Silvoterapia

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Confesso la mia ignoranza in materia. Quando una mia amica è venuta da me entusiasta a parlarmi della splendida esperienza che aveva fatto, ci ho messo un po’ a capire di che cosa si trattasse. Ho cercato di approfondire e di documentarmi, perché mi è sembrata un’informazione utile da condividere.

La silvoterapia ha origine celtiche: veniva, infatti, praticata dai sacerdoti celtici per ritrovare benessere ed equilibrio, sfruttando l’energia positiva emanata dalle piante.

Teniamo presente che nell’antichità stregoni, sciamani e sacerdoti erano soliti praticare i loro riti e comunicare o arrivare a premonizioni grazie alle piante; eseguivano i loro riti in zone boschive; curavano mediante piante aromatiche. L’albero era, infatti, identificato come una entità sacra, dotato di anima e saggezza.

La presenza di ioni negativi, in luoghi ricchi di verde, è la spiegazione della diffusione, negli anni trenta, di questa pratica come terapia per le malattie dei bronchi (anche per la tubercolosi).

Gli aborigeni dell’Australia hanno, inconsapevolmente, praticato sempre questa tecnica per assorbire energia positiva. Gli indiani d’America sono soliti portare i bimbi appena nati ai piedi di un albero.

Spesso, la silvoterapia viene definita come l’arte di abbracciare un albero. Mi è stato spiegato, invece, che si tratta di entrare in sintonia con un determinato albero, con una serie di movimenti. Praticamente, si mette la schiena a contatto con il tronco con le gambe distese, il palmo della mano destra sulla bocca dello stomaco e il dorso della mano sinistra sui reni toccando l’albero. E’ una sorta di meditazione e comunicazione: si percepiscono i suoni e l’energia dell’albero. Il tutto dura circa una mezz’ora. E’ anche un modo per eliminare i pensieri negativi. Una volta tolto il contatto con l’albero e riaperti gli occhi, si ringrazia la pianta per aver fornito tale sensazione di benessere.

Ha indicazioni positive per disturbi come lo stress, l’insonnia o l’irritabilità. Aiuta ad ossigenare meglio il sangue ed è in grado di diminuire l’ipertensione.

Il libro Blinded by Science di Matthew Silverstone riporta una serie di studi, a dimostrazione che gli alberi sono in grado di aiutare nel percorso di guarigione di alcune malattie come l’iperattività, il deficit dell’attenzione, alcuni tipi di emicrania. I bambini sembrano essere i più grandi beneficiari degli effetti positivi di questa interazione, sia a livello di emotività che intellettuale. Il libro evidenzia la funzione vibrazionale delle piante, anche se in maniera generalizzata porta avanti la teoria che tutto vibra.

Tale tecnica è utilizzata anche come toccasana per la depressione post partum delle neomamme. Il Centro Psiche Donna di Milano istruisce le mamme a superarla mediante l’abbraccio terapeutico. Il Comune di San Casciano in Val di Pesa (FI) utilizza invece pini, cipressi e ulivi del Chianti per la depressione delle neomamme.

Perché non provare, visto che sembra comportare solo effetti positivi?

Per approfondire:

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