L’alba con 2 Soli, la notte con 4 Lune

lune-soli

Quando penso alla mia, mi torna in mente quando, da ragazzina, salita sul trampolino più alto della piscina passavo minuti interminabili a decidere se tuffarmi o meno. Mi trastullavo con qualsiasi cosa sul bordo con i piedi in bilico ma non decidevo mai a tuffarmi. Sapevo che l’acqua era gelata e al contatto avrei sentito una scossa orribile su tutta la pelle che mi avrebbe segato il respiro e ammutolito per qualche minuto, eppure se volevo fare qualcosa di divertente in quella giornata dovevo trovare il coraggio di tuffarmi.

Il coraggio tardava sempre ad arrivare. Primo pensiero era scendere dal trampolino così come ero salita, il secondo era aspettare che il sole scaldasse fino all’ebollizione me e l’acqua della piscina, il terzo era che qualcuno mi spingesse da dietro per togliermi dall’imbarazzo.

Ogni volta che sento qualcuno a cui non va a genio cambiare la propria vita so che il tale è entrato nella stessa dimensione bordo-trampolino, ovvero stallo con rosario di scuse per non tuffarsi. Non c’è niente che non va con l’acqua fredda e nemmeno con una nuova vita, quello che manca è il coraggio.

Qualche settimana fa ho letto di un ragazzo tutt’altro che pavido che in poche mosse a 24 anni si è ritagliato un modello di vita a suo piacimento. Voleva essere libero e libero ha cercato di diventare. La libertà passa attraverso alcune rinunce ovvero, per una legge che non saprei neanche come nominare riferita a noi persone ma esiste, tu cedi qualcosa per ottenere altro. E’ una negoziazione con il sistema, uno scambio, una valutazione, un soppesare le tue chances di sopravvivenza…

La pecora nera, così ha finito per definirsi con molta premonizione Devis Bonanni, vive con duecento euro al mese (così spara il giornale per sorprendere) in campagna e si coltiva quello che consuma. Dietro alla notizia c’è un ragazzo con le idee chiare e voglia di lavorare che al posto di avere una vita regolata dal ritmo cittadino e statale preferisce autoregolarsi con l’unico altro sistema a disposizione: quello naturale.

Apriti cielo..  i commenti a bordo articolo lasciati da alcuni lettori erano sarcastici. Ognuno vedeva nel suo comportamento una falla e un’occasione per linciare il suo esperimento.

D’altro canto è facile parlare.

Cosa è portato l’uomo a fare più di ogni altra attività? Un’attività facile in cui sono bravi tutti, non bisogna pensare, non devi essere ricco o sapiente, minimo impegno massima gratificazione? Sesso.

Il sesso è l’attività più praticata dagli esseri umani e come risultato sul pianeta nascono ogni anno 70milioni di nuove vite che stanno riducendo lo spazio vitale di tutti.

Nel mondo 1 miliardo di persone vivono negli slums, bidonville, ghetti di periferia, case di lamiera o di cartone, ammassati l’uno sull’altro con una densità di popolazione che arriva a 80mila persone per Km quadrato. Non hanno acqua, fogne, luce, salute, educazione o lavoro.

Tra non molto i governi smetteranno di dare gli incentivi per fare uscire la gente dalle fabbriche, daranno gli incentivi per farli uscire dal Pianeta perché non ci sarà più posto per tutti.

Questo miliardo di persone del resto ha diritto ad avere terra da coltivare, spazio, acqua, risorse. Le stesse risorse che i coloni americani si sono accaparrati con la corsa all’ovest, o gli inglesi con l’Impero.

Negli ultimi 30 anni, nello spazio intercorso tra la mia generazione e quella di Devis, abbiamo perso quasi tutto il territorio intorno alle coste e nessun ragazzo proverà più il piacere di camminare su una spiaggia pulita non invasa da un oggetto di plastica. Questi sono solo alcuni dei tanti fatti irreversibili che sono successi nello spazio di una generazione.

Mentre i detrattori di Devis si domandano se le uova che vende pagano tasse, i più potenti telescopi nel mondo scrutano il cielo in cerca di pianeti con acqua e un’atmosfera come la nostra. Chissà perché c’è questa inutile curiosità da parte degli scienziati?

Perché un giorno o l’altro la vivibilità qui sarà insopportabile e saremo costretti per sopravvivere ad esplorare altre ipotesi che oggi ci sembrano follia.

Un giorno i giovani metteranno i loro nomi sulle liste di quelli pronti a lasciare il Pianeta Terra per andare a colonizzare uno di quei milliardi di pianeti appena scoperti nella Via Lattea, le super-earths.

Magari la terra lassù sarà più leggera da coltivare, piena di elementi minerali che faranno crescere frutta e verdura nel giro di poche settimane e non mesi. All’orizzonte spunteranno due soli e di notte orbiteranno quattro lune. Chi andrà non sarà il buon cittadino, l’amico del politico, il regista, il critico d’arte, l’economista, saranno ragazzi come Devis tra 50 o 100 anni che si sono adeguati alle leggi della sopravvivenza pronti a rinunciare a quello che non funziona più delle ideologie con la messa in pratica di un nuovo modello di vita.

Lui rappresenta il colone del terzo millennio, l’uomo che si riprende in mano la vita per istinto o per aspirazione e che tra qualche generazione forse scriverà versi incantevoli descrivendo com’è meravigliosa la notte sul suo nuovo Pianeta rischiarata dalla luce di quattro lune.

Per chi non si è tuffato .. ci saranno nell’anno 3000 dei super-slums ad accoglierli, sotto lo stesso sole e la stessa luna..!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *