Finalmente Green Hill chiude i battenti!

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Dopo mesi di proteste e manifestazioni, Il Corpo Forestale dello Stato ha disposto il sequestro di “Green Hill”, la famosa azienda di Brescia che allevava cuccioli di razza beagle destinati ai laboratori di vivisezione.

L’intera struttura e tutti i suoi inquilini sono stati sequestrati; solo tre, però, i dirigenti indagati dalla procura di Brescia e ovviamente tra i reati contestati anche quello di maltrattamento di animali.

Le proteste di associazioni ambientaliste e singoli cittadini si sono susseguite per lungo tempo ma solo dopo lo scorso 28 Aprile, quando alcuni animalisti sono riusciti a entrare nell’allevamento e a liberare alcuni cuccioli, gli agenti della Digos hanno iniziato ad acquisire documenti sulla struttura e hanno aperto le indagini sfociate nel sequestro.

I cani, però, non possono ancora lasciare la struttura “Allo stato attuale – spiega la Forestale in una nota – non si conosce ancora l`entità numerica dei cani sequestrati, perché la struttura da ispezionare è molto vasta” ma i cuccioli non potranno comunque uscire dall’azienda e i rappresentanti della Green Hill, insieme al sindaco e alla Asl di Brescia avranno l’obbligo di accudirli fino a nuove disposizioni.

Il Coordinamento fermare Green Hill non ha tardato a replicare “Per il bene dei circa 2500 cani dell’allevamento, chiediamo che almeno la custodia giudiziaria dei beagle non venga affidata all’azienda e neppure a una delle tante realtà improvvisate nate negli ultimi mesi. Abbiamo individuato l’associazione ‘Vita da cani’ che, a livello nazionale, si occupa della riabilitazione dei cani da laboratorio, una realtà che sarebbe in grado di accudire ai beagle di Green Hill”.

LAV e Legambiente si augurano che gli accertamenti della procura di Brescia facciano luce sulle reali condizioni su cui versano gli animali e chiedono che il Senato approvi finalmente la legge che vieta l’allevamento di animali per la sperimentazione. “Ci auguriamo che gli accertamenti in corso possano fare luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura in attesa della spedizione verso i laboratori acquirenti – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della LAV – e sull’impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani”.

In questi mesi è all’esame al Senato la norma, già approvata dalla Camera dei deputati, che vieterebbe l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l’obbligo di anestesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con gli animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione.

“Alla luce di questi sviluppi giudiziari – conclude Felicetti – rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinché l’articolo 14 della Legge Comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile”.

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