Uccelli o piccoli dinosauri?

È ormai assodato che i diretti discendenti dei temibili dinosauri sono gli uccelli. Nonostante sia stata confermata la presenza di piume anche nei giganti del passato e siano state spiegate nel dettaglio tutte le fasi evolutive che hanno permesso loro di imparare a volare, alcuni di noi erano ancora un po’ dubbiosi perché, onestamente, cosa ritrovate dei temibili predatori del Giurassico nel merlo che viene a farvi visita nel vostro giardino? Francamente poco.

Proprio la scorsa settimana, però, ricercatori americani delle università di Harvard, Texas e Austin hanno pubblicato su Nature un articolo che, finalmente, da una spiegazione a questi interrogativi dissolvendo per sempre gli ultimi dubbi sulla linea evolutiva degli uccelli moderni.

Le differenze anatomiche del cranio tra dinosauri e uccelli sono molte; i dinosauri avevano  musi lunghi e bocche piene di denti mentre gli uccelli possiedono occhi e cervelli più grandi; i crani degli uccelli, però, somigliano sorprendentemente ai fossili di un particolare stadio della vita dei dinosauri, quello giovanile.

Partendo da questa osservazione, gli scienziati hanno studiato dozzine di fossili allo scopo di ricostruire l’evoluzione delle caratteristiche tipiche dei crani degli uccelli; con uno scanner hanno analizzato crani appartenenti a uccelli moderni e, andando indietro nel tempo, sono arrivati ai dinosauri più antichi. Marcando dei punti di riferimento come le orbite, le cavità craniche o altre ossa, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire dettagliatamente l’evoluzione del capo in questa particolare linea evolutiva fino a 250 milioni di anni fa, periodo in cui vivevano gli Arcosauri, il gruppo che ha dato origine ai coccodrilli, agli alligatori e agli uccelli moderni.

“Il nostro obiettivo  – racconta Abzhanov, coautore dell’articolo – era quello di analizzare questi scheletri fossili per vedere come fossero cambiati nel tempo e cercare di capire cosa effettivamente fosse accaduto nell’evoluzione del cranio degli uccelli”.

Quello che i ricercatori hanno scoperto è stata una vera sorpresa. Mentre i dinosauri, anche quelli a loro più strettamente imparentati, subivano grossi cambiamenti morfologici nel passaggio alla fase adulta, i crani degli uccelli (piccoli e adulti)  erano quasi del tutto simili.

Questo fenomeno è dovuto ad un processo chiamato  progenesi che permette agli uccelli di raggiungere la maturità sessuale molto in fretta. Al contrario dei loro progenitori dinosauri, quindi, gli uccelli diventano adulti in pochissimo tempo, a volte meno di 12 settimane, e ciò permette loro di mantenere le caratteristiche degli stadi giovanili anche da grandi.

La particolare evoluzione del cranio, quindi, sottolineerebbe  la diversità delle strategie evolutive usate e il fatto che determinate scelte strategiche abbiano permesso a questo gruppo di sperimentare un indiscutibile successo.

Grazie a questo studio sappiamo qualcosa in più sullo stretto rapporto tra uccelli e dinosauri anzi, non sarebbe sbagliato dire che osservando un uccello in realtà stiamo ammirando un cucciolo di dinosauro; un cucciolo che non crescerà mai ma, il fatto stesso di rimanere piccolo per sempre, gli permetterà di avere maggiore successo nella vita.

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