Sidemen

Sideman

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Sono appena arrivata e già vorrei fermare il tempo – guardo con ansia l’agenda con il calendario, la rubrica telefonica di lavoro, i portatili, vorrei che appartenessero a qualcun’altro, non a me, perché non ho intenzione di rivestire nuovamente quella persona.

Qui sono caduta nel tempo senza tempo, come entrata in un reame incantato, non reale, talmente è tranquillo, fuori dal mondo.

Il giorno dopo il mio arrivo ho dormito incapace di alzarmi dal letto. Quando sono uscita in giardino il sole era già alle spalle della casa, oltre lo zenith e poi è scesa la sera in fretta.

Appena uscita dal coma del fuso orario, al terzo giorno, mi sono fatta accompagnare a Bali centro, prima a Sanur per parlare con Marianne, una guida subacquea che avevo conosciuto qualche anno fa a Manado (nord Sulawesi, Indonesia) per chiederle consiglio con chi andare in acqua e dove. Lei si è trasferita da un anno a Bali da East Timor. Poi è stata la volta di un altro centro, lungo la costa sud di Bali: Seminyak. Sono andata a visitare una casa che dovrei affittare. Trovo il giardino minuscolo, nessuna vista sulla valle, dalla casa accanto arrivano i soliti rumori di ristrutturazione. Mi prende un nodo allo stomaco.

Seminyak si è sviluppata in fretta, nonostante le bombe del 2005 c’è una grande voglia di avere una casa a Bali.

La strada principale oggi è superata, intasata dal pazzo traffico come una qualsiasi città asiatica, con masse di motorini che vogliono precedenza sulle macchine, taxi che la vogliono sui pedoni e sui bus.

E’ come entrare in una porta girevole che non si riesce a fermare neanche quando ti siedi a un tavolino a bere un lassi alla frutta, gelato.

Ritrovo la stessa frenetica accelerazione, in più umida e sudata, che mi sono lasciata alle spalle.

Ma il bello arriva quando raggiungo un amico sulla spiaggia di Seminyak: più di duecento metri di spiaggia ( solo in larghezza) occupata da sdraio e ombrelloni a perdita d’occhio. Alle spalle una serie infinita di ristoranti e boutique. Tra la spiaggia e i ristoranti una strada di scorrimento che ne vede di tutti i colori ad ogni ora del giorno e della notte e ne conserva per terra il ricordo.

Passo un gruppo di inequivocabili turiste inglesi, grassissime. Dicono che l’obesità, tra le altre, sia una carenza di Vitamina D che nel corpo viene attivata dal sole. Per quanto sole queste possano prendere a Bali…  Eppure a Seminyak non sono fuori posto.

Cerco, prima di rientrare a casa a due ore di macchina, un materassino per fare yoga. Mi dicono che a Seminyak non si trova.

Il giorno dopo lascio la macchina posteggiata dove si trova. Scendo a piedi dalla collina verso la valle.

Ai lati della strada c’è foresta. Riconosco qualche pianta: palme da cocco, banani, mango, papaya, jackfruit tree, frangipani ma il resto del muro verde resta un mistero.

La mia curiosità per le piante e per i luoghi esotici non nasce oggi. In quarta elementare avevo cominciato ad incollare su un quaderno figure di piante, animali, frutti, fiori. Per ogni immagine facevo una scheda. Mi stavo costruendo un’enciclopedia da consultare quando sarei andata ad abitare nella giungla indiana.

Chiunque sia abituato a camminare nella natura si rende conto che esistono macchie di vegetazione che cambiano con l’altitudine e con la distanza. La luce, la temperatura, la qualità del suolo, la presenza di acqua danno vita a specie che vivono solo in quel posto, in quella nicchia ambientale.

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Questa capacità della natura di manifestarsi, trasformarsi, di variare, di abbondare e moltiplicarsi è quello che io interpreto come qualità magica.

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Mi accorgo che le persone abituate al verde non lo notano. Tagliano, spogliano e costruiscono con il cemento. A quel punto l’energia e lo spirito del posto svaniscono. A Seminyak ho sentito questo: il silenzio del cemento.

La casa che ho affittato è a Sidemen, nord est Bali – dalla mappa ho conosciuto la posizione  per la prima volta quando sono arrivata. E’ su una collina in mezzo a zone di foresta e risaie a terrazze.

Per viaggiare bisogna avere fortuna e affidarsi al carattere benevolo dell’universo che ti conosce e sa di cosa hai bisogno.

La maggior parte dei viaggi che organizzo sembrano organizzati da me ma è il caso, la sincronicità che si muove insieme a me.. Bisogna lasciarsi andare, rimanere aperti e la direzione arriva come piccole intuizioni.

Questa casa non l’avrei mai trovata in circostanze normali. La stessa magia che vedo nella natura è la stessa magia che mi aiuta a muovermi.

Alla fine della mia discesa verso la valle mi viene fame. Chiedo a un allevatore di anatre se c’è un ristorante nei dintorni. Scuote la testa. Mi rassegno, tanto posso resistere. Dopo qualche centinaio di metri vedo un piccolo cartello sulla strada con la scritta: Apple Pie and Tea only 35 rupiees.

Mi addentro su una stradina che costeggia un fiume, sento il rumore dell’acqua.  Arrivo ad una piccola costruzione, mi viene incontro il proprietario indonesiano.

Dopo pochi minuti sono seduta ad un tavolo in attesa del mio pranzo: una zuppa di zucca, spring rolls di verdure, thè di ginger e una fetta di dolce alle mele.

Il posto si chiama Darmada, fonte sacra, e infatti sul terreno nasce una fonte naturale che serve il piccolo resort di 8 bungalows, con acqua da bere, per lavarsi, per cucinare e per la piscina.

www.darmadabali.com

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