i misteri dell’oceano, quel mare vastissimo che sta al di là del Mediterraneo che lui mirava e rimirava tutti i giorni dalle finestre del suo palazzo.

Quando rientrò in patria, come Ulisse nella sua Itaca, riportò con sè flaconi e  fiale di vetro nei quali aveva addormentato per l’eternità specie di pesci e animali marini mai visti prima.

Chiamò a raccolta tutti i sapienti d’Europa per fargli vedere le meraviglie che il mare custodiva e cercare insieme risposte ai tanti perchè.

Ma il Principe visionario non voleva chiudere fiale, flaconi con i suoi tesori raccolti tra una tempesta e una calma piatta in mare nei laboratori all’odore di formalina degli scienziati. Lui sognava che tutti i suoi sudditi, che vivevano a un tiro di sasso dal mare, si entusiasmassero alla conoscenza del mare e degli oceani perchè in fin dei conti anche lui aveva capito che amare vuole dire conoscere.

Così iniziò il progetto di costruire un grande museo che potesse ospitare tutto quello che aveva raccolto. Le sale dovevano essere enormi come era enorme lo scheletro della balena che lui fece appendere al soffitto.

Per il perimetro intorno alle sale lui fece posizionare un grande numero di quei flaconi che aveva collezionato durante le spedizioni e in un angolo fece ricreare il laboratorio a bordo della sua nave per mostrare a tutti come si conduce un’osservazione.

Ma questo non era ancora sufficiente per fare capire la bellezza del mare e allora negli anni i direttori del Museo che si sono avvicendati hanno deciso di trasformare la vasca in cemento originale in grandi acquari nel sottosuolo pieni di quei pesci strani e variopinti di cui sono contenitori il mediterraneo e i reef tropicali, e che lasciano i bambini a guardarli pieni di meraviglia. L’acquario più grande, quello dei pescecani, è stato riempito con ben 400mila litri di acqua, per permettere agli squali quel movimento che è fondamentale per portare ossigeno alle loro branchie e farli così sopravvivere.

Uno dei più famosi direttori fu Jacques Cousteau che lavorò al Museo dal 1957 al 1988. Oltre ad essere un grande uomo di mare, Cousteau rese un grande servizio alla subacquea sperimentando e migliorando un sistema di respirazione autonomo per il sub in acqua. Prima di lui i sub erano attaccati ad un lungo tubo che prendeva aria dalla superficie limitandoli ad esplorare solo una piccola zona sommersa.

Il Museo è visitato ogni anno da 600mila spettatori ed ospita 6mila specie viventi di pesci negli acquari.

Un’idea per passare un lungo ponte italiano o per avviare un ragazzo alla passione della sua vita.

 

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