Svelata l’origine dei serpenti

origine-serpentiIn un lavoro appena pubblicato su Nature, alcuni ricercatori dell’Università di Yale hanno descritto un’antichissima e ignota creatura che era solita strisciare tra le zampe del ben più famoso T.rex; si tratta del più antico serpente mai incontrato e la sua scoperta ha dato un contributo fondamentale al dibattito sulle origini dei serpenti.

“Era il serpente mancante”, spiega Nicholas Longrich, ricercatore nel dipartimento di Geologia della suddetta università e autore dell’articolo; “quello che ci ha permesso finalmente di capire da quale ambiente venissero i primi serpenti”. Le tesi sin ora sostenute, infatti, erano a favore di una loro origine acquatica ma Longrich crede di avere le prove per affermare con certezza che i serpenti moderni discendano da antenati terrestri.

I resti fossili studiati appartengono a una piccola creatura con corpo da serpente e testa da lucertola. Il proto-serpente, chiamato Coniophis precedens, si è rivelato essere una forma rarissima di transizione e grazie a lui si può finalmente far luce sul momento in cui i serpenti si sono staccati dalla grande famiglia delle lucertole.

“Si muove come un serpente, ma non si nutre come un serpente”, rivela Longrich. Rispetto ai serpenti moderni questa creatura sfoggia lunghe mascelle che, però, rimangono fisse, e proprio questa caratteristica gli imponeva di scegliere prede di piccole dimensioni, problema che i serpenti moderni non hanno. La sua dieta, quindi, si limitava a salamandre e altre piccole lucertole mentre sappiamo che i serpenti possono ingerire anche prede più grandi di loro grazie alla caratteristica delle mascelle mobili. Si suppone che, proprio questa caratteristica abbia comportato un enorme vantaggio competitivo, tale da permettere una diversificazione eccezionale.

altGià da un secolo si sapeva del passaggio sulla terra di Coniophis grazie alla scoperta di una singola vertebra m,a da quest’unico ritrovamento, gli scienziati non sono stati in grado di capire nulla sulla sua anatomia o sul suo stile di vita, tanto meno su dove posizionarlo nella linea evolutiva dei serpenti. Longrich e altri sui colleghi sono stati in grado di dare una risposta a tutte queste domande solo dopo aver studiato una serie di piccole ossa raccolte negli anni passati ma mai analizzate. Oggi, grazie ai loro studi, Coniophis è considerato uno dei serpenti meglio conosciuti del Cretaceo il tutto grazie a quelle ossa aggiuntive che giacevano dimenticate in vari musei degli Stati Uniti.

Si tratta di un risultato eccezionale perché le ossa dei serpenti sono piccole e molto leggere; è molto raro trovarle, figuriamoci recuperarne alcune appartenenti a una specie di transizione. Per questo è stato sin ora difficile capire esattamente se i serpenti abbiano avuto origine marina o terrestre. Tutti i fossili di Coniophis sin ora rinvenuti provengono da pianure alluvionali e si trovano insieme ai resti di mammiferi e lucertole terrestri, prova che i serpenti si sono evoluti da forme terrestri piuttosto che da forme acquatiche.

Lo sfortunato rettile è stato, probabilmente, già un fossile vivente ai suoi tempi perché ha condiviso i suoi spazi vitali con serpenti più evoluti. La specie cui appartiene l’esemplare studiato non è, quindi, il diretto antenato dei serpenti moderni ma è stata comunque in grado di darci preziose indicazioni per tracciare l’identikit del primo serpente mai esistito al mondo.

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