Anche la salute dei bimbi risente della crisi economica

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Dall’8 al 10 maggio 2013 a Bologna si è tenuto il 69mo Congresso Nazionale della SIP (Società Italiana di Pediatria). Durante tale evento, è emerso come la pressante crisi economica, che sta interessando anche l’Italia, abbia avuto conseguenze nel peggioramento delle condizioni sociali. Naturalmente, tutto ciò è amplificato nel caso dei bambini, con una ricaduta sia sulle condizioni di salute che sullo sviluppo psicofisico.

Secondo i dati ISTAT 2012, in Italia abbiamo circa 1,8 milioni di bambini e adolescenti che si trovano a vivere in condizioni di povertà relativa e 700 mila in regime di povertà assoluta. La situazione è peggiore nelle regioni del meridione. Al Sud, 2 minori su 3 vivono in povertà relativa e 1 su 2 in quella assoluta. I dati riportati durante il convegno indicano una diminuzione che va dal 20 al 40% di visite specialistiche, richieste dal pediatra di famiglia per approfondire una diagnosi. In aumento, invece, ci sono alcune patologie infettive, molto spesso riconducibili a mancate vaccinazioni. Notevoli problemi sono anche stati riscontrati dai medici della SIP a causa dei farmaci prescritti per uso pediatrico. Questi, nell’ultimo anno, sono stati scalzati dai farmaci generici, adattabili a tutta la famiglia, che però possono danneggiare la salute dei più piccoli.

Due recenti indagini, condotte in Italia su 600 pediatri e circa 1.000 genitori, sono state divulgate durante la presentazione, l’11 luglio 2013, dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, Paidòss.
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La crisi economica ha sicuramente colpito le famiglie italiane, che si sentono più preoccupate rispetto al passato e percepiscono un futuro più incerto. Tutto ciò va a incidere anche sulla salute dei bambini.

Infatti, vengono limitate le cure primarie e le prestazioni a tutela della prevenzione infantile. Ecco alcuni dati: ben il 54% delle famiglie ha diminuito il budget a disposizione dei controlli diagnostici, il 60% anticipa le tappe dello svezzamento per evitare di comperare costosi alimenti confezionati come gli omogeneizzati, le famiglie che utilizzano latte artificiale lo fanno, nel 55% dei casi, usando il prezzo come unico elemento discriminante. E’ molto preoccupato di ciò il presidente di Paidòss ed ex presidente della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), Giuseppe Mele, che giustamente evidenzia come sia importante la tutela della salute dei bambini a partire dai primi anni di vita, per poter poi andare incontro ad un benessere futuro e duraturo.  Per esempio, la cosiddetta “adultizzazione dei più piccoli” è un fenomeno importante nel caso dell’alimentazione (vedi l’esempio del latte vaccino da non introdurre mai prima del primo anno). Triste è, inoltre,  il primato che ci vede con i bambini italiani i più obesi d’Europa, nonostante la nostra dieta mediterranea sia invidiata da tutto il mondo!

Uno studio internazionale, pubblicato su Science il 30 agosto 2013, a cura delle Università americane di Harvard e Princeton insieme con l’Università Warwick inglese, evidenzia come i problemi economici siano anche alla base del calo del quoziente intellettivo.  L’articolo riporta casi di 13 punti di differenza nel quoziente intellettivo. La ricerca ha coinvolto 400 persone in America, suddivise per reddito percepito. Prima dell’inizio del test si è cercato di riportare il pensiero ai problemi economici con domande tranello, sortendo l’effetto di diminuzione del QI, appunto anche di 13 punti. E’ bastato, quindi, ipotizzare un problema finanziario per vedere calare le performance cognitive, con difficoltà di concentrazione. Un’altra parte dell’esperimento è stato svolto in India, su 464 contadini che prendevano lo stipendio una volta all’anno, dopo il raccolto di canna da zucchero. Si sono evidenziati, anche qui, punteggi di QI migliori dopo il raccolto, quando le condizioni economiche erano migliori.

Probabilmente, questo studio mette in evidenza come qualsiasi tipo di problema/ristrettezza (per esempio di tempo o sociale/sentimentale) ci rende incapaci di “pensare serenamente”.

Purtroppo, quella economica non è risolvibile nell’immediato e risulta più asfissiante!

Per approfondire:

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