Decotto, tisana o infuso

tisane

Soprattutto d’estate sono sempre più in voga le tisane dimagranti, snellenti o sgonfianti. Nelle strutture alberghiere, sia in montagna che al mare, troviamo sempre più spesso la possibilità di fare uso di spa con annesse tisane, infusi o decotti. A questo punto, mi sono interrogata sul significato vero di tutte queste bevande che ingeriamo, comperiamo, ecc. E ho scoperto che sono effettivamente cose diverse.

Partiamo da alcune premesse. In fitoterapia si parla abitualmente di droga per indicare le parti frantumate di una pianta più ricche di sostanze attive: le foglie nel caso della menta oppure la radice in quello della pianta di liquirizia. La frantumazione avviene principalmente in mortai di vetro, porcellana o pietra.

Grazie a queste droghe, possiamo eseguire varie preparazioni a uso domestico e interno, differenti a seconda del metodo di preparazione.

L’infuso si ottiene, principalmente, mettendo in acqua bollente per circa 10 minuti le droghe (costituite principalmente da fiori o foglie, quindi sostanze tenere) e lasciandole agire in un contenitore coperto e poi filtrate. Va consumato immediatamente, né caldo né freddo. E’ preferibile utilizzare questo tipo di procedimento per le piante aromatiche e per ottenere sostanze attive idrosolubili da parti delicate.
Ne esistono tantissimi tipi. Io spesso utilizzo l’infuso di fiori di garofano per alleviare i disturbi intestinali o la sensazione di nausea.
Il decotto, invece, si esegue sulle parti più coriacee delle piante (cortecce, semi o radici), messi a bollire in acqua fredda e lasciati a riposare per circa 20 minuti. Bisogna farlo bollire fino alla riduzione di un terzo della quantità iniziale di liquido. La differenza principale con l’infuso è il tempo di contatto con l’acqua calda che, in questo caso, è maggiore.
E’ meglio non adoperarlo con piante aromatiche, perché gli oli presenti nella pianta vengono volatilizzati; né è bene utilizzarlo con piante ricche di sostanze attive termolabili. I decotti possono essere utilizzati anche per un uso esterno. Sarebbe meglio utilizzare per ogni parte di pianta, 20 parti di acqua. I principi attivi nel decotto sono sicuramente superiori rispetto all’infuso. Il decotto a base di luppolo è stato “mio amico” molto spesso per debellare l’insonnia. Per digerire è, invece, indicato il decotto a base di zenzero. In aggiunta a decotti e infusi, esiste una possibilità intermedia di utilizzo delle erbe medicinali e cioè la macerazione. In questo caso, la pianta deve rimanere diverse ore in acqua fredda.
Infine, la tisana si riferisce sempre ad una miscela di almeno due piante. Si ottiene facendo bollire le piante in acqua. Si parla, in questo caso, di una pianta principale e di una o più piante adiuvanti. Nel caso dell’infuso, che ha un procedimento simile a quello della tisana, non si deve avere l’acqua al punto di ebollizione, ma toglierla poco prima.
Nelle farmacie, troviamo tisane pronte, con le piante già dosate. Oppure possiamo farci preparare la tisana adatta in erboristeria. Ce ne sono di tutti i tipi e i gusti disintossicanti, diuretiche, dimagranti, calmanti, ecc.
Infusi, tisane e decotti oltre ad essere ingeriti come bibite, possono essere utilizzati per trattamenti, principalmente a livello della pelle.
Attenzione massima è da prestare in caso di gravidanza e/o allattamento. Le piante da non utilizzare e consumare sono tante, per es. la salvia, l’anice, il timo, la maggiorana, il rabarbaro, il rosmarino, il cumino, il coriandolo, ecc…

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.

Ne esistono tantissimi tipi. Io spesso utilizzo l’infuso di fiori di garofano per alleviare i disturbi intestinali o la sensazione di nausea.

Il decotto, invece, si esegue sulle parti più coriacee delle piante (cortecce, semi o radici), messi a bollire in acqua fredda e lasciati a riposare per circa 20 minuti. Bisogna farlo bollire fino alla riduzione di un terzo della quantità iniziale di liquido. La differenza principale con l’infuso è il tempo di contatto con l’acqua calda che, in questo caso, è maggiore.

E’ meglio non adoperarlo con piante aromatiche, perché gli oli presenti nella pianta vengono volatilizzati; né è bene utilizzarlo con piante ricche di sostanze attive termolabili. I decotti possono essere utilizzati anche per un uso esterno. Sarebbe meglio utilizzare per ogni parte di pianta, 20 parti di acqua. I principi attivi nel decotto sono sicuramente superiori rispetto all’infuso. Il decotto a base di luppolo è stato “mio amico” molto spesso per debellare l’insonnia. Per digerire è, invece, indicato il decotto a base di zenzero.

In aggiunta a decotti e infusi, esiste una possibilità intermedia di utilizzo delle erbe medicinali e cioè la macerazione. In questo caso, la pianta deve rimanere diverse ore in acqua fredda.

Infine, la tisana si riferisce sempre ad una miscela di almeno due piante. Si ottiene facendo bollire le piante in acqua. Si parla, in questo caso, di una pianta principale e di una o più piante adiuvanti. Nel caso dell’infuso, che ha un procedimento simile a quello della tisana, non si deve avere l’acqua al punto di ebollizione, ma toglierla poco prima.

Nelle farmacie, troviamo tisane pronte, con le piante già dosate. Oppure possiamo farci preparare la tisana adatta in erboristeria. Ce ne sono di tutti i tipi e i gusti disintossicanti, diuretiche, dimagranti, calmanti, ecc.

Infusi, tisane e decotti oltre ad essere ingeriti come bibite, possono essere utilizzati per trattamenti, principalmente a livello della pelle.

Attenzione massima è da prestare in caso di gravidanza e/o allattamento. Le piante da non utilizzare e consumare sono tante, per es. la salvia, l’anice, il timo, la maggiorana, il rabarbaro, il rosmarino, il cumino, il coriandolo, ecc…

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