Il dinosauro che somiglia a uno scoiattolo

Quest’estate non smette di regalarci paleo-sorprese! Dai siti più famosi al mondo giungono continuamente notizie straordinarie di grande aiuto ai paleontologi per ricostruire un nuovo pezzetto della storia del nostro pianeta. Anche in questo caso parliamo di un dinosauro e, cosa rarissima, ancora di un piccolo appena nato (come il famoso Ciro).

Il fossile è stato scoperto nel massiccio del Giura Francone (in Germania) e appartiene a un giovane dinosauro predatore che appare completamente ricoperto da un sottile piumaggio simile a una fitta peluria.

Tutti i dinosauri piumati finora studiati, però, si collocavano nella linea evolutiva degli uccelli. “Sciurumimus albersdoerferi  – invece –  appartiene ad un ramo molto più antico, quello dei dinosauri predatori”, spiega il paleontologo Oliver Rauhut, che ha guidato la ricerca sul sensazionale ritrovamento. “Il suo piumaggio ci porterebbe persino a concludere che tutti i dinosauri predatori fossero provvisti di piume.”

Sciurumimus albersdoerferivisse nel Giurassico (circa 150 milioni di anni fa) e è stato battezzato così per due motivi: Sciurumimus in latino significa “imitatore di scoiattolo” ed è un nome che gli è stato imposto  a causa della sua coda folta e lunga, proprio come quella dei nostri scoiattoli. La denominazione di specie  albersdoerferi, invece, deriva, più semplicemente, dal nome del collezionista che ha messo a disposizione il fossile al gruppo internazionale di studiosi.

Come è stato in grado di dimostrare il team di Rauhut, Sciurumimus è un piccolo appartenente alla famiglia dei Megalosauridi, dinosauri in grado di raggiungere i 6 metri di lunghezza.

Poiché, come abbiamo imparato nelle scorse settimane, i dinosauri subivano grossi cambiamenti anatomici durante la loro crescita, la scoperta del piccolo Sciurumimus è stata di cruciale importanza per svelarci dettagli fondamentali sulle abitudini di vita di questi animali nella fase giovanile. “Questo individuo ha una dentatura molto diversa da quelle ritrovate in megalosauri adulti”, rivela Rauhut. “Ciò ci suggerisce che anche la loro dieta subisse grosse modificazioni durante la crescita”.

D’altronde il cucciolo in questione, con i suoi denti piccoli e aguzzi non avrebbe potuto predare nulla di più grande di un insetto mentre sappiamo con certezza che i megalosauri adulti avevano bisogno di prede più… consistenti. Anche se è l’unico esemplare sin ora ritrovato della sua specie, i paleontologi azzardano: conoscendo gli straordinari tassi di crescita dei dinosauri in genere è molto probabile che piccoli esserini come questo potessero raggiungere da adulti la ragguardevole lunghezza di alcuni metri, grossi e temibili predatori completamente ricoperti di piume. Chi se lo sarebbe mai immaginato?

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