E-cig: innovazione ma salutare?

Si considerano una valida alternativa alla classica sigaretta e possono aiutare a smettere di fumare (senza danni per la salute, almeno così promettono). Inoltre, riducono i danni da fumo passivo, perché non bruciano. Infatti, le sigarette elettroniche rilasciano nicotina attraverso il vapore e non attraverso la combustione, come avviene nelle normali sigarette.

Si tratta di un dispositivo formato da un microchip, una cartuccia, una batteria ricaricabile e un atomizzatore (anche vaporizzatore). La prima sigaretta elettronica fu sviluppata nel 2003, neanche a dirlo in Cina, dall’azienda Ruyan.

La cartuccia assicura il gusto, la batteria della sigaretta elettronica consente di allungare il tempo del “fumo” rispetto a quello che è necessario per fumare una sigaretta tradizionale, mentre la funzione dell’atomizzatore è quella di trasformare l’aroma in vapore. Gli aromi contenuti nella cartuccia possono essere i più disparati, oltre a quello di tabacco, molte case produttrici forniscono cartucce con aromi alla menta, alla liquirizia, alla vaniglia, al cioccolato, al caffè ecc. I liquidi disponibili per la sigaretta elettronica sono i più svariati e possono essere richiesti con presenza di nicotina o meno.

In Francia sono autorizzate solo a scopo terapeutico. Il Regno Unito le sta regolamentando.
Gli Usa sono orientati a sottoporle alle stesse prove di valutazione dei farmaci. Sono vietate in Australia, Canada, Norvegia, Brasile, Thailandia, Uruguay, Singapore, Turchia e Cina. Sono considerati prodotti farmaceutici in Belgio, Germania, Austria, Portogallo e Svezia. Da noi, il loro inquadramento è piuttosto ambiguo. Il Ministero della Salute, nel febbraio 2010, ha emanato prescrizioni per l’etichettatura di tutti i prodotti, in particolare relativamente alla concentrazione di nicotina, alla presenza dei simboli di tossicità e alla necessità di tenere tali prodotti lontano dai bambini. La loro vendita è inoltre vietata ai minori di 16 anni.
Fa bene, fa male?
A fine agosto 2012, c’era stato il parere positivo per il loro utilizzo con la presentazione di uno studio scientifico sugli effetti della sigaretta elettronica, presentato da cardiologi greci dell’Onassis Center Cardiac Surgery Center ad un convegno internazionale a Monaco.
A settembre 2012, a Vienna, durante il meeting della European Respiratory Society (Ers), è stato invece lanciato l’allarme: le cosiddette e-cig potrebbero causare danni ai polmoni. Durante il meeting sono stati presentati i dati di una ricerca di alcuni pneumologi dell’Università di Atene che ha voluto affrontare la questione degli effetti a breve termine delle e-cig, su persone diverse. Dopo dieci minuti di boccate dalla sigaretta elettronica, si registra una resistenza all’aria delle vie aeree che va dal 182 al 206% nei soggetti sani e dal 176 al 220% nei fumatori.
In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) le ha bocciate con una severa relazione inviata al ministro della Salute, Renato Balduzzi, a fine dicembre 2012.
Il parere è basato sui risultati di 37 studi scientifici mondiali, da cui si evince che non solo non c’è certezza che la sigaretta elettronica aiuti a smettere, ma non vi sono prove sufficienti nemmeno che sia innocua e, addirittura, c’è il rischio che induca al fumo i giovanissimi che le vere sigarette non le hanno mai nemmeno provate. Il parere dell’ISS contiene anche un’indicazione finale in linea con una proposta formalizzata a dicembre dall’Unione Europea: obbligare i produttori a contrassegnare le confezioni di sigarette elettroniche alla nicotina con espliciti avvisi di rischi per la salute.
Sempre a fine dicembre, 2.000 e-cig sono finite nel mirino dei Nas di Genova: sequestrate perché mancanti delle corrette informazioni sulla pericolosità o sulle precauzioni per il loro utilizzo. Inoltre a Genova, ad un ragazzo è esplosa nelle mani la sigaretta elettronica che stava caricando, causandogli bruciature agli occhi e al volto.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la diffusione esponenziale della contraffazione di questo prodotto. Il 17 gennaio 2013, il pm torinese Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di immissione in commercio di prodotti pericolosi per il titolare di una ditta che importa ricariche per sigarette elettroniche. Eventuali irregolarità o sospetti possono sempre essere segnalati al Comando dei NAS (0659947111), al 112 o alle Stazioni Carabinieri, che provvederanno alle verifiche del caso. Non ci sono, quindi, evidenze scientifiche che confermino l’efficacia della sigaretta elettronica nel combattere la dipendenza dal fumo, o sui potenziali rischi per la salute di prodotti che contengono comunque quantitativi, seppur bassi, di nicotina. Ma è necessario un “allerta prudenziale” in particolare nei confronti dei giovani che sembrano i più attratti da questo prodotto ritenuto “fashion”.

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.

Gli Usa sono orientati a sottoporle alle stesse prove di valutazione dei farmaci. Sono vietate in Australia, Canada, Norvegia, Brasile, Thailandia, Uruguay, Singapore, Turchia e Cina.Sono consideratiprodotti farmaceutici in Belgio, Germania, Austria, Portogallo e Svezia. Da noi, il loro inquadramento è piuttosto ambiguo. Il Ministero della Salute, nel febbraio 2010, ha emanato prescrizioni per l’etichettatura di tutti i prodotti, in particolare relativamente alla concentrazione di nicotina, alla presenza dei simboli di tossicità e alla necessità di tenere tali prodotti lontanodai bambini. La loro vendita è inoltre vietata ai minori di 16 anni.

Fa bene, fa male?

A fine agosto 2012, c’era stato il parere positivo per il loro utilizzo con la presentazione di uno studio scientifico sugli effetti della sigaretta elettronica, presentato da cardiologi greci dell’Onassis Center Cardiac Surgery Center ad un convegnointernazionale a Monaco.

A settembre 2012, a Vienna, durante il meeting della European Respiratory Society (Ers), è stato invece lanciato l’allarme: le cosiddette e-cig potrebbero causare danni ai polmoni. Durante il meeting sono stati presentati i dati di una ricerca di alcuni pneumologi dell’Università di Atene che ha voluto affrontare la questione degli effetti a breve termine delle e-cig, su persone diverse. Dopo dieci minuti di boccate dalla sigaretta elettronica, si registra una resistenza all’aria delle vie aeree che va dal 182 al 206% nei soggetti sani e dal 176 al 220% nei fumatori.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) le ha bocciate con una severa relazione inviata al ministro della Salute, Renato Balduzzi, a fine dicembre. Il parere è basato sui risultati di 37 studi scientifici mondiali, da cui si evince che non solo non c’è certezza che la sigaretta elettronica aiuti a smettere, ma non vi sono prove sufficienti nemmeno che sia innocua e, addirittura, c’è il rischio che induca al fumo i giovanissimi che le vere sigarette non le hanno mai nemmeno provate. Il parere dell’ISS contiene anche un’indicazione finale in linea con una proposta formalizzata a dicembre dall’Unione Europea: obbligare i produttori a contrassegnare le confezioni di sigarette elettroniche alla nicotina con espliciti avvisi di rischi per la salute.

Sempre a fine dicembre, 2.000 e-cig sono finite nel mirino dei Nas di Genova: sequestrate perché mancanti delle corrette informazioni sulla pericolosità o sulle precauzioni per il loro utilizzo. Inoltre a Genova, ad un ragazzo è esplosa nelle mani la sigaretta elettronica che stava caricando, causandogli bruciature agli occhi e al volto.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la diffusione esponenziale della contraffazione di questo prodotto. L’ultima segnalazione è di qualche giorno fa: la guardia di finanza di Vercelli, su delega della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha sequestrato 61 sigarette elettroniche, 118 atomizzatori e 42 batterie che riportavano il marchio CE non conforme all’originale.

Il 17 gennaio, il pm torinese Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di immissione in commercio di prodotti pericolosi per il titolare di una ditta che importa ricariche per sigarette elettroniche.

Eventuali irregolarità o sospetti possono sempre essere segnalati al Comando dei NAS (0659947111), al 112 o alle Stazioni Carabinieri, che provvederanno alle verifiche del caso.

Non ci sono, quindi, evidenze scientifiche che confermino l’efficacia della sigaretta elettronica nel combattere la dipendenza dal fumo, o sui potenziali rischi per la salute di prodotti che contengono comunque quantitativi, seppur bassi, di nicotina. Ma è necessario un “allerta prudenziale” in particolare nei confronti dei giovani che sembrano i più attratti da questo prodotto ritenuto “fashion”.

Per approfondire:

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