Due miliardi di pianeti da vivere!

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Non siamo soli nell’universo! Aspettate, chiariamo: la Terra non è sola nell’universo. Nella nostra galassia, potrebbero essere ben 2 miliardi i pianeti potenzialmente in grado di ospitare esseri viventi.

La ricerca, appena pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences è il risultato di un minuzioso lavoro di ricerca di Erik Petigura e del suo team. Eh sì, mai come in questo caso la parola ricerca sarebbe più appropriata! Si è trattato di una vera e propria caccia al tesoro ma, a discapito di ciò che tutti in precedenza immaginavamo, il “tesoro” è incommensurabile e apre le porte a una miriade di nuovi scenari, tra i più fantascientifici!

Utilizzando i dati provenienti dall’osservatorio spaziale della Nasa Kepler, gli scienziati hanno stimato che, tra le stelle simili al sole, almeno una su cinque ha pianeti rocciosi orbitanti nella zona abitabile, cioè in grado di ricevere la stessa energia luminosa della Terra. Ci sono circa 100 miliardi di stelle nella nostra galassia, se, come sembra, una su dieci è come il sole, il calcolo è presto fatto!

Il lavoro, però, non è di certo terminato. Kepler sin ora ha analizzato i dati di sole 150.000 stelle, considerando 3000 potenziali candidati molti dei quali, però, come Giove, sono giganti gassosi e quindi difficilmente in grado di ospitare forme viventi. È molto probabile, invece, che la vita nell’universo si evolva in pianeti rocciosi con acqua allo stato liquido.

Per riuscire a identificare i possibili mondi, gli scienziati hanno imposto al potente Kepner dei parametri ben precisi; pianeti con un raggio al massimo doppio rispetto a quello terrestre e abbastanza lontani dalla propria stella perché l’acqua rimanga allo stato liquido.

Tutta la comunità scientifica guarda con attenzione ai dati che Kepner estrapolerà, ma in molti già concordano su fatto che le ultime analisi aumentino (e di molto) le probabilità che ci sia qualche forma di vita extraterrestre.

Precedenti analisi avevano dimostrato che le nane rosse, la tipologia di stelle più frequente nella nostra galassia, spesso, possiedono pianeti con le caratteristiche della Terra. Le nane rosse, però, sono molto più fredde del nostro sole per cui, affinché le condizioni di abitabilità persistano, questi pianeti dovrebbero orbitare molto vicino alle loro stelle.

Ciò che ha fatto sempre dubitare gli scienziati è che queste stelle sono spesso soggette a eruzioni stellari e brillamenti, attività che male si conciliano con la nascita e l’evoluzione di una qualsiasi forma di vita in un pianeta così vicino.

Lo studio dimostra, per la prima volta che, anche le stelle simili al sole (le nane gialle), possono avere pianeti con le caratteristiche giuste per far evolvere la vita e che, potenzialmente, ce ne sono già tante anche solo nella nostra galassia.

Allora, c’è vita nell’universo? Questo ancora non lo sappiamo. Come nei migliori film di fantascienza, però, ci stiamo muovendo nella direzione giusta per eleggere il mondo di scorta su cui scappare quando avremo definitivamente distrutto la nostra madre Terra.

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