L’olfatto stereo della talpa

talpa
Quando vista e udito sono ai limiti della funzionalità, gli altri sensi si potenziano permettendo agli animali di orientarsi e cacciare. Così, nelle talpe, l’olfatto diventa stereo!

A causa dei minuscoli occhi mal funzionanti e delle orecchie sensibili solo alle basse frequenze, per catturare le sue prede, la talpa deve affidarsi esclusivamente al suo olfatto.

Se noi umani ci bendassimo e turassimo le orecchie, per raggiungere una torta appena sfornata, ci muoveremmo nella stanza fiutando continuamente l’aria e procedendo a stento. Le sostanze volatili, infatti, si diffondono rapidamente e non è semplice individuare l’origine di un odore, se non andando a tentativi alla ricerca della direzione in cui la concentrazione è maggiore.

La talpa, invece, quando anche solo un insetto entra nel suo raggio d’azione, si dirige su di esso catturandolo a colpo sicuro. Gli altri mammiferi, per individuare con precisione un oggetto nello spazio, si affidano alla percezione tridimensionale data loro dalla vista e dall’udito; quando questi due sensi vengono a mancare, però, è necessario che la percezione stereo sia affidata a un altro senso, l’olfatto.

E’ questa l’ipotesi dimostrata da un ricercatore della Vanderbilt University a Nashville, negli Stati Uniti, lavoro da poco pubblicato su Nature Communications. Altri ricercatori, in passato avevano sostenuto tesi simili ma non erano mai stati in grado di verificarle.

Per fare ciò, il ricercatore Kenneth Catania ha allestito un’area circolare ai margini della quale ha predisposto dei fori e solo in uno di questi nascosto dei lombrichi. Quando la talpa veniva liberata nello spazio, si dirigeva senza esitare esattamente verso il foro contenente il lombrico. Se, però, la narice sinistra veniva tappata, il suo percorso deviava verso destra, e viceversa, allungando di molto i tempi per raggiungere il cibo. E’ chiaro quindi che le talpe elaborano insieme i segnali percepiti da entrambe le narici per localizzare con estrema precisione la posizione della sorgente olfattiva.

Se ciò è stato dimostrato per le talpe, non è improbabile che un meccanismo simile possa essere presente anche in altri animali, come i cani e i maiali che l’olfatto lo utilizzano abbondantemente.

A quanto pare, però, ci sono poche speranze di scoprire queste potenzialità in noi uomini. L’essere umano, spiega Catania, è in grado di individuare l’origine di un odore solo quando questo è talmente forte da irritare le nostre mucose e far percepire lo stimolo come un dolore. Quindi, perché noi riuscissimo a individuare a colpo sicuro una torta appena sfornata in una stanza al buio, ci tocca sperare che il cuoco se la sia dimenticata qualche minuto di troppo in forno e che sia leggermente bruciata. Che possiamo farci? Non tutti possono vantare un olfatto da talpa!

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