Winter e altri animali bionici

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Le protesi per gli animali esistono già da molti anni ma la ricerca in campo veterinario procede ancora a tentativi perché non c’è un solo modo per costruire un arto ma moltissimi, tanti quante sono le specie che vogliamo curare.

Molly è un pony che è stato abbandonato dopo l’uragano Katrina. Alla ricerca di un riparo e di cibo ha avuto la sfortuna di incontrare un pitbull che, azzannandole una zampa, ne ha causato la perdita. Negli scorsi anni Molly ha avuto molte protesi ma quella definitiva è arrivata da poco grazie al lavoro della Dwayne Mara of Bayou Orthotic & Prosthetic. Le protesi per cavalli sono molto costose ma quelle di nuova generazione potrebbero addirittura permettere a un cavallo da corsa di continuare a galoppare!

Invece Chrisie è una gru che è accidentalmente scivolata su una pallina da golf. È stata salvata grazie all’iniziativa di Lee Fox (capo dell’organizzazione Florida organization: Save our Seabirds) con una protesi progettata da Kevin Carroll, vice presidente della Hanger Prosthetics and Orthotics.

La sperimentazione è legata anche all’uso di materiali nuovi; Penny, cane lupo al quale è stata amputata una zampa, ha ricevuto in dono dalla North Carolina State University una protesi tutta particolare, di materiale termoplastico e foderata in schiuma.

Ultima la storia di Winter, cucciolo di delfino le cui incredibili avventure sono diventate la sceneggiatura di un film!

Winter, cucciola femmina di soli due mesi, fu trovata nella Mosquito Lagoon il 10 dicembre 2005. Un pescatore la notò mentre cercava disperatamente di liberarsi da una trappola per granchi. Quando gli operatori della Florida Fish and Wildlife Commission arrivarono sul posto, il cucciolo era tra la vita e la morte. Ci vollero diverse ore per liberarla e fu un miracolo mantenerla in vita. La coda, purtroppo, era irrecuperabile per cui fu necessario amputarla. Nei mesi successivi all’incidente ci si rese conto che il delfino aveva bisogno di una nuova coda; non riuscendo più a nuotare regolarmente stava seriamente compromettendo la sua spina dorsale. Si pensò quindi di fornire il tursiope di una terminazione artificiale. Per il difficile compito chiamarono il famoso Kevin Carroll che, con l’aiuto di un altro tecnico ortopedico, Dan Strzempka, iniziò a lavorare al progetto. Furono necessari anni per giungere a un risultato soddisfacente: una coda speciale in grado di assecondare tutti i complessi movimenti del delfino, ricoperta da un materiale innovativo (un gel morbido e appiccicoso) su una robusta struttura in fibra di carbonio e termoplastica. Oggi Winter è in grado di nuotare liberamente, fare capriole e giocare come qualunque delfino.

La storia, come già detto, è stata ispirazione per un bel film uscito nei cinema lo scorso anno. Il regista, David Yates, ha voluto raccontare anche la nascita di un’amicizia tra un bambino e il delfino da curare. In realtà, ci spiegano dal Clearwater Marine Aquarium, nessun bambino ha mai potuto nuotare con Winter come si vede nel film; esistono regole molto rigide a riguardo. Tuttavia, chiunque può andare a trovarla al Clearwater Marine Aquarium e costatare di persona che sta molto bene.

Nel video si vedono pure adulti e bambini con handicap di varia natura nuotare con il delfino. La terapia con gli animali è molto diffusa in tutto il mondo e negli ultimi anni sta prendendo piede anche la DAT (Dolphin Assisted Therapy = terapia assistita con i delfini). Si tratta di una terapia molto controversa perché prevede una stretta interazione con i delfini, nuotando con loro in cattività o nel loro ambiente naturale.

Benché, per esperienza personale, nuotare con i delfini è un’esperienza unica, non bisogna dimenticare che sono animali intelligenti ma forti e l’interazione con persone fragili, affette da malattie come autismo o handicap cognitivi, deve essere valutata con estrema attenzione. La Whale and Dolphin Conservation Society, associazione internazionale per la salvaguardia dei cetacei ha da poco pubblicato una relazione sulla pericolosità della terapia sia per gli umani sia per i delfini, portando alla luce tutte le atrocità alla base di questa industria in rapido sviluppo.

A parte questo, la storia di Winter rimarrà unica nel suo genere per la forza di un cucciolo che è riuscito a sopravvivere nonostante il gravissimo handicap e la perseveranza di tecnici e veterinari che non si sono arresi finché non le hanno donato la giusta protesi che le ha permesso di tornare a nuotare come tutti gli altri delfini.

Per approfondire:

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