Intervista a Claudio Pia

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Claudio è un fotografo naturalista che vive in Liguria. Le sue immagini veramente superlative ci fanno conoscere un territorio in Italia raggiungibile ma incredibilmente distante. Un fotografo filtra dalla natura circostante un micro mondo che ha imparato a conoscere ed esplorare per stupirci. Mai come nei servizi che Claudio ci ha dato il permesso di riprodurre ci sentiamo tanto stupiti davanti a una biodiversità così rara e mai vista prima.

VITTORIA: Stavo sfogliando Anima Mundi il magazine online di  natura quando ho visto questo spettacolare servizio fotografico di rane in  amore in uno stagno gelato della Valle d’Aveto, Liguria. Come hai scoperto questo rito d’accoppiamento?
CLAUDIO: La prima volta assolutamente casualmente, semplicemente capitando nel posto giusto al momento giusto. Da quella volta, l’anno successivo mi ero programmato il servizio fotografico ma visto che il momento dell’accoppiamento dura al massimo 4 giorni e naturalmente MAI negli stessi giorni da un anno all’altro, ho fatto per ben TRE volte 140 km e un’ora nella neve fresca, alla quarta volta eccole in tutto il loro splendore e, in  solitaria a bordo stagno, ho fatto il servizio fotografico dal mattino alla sera coricato sul ghiaccio!

Come sei diventato fotografo naturalista?   
Ho 46 anni ma è “da sempre” che frequento la mia  bellissima val d’Aveto e val Graveglia, sia per funghi, in mountain bike da  almeno 25 anni e da 8 anni a questa parte soprattutto per motivi fotografici.

empusa_pennata_conehead_mantis_mantis_palo_6E’ questo il tuo lavoro principale o ti dividi con un altro lavoro?
Io e mio fratello abbiamo una torrefazione più dolciumi artigianali in un negozio sito nel centro storico di Chiavari (Pia Caffè), la fotografia è solo una GRANDE passione.

In quanti anni sei riuscito ad ottenere questi risultati sorprendenti come fotografo?
In 8 anni,  ma ti assicuro che la qualità alla quale miro è ancora distante anni ed anni di studi, uscite sul campo e  sperimentazioni di nuove tecniche…

I soggetti delle tue foto sono molto originali forse più sorprendenti di un servizio scattato in Africa. Siamo disabituati ad  esplorare i nostri territori, parlaci brevemente dello stato della biodiversità nella Valle d’Aveto.
La val d’Aveto è piena di tesori nascosti, è ricca di siti di riproduzione della rana temporaria, rana dalmatina, abbiamo i gamberi  di fiume, tassi, da qualche anno anche gli istrici, l’aquila reale ecc ecc e tutto questo a solo 1 ora di macchina dal livello del mare, ciò è  stupefacente. Per non considerare due specie di piante carnivore e alcuni relitti glaciali che si trovano a loro agio all’interno del circolo polare  artico eppure le troviamo anche qui da noi in piccolissime (e segrete) stazioni dove riescono a sopravvivere dall’ultima glaciazione, parliamo di 10.000 anni fa!

Quante persone ogni anno si convertono alla natura trascinati dal tuo entusiasmo e dal tuo talento fotografico?  
Non posso dirlo, però ti posso assicurare che in molti mi hanno scritto da fuori regione per poi passare qualche giorno a visitare la val d’Aveto e ne sono SEMPRE rimasti contenti. Mi auguro tanto che le mie foto e reports naturalistici possano sensibilizzare le persone ad un maggior rispetto per la natura e per l’ambiente che ci ospita ma che troppo spesso  sfruttiamo fino alla fine!

sympetrum_fonscolombii-Cosa pensi di quei cacciatori che amano la natura  andando a caccia? La Natura la amano veramente?  
Sicuramente mi farò dei nemici ma trovo INCOMPATIBILE l’amore per la natura e l’uccisione per sport (non per mangiare) della stessa, sono due elementi che NON possono andare a braccetto….

Dove pubblichi i tuoi servizi fotografici?
Non lo faccio per lavoro ma sono BEN presente sui  social. Tramite il mio sito sempre aggiornato vengo spesso contattato da  riviste nazionali, anche estere, che mi chiedono foto ma molto più  frequentemente articoli interi.

Qualche storia divertente o non, del tuo incontro con gli animali…
Ritornando alla rana temporaria in accoppiamento,  appena arrivai sullo stagno ci fu un fuggi fuggi generale, da centinaia non se  ne vedeva più nessuna, ebbi il tempo di stendere il nylon per coricarmi e  piazzare intorno a me l’attrezzatura in modo da non dovermi alzare e spaventarle nuovamente. Ebbene, dopo 10 minuti eccole ricomparire, io emozionatissimo, in solitaria e coricato ho iniziato a scattare ma nel giro di  altri 20 minuti, incuranti della mia presenza e con l’unico intendo di  riprodursi, si fecero talmente vicine, e parliamo di 30/40 cm che non riuscii  più a mettere a fuoco ed inoltre mi alzai per chiudere lo zaino perchè due vi  si erano già infilate dentro, insomma ero immerso in un mare di  rane!!!!

www.claudiopia.it

 

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