Alimento antico sulla tavola moderna

Noi viviamo grazie ad impulsi bio-elettrici che sono trasmessi attraverso l’acqua interna di fibre, nervi, ecc. ed alla conducibilità elettrica di questa, che è determinata dalla sua struttura molecolare e dalla presenza di sale disciolto. Perciò, senza sale (e acqua) non possiamo vivere. Nel liquido amniotico, negli spermatozoi, nelle lacrime, ecc. è presente una soluzione salina, mediamente all’1%. Il sale più importante è quello marino integrale (cloruro di sodio + oligoelementi associati), che può provenire anche da antichi residui essiccati di mari scomparsi, inglobati nel terreno (cave di salgemma), come il sale dell’Himalaya.

L’organismo umano richiede un quantitativo di sale da circa 0,2 a 5 grammi al giorno. I reni riescono ad eliminare il surplus fino a un massimo di circa 7 grammi. La carenza e l’eccesso portano a un malfunzionamento degli organi. In Europa (stati industrializzati), il consumo (indotto anche dal contenuto di alimenti conservati) è fra 12 e 20 grammi al giorno (e, per lo più, è sale raffinato). Anche se migliore di quello raffinato, il sale marino integrale conserva tracce di inquinanti (come presenza chimica/ionica o in risonanza). Si dovrebbe, quindi, usare acqua di mare prelevata in punti incontaminati.
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Il sale dell’Himalaya proviene dai residui del mare interno creato dal congiungimento della placca tettonica comprendente l’attuale India, in deriva continentale fra i 100 e i 250 milioni di anni fa. Sotto la spinta si è formato il sistema orografico dell’Himalaya e, con il tempo, il fondo marino è stato inglobato da “onde” di roccia che hanno generato pressioni enormi (come è successo a composti di carbonio quali la grafite, che hanno formato cristalli es. i diamanti, ecc.).

Venne scoperto verso il 350 A.C. dalle popolazioni locali che notarono strati di sale che affioravano naturalmente dalla terra. A partire dal XVI secolo, con la conquista inglese dell’India, la sua estrazione venne regolamentata dall’impero britannico. Ancora oggi, le estrazioni seguono il metodo impostato a quell’epoca, che permette di scavare la montagna senza per questo distruggere il paesaggio che la circonda.

Si presenta con un colore suo caratteristico che va dalle sfumature di rosa, arancio più o meno forte.
Dall’analisi chimica risulta essere composto di cloruro di sodio arricchito da calcio, potassio, magnesio, ossido di zolfo, ferro, manganese, fluoro, iodio, zinco, cromo, rame, cobalto, e altri preziosi elementi, la cui quantità può variare a seconda del filone di estrazione. Anche per questo motivo, il suo colore può variare dal rosso all’arancione brillante.

Il sale dell’Himalaya, quindi, non solo è un sale marino integrale e privo di sostanze inquinanti e delle loro risonanze (si è formato molti milioni di anni fa e questo garantisce l’assenza di inquinanti indotti da scarichi industriali e fognari), ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto (simili a quelle che in composti di carbonio hanno formato i diamanti) hanno anche mutato la sua struttura, inglobando gli oligoelementi in un assieme stabile ed equilibrato che, per ingestione e contatto, ci trasmette la sua energia vitale e perfettamente assimilabile.

Questo sale non è raffinato, cioè non è trattato chimicamente in alcun modo. Viene semplicemente raccolto, selezionato, lavato in soluzione satura per togliere polvere ed eventuali residui, macinato e impacchettato. Non vengono aggiunti antiagglomeranti o altri componenti chimici (carbonato di calcio e magnesio, idrossido di alluminio, E535, E536, E540, E550, ecc.), che lo renderebbero nocivo per la nostra salute. In particolare, l’alluminio tende ad accumularsi nel cervello e sembra che abbia un ruolo nella maggiore incidenza del morbo di Alzheimer, in quanto impedisce la sinapsi delle fibre nervose.

Grazie a queste sue caratteristiche, è il più puro e completo sale della Terra, particolarmente adatto all’uso alimentare: ha un sapore più rotondo, meno aggressivo; non copre i sapori degli altri cibi, ma li accompagna e li esalta ed è completamente assimilabile dall’intestino.

Oltre che per uso alimentare, è un eccellente conservante (le migliori industrie alimentari lo preferiscono al sale tradizionale per la preparazione di prodotti pregiati di media e lunga scadenza). E’ molto usato, soprattutto negli ultimi anni, per le cure estetiche e i trattamenti di bellezza: scrub corpo, peeling, massaggi e lettini di sale ne sono un esempio. E’ un ottimo integratore salino per animali di grandi dimensioni, come i cavalli, che avendo un senso del gusto molto sviluppato lo preferiscono al sale tradizionale, anche se aromatizzato per renderlo più appetibile. E’, inoltre, ideale per preparazioni idrosaline da utilizzare nella prevenzione e nella cura di frequenti disturbi come raffreddore, dermatite, congiuntivite, verruche, ecc.

La struttura cristallina del sale in forma di acqua salata agisce in maniera che la sua vibrazione può essere mantenuta per più di 24 ore nel nostro corpo. Con l’acqua salata possiamo dare al nostro corpo esattamente la vibrazione che ci manca quando siamo ammalati. In questo caso, non è la quantità che ha importanza, ma la qualità (nella biofisica conta la qualità).

L’effetto del sale cristallino sull’organismo è esattamente l’opposto a quello delle medicine. Mentre i medicinali sopprimono un sintomo, attraverso il sale cristallino il sintomo esistente come quello latente in seguito al rifornimento energetico viene portato a sfogarsi.

Link per approfondire:

http://www.lettinidisale.com/

http://www.salepercavalli.com/

http://www.doccenasali.it/

http://www.lampadedisale.com/

http://www.icuscinidisale.com/

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