Disturbi da stress post traumatico alleviati dall’EMDR

EMDR

Sembra che dal 2 al 9% della popolazione ne sia affetto. In inglese si chiama PTSD, post traumatic stress disorder. Si tratta, essenzialmente, di attacchi di ansia o panico che insorgono in seguito ad un evento traumatico.

Tale disturbo è amplificato se c’è esposizione ad una molteplicità di traumi in età infantile, specie se si tratta di un evento prolungato o ripetuto. Sembra affliggere maggiormente le donne.

Si manifesta con sentimenti di paura, impotenza. L’evento viene spesso rivissuto con pensieri o sogni spiacevoli, sonno disturbato, insonnia, irritabilità. Nei bambini è associabile a comportamento agitato.

Questo disturbo può insorgere anche dopo mesi dall’avvenimento e può perdurare da un mese fino a diventare cronico. Si parla, infatti,  di tipo acuto oppure cronico, a seconda se insorga da meno o più di tre mesi. Ad esordio tardivo, viene invece definito quando insorge dopo sei mesi.

Dalle ricerche effettuate sui pazienti affetti da PTSD, si è scoperto che producono livelli anormali di ormoni legati allo stress o alla paura. Tutto risiederebbe nella secrezione di una piccola ghiandola alla base del cervello, l’amigdala. Nelle persone affette da PTSD, tale ghiandola produce delle molecole simili agli oppiacei per un lungo periodo dopo un evento traumatico, causando problemi a livello emotivo. Nelle altre persone, tutto ciò non avviene. Inoltre, i pazienti affetti da PTSD hanno alterazioni del flusso sanguigno cerebrale e modifiche strutturali dei tessuti cerebrali.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha elaborato nuove linee guida per il trattamento dei disturbi derivati dall’esposizione a eventi traumatici. Tali linee guida sono state pubblicate su The journal of The American Medical Association e prevedono anche terapie nuove come il movimento degli occhi, per desensibilizzare i ricordi.

Questo tipo di trattamento è chiamato Desensibilizzazione e Rielaborazione con il Movimento degli occhi (EMDR – Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Tale metodo è stato scoperto dalla psicologa americana Francine Shapiro, che nel 1987 notò che i movimenti volontari degli occhi alleviavano l’intensità dei pensieri negativi. Due anni dopo iniziò uno studio sui reduci del Vietnam.

L’EMDR si focalizza su tre aspetti che circondano il paziente: le esperienze passate, le attuali cause di stress e le azioni desiderate per il futuro. Si chiede, quindi, al paziente di ripensare agli eventi traumatici e, contemporaneamente, si esegue una stimolazione bilaterale del cervello, facendo muovere gli occhi da sinistra a destra e al contrario. Tale stimolazione favorisce l’integrazione fra i due emisferi, logico e emotivo, sbloccando il trauma che passa alla dimensione del ricordo. Si aiuta così la naturale guarigione del cervello, desensibilizzando l’evento traumatico che smette di dare dolore, rielaborandolo in chiave positiva.

Di solito, comporta una seduta settimanale di circa un’ora e mezza per tre mesi. La stessa terapia si può eseguire con suoni alternati nelle due orecchie oppure ticchettii sulle mani.

L’EMDR si è visto essere utile anche per altri tipi di disturbi, come l’ansia da prestazione, l’anoressia, la depressione, le fobie e le tossicodipendenze. E’ molto efficace anche nei bambini.

La validazione dell’EMDR come metodo terapeutico, efficace dal punto di vista scientifico, viene riconosciuta da due fonti ufficiali: l’American Psychological Association e l’International Society fot Traumatic Stress Studies.

Nel 2002 la dott.ssa Shapiro per i suoi studi ha anche ottenuto il premio Sigmund Freud, il più alto riconoscimento in ambito psicoterapeutico.

L’Istituto EMDR, con sede in California, gestisce a livello mondiale la formazione su questo trattamento; in Italia, è invece affidata all’Associazione EMDR con sede a Milano.

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