Evviva la cacca dei cani

cacca-caniPartiamo dall’idea che anch’io ho un cane (femmina e di piccola taglia), che porto in vacanza con me e che adoro come un’altra figlia. Nonostante ciò, io odio i proprietari degli altri cani del palazzo che fanno fare la pupù, non anzi chiamiamola con il suo nome la CACCA, ai propri cani sotto il portone senza raccoglierla (come se non fosse anche casa loro!).

Forse è per questo motivo che ho trovato molto carina e utile l’idea messa in pratica in Messico per convincere la gente a ripulire gli escrementi dei loro cani nei luoghi pubblici. Una società internet in Messico ha avuto quest’idea: incentivare in maniera intelligente e incoraggiare la gente a raccogliere gli escrementi del proprio animale in cambio di una connessione gratuita ad internet. L’originale servizio si chiama Poo Wi-Fi. Speciali contenitori sono stati installati in dieci diversi parchi intorno a Città del Messico: un proprietario di cane lascia cadere gli escrementi all’interno, i rifiuti vengono pesati e un timer viene attivato con un numero di minuti in base al peso ricevuto. Mentre il timer fa il conto alla rovescia, nel parco si può usufruire gratuitamente della connettività wireless. Delle hostess, nelle vicinanze, forniranno gratuitamente sacchetti di plastica per ogni proprietario di animale. Da rifiuto a risorsa. Come già accade per la raccolta differenziata in alcuni paesi, per esempio in Germania e Norvegia il reso viene pagato, anche in questo caso lo scarto acquista valore.

Questo non è, naturalmente, l’unico esempio virtuoso in giro per il mondo. Negli USA e precisamente al Politecnico di Mesa in Arizona, un gruppo di studenti della facoltà di Ingegneria ha sviluppato digestori di escrementi di cane che, attraverso la digestione anaerobica e la conversione in biogas delle feci, ha la capacità di produrre energia elettrica e illuminare le lampade del Campus. Il contenitore utilizza il sotto prodotto animale e lo trasforma in metano per generare elettricità. Tutto questo, oltre a produrre energia, risolve il problema degli escrementi di 200 cani che visitano ogni giorno il parco. I visitatori del parco sono solo tenuti a raccogliere i rifiuti dei propri cani in un sacchetto di plastica per depositarli nei contenitori e aiutare a realizzare l’obiettivo.

In passato, si era già parlato di questo tipo di utilizzo per gli escrementi dei cani, grazie ad un progetto chiamato Park Spark Project. Nato da un’idea di Matthew Mazzotta (ideatore del Busycle, bus azionato dai muscoli dei passeggeri) che ha creato un’installazione-pilota chiamata “Park Spark”, presso un dog park nel Massachusetts. Si tratta di un dispositivo (il digestore di metano) che è in grado di trasformare la pupù in metano e, successivamente, utilizzarlo per alimentare i lampioni al parco. Il metano è considerato ben 23 volte più inquinante dell’anidride carbonica e nei tradizionali sistemi di smaltimento, quello prodotto dai rifiuti si propaga nell’aria diventando un pericoloso gas serra, come accade nelle discariche, mentre nei digestori di metano è convertito in combustibile e subito utilizzato. Bruciando in presenza di ossigeno si separa in biossido di carbonio (CO2) e acqua (H2O). Anche se la CO2 è un gas serra, è in realtà molto meno inquinante per l’atmosfera rispetto al metano.

“Turning Fido’s droppings into methane”: con questo slogan, la municipalità di San Francisco (che punta a “Rifiuti Zero” nel 2020) e il gestore dei rifiuti, Norcal Waste, hanno attivato il progetto Norcal: metano dagli escrementi degli animali domestici (240 mila cani e gatti contribuiscono per il 4% ai rifiuti della città californiana). Il progetto, attivo dal gennaio 2006, si basa ancora una volta sui digestori: macchine a basso contenuto tecnologico nelle quali il ruolo chiave è svolto dai batteri.

E’ invece attivo allo zoo di Denver un motocarro per il trasporto di pubblico e materiali, che utilizza come carburante feci umane e di animali. Il motocarro consuma rifiuti che solitamente andrebbero a impattare sugli spazi verdi dello zoo, non inquina e permette spostamenti rapidi in un’ottica al 100% green. Il funzionamento del motocarro è abbastanza semplice: un apposito dispositivo genera degli agglomerati di feci umane e animali, oltre ad altri scarti biologici presenti nello zoo, che sono quindi inseriti nel serbatoio del veicolo. A questo punto, si avvia un processo di gassificazione per fermentazione che, letteralmente, mette in movimento i pistoni del motore.

“Diciam che la cacca fa schifo, ma ciò non è un dato oggettivo” canta Stefano Roberto Belisari (in arte Elio) in un brano del 1989 (Silos) che inneggia al recupero degli escrementi in chiave ecologica. Mi sa che aveva proprio ragione!

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