Stretta relazione tra alimentazione e malattie

panini

Il recente monito del famoso oncologo Umberto Veronesi ha riportato l’attenzione sul tema della relazione tra consumo di cibi e malattie degenerative. Infatti, lui ha dichiarato l’importanza di eliminare la carne dall’alimentazione per prevenire la formazione di malattie, primo fra tutti il tumore.

Ricerche cliniche ed epidemiologiche hanno accertato che il 35% delle neoplasie sono dovute all’ingestione di alcuni alimenti e alla tipologia di preparazione.

Sicuramente il cibo più demonizzato è rappresentato dalla carne, principalmente bovina, che contiene in primis grassi saturi, estrogeni (come la tiroxina), nitriti e nitrati; una sostanza cancerogena, la malonaldeide.

I nitriti e i nitrati, per esempio, servono a imbellettare la carne, rendendola rosea; peccato che nel nostro stomaco vengano trasformati in nitrosamine (che sono cancerogene!).

La carne, in sostanza, va a danneggiare il DNA e le cellule, così modificate, si trasformano in cancerogene.

Inoltre, solitamente, cuciniamo la carne ad elevate temperature (sopra i 100°C), andando a produrre un altro composto nocivo, il benzopirene. Tale sostanza non è riscontrabile se viene utilizzato un altro metodo di cottura, come la cottura a vapore, con liquidi o nel microonde.
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Parenti stretti della carne sono gli insaccati. Fatti con la carne, contengono i soliti nitriti e nitrati e sono pieni di grassi.

Se ci pensiamo bene, il nostro corpo non è strutturato per un consumo eccessivo di carne. In sostanza, non siamo carnivori. Infatti, il nostro intestino è lunghissimo e pieno di anse. E’ sicuramente più adatto al transito di verdure e fibre, facili e veloci da digerire, a differenza della carne che necessità di molto tempo per essere digerita.

In America, dove è diffusissimo il consumo di carne, si riscontra che una persona su due muore per attacco cardiaco o è affetto da disturbi cardiocircolatori.

Una dieta di tipo vegetariano sembra essere utile per tutti gli individui: è in grado di rinforzare il sistema immunitario e fa lavorare al meglio il nostro organismo. Non da meno, può abbassare fino al 90% il rischio di contrarre disturbi cardiovascolari! Anche l’arteriosclerosi ha pochissima incidenza tra i vegetariani.

Marginalmente, ricordo anche che le proteine animali impediscono l’attivazione della vitamina D da parte dei reni.

Durante il meeting annuale della American Society of Human Genetics di Boston (22 – 26 ottobre 2013), è stato presentato uno studio dell’Università della California Meridionale che ha portato alla luce, mediante un test del DNA, un gene che aumenta il rischio di contrarre il cancro al colon-retto in persone che consumano grandi quantità di carne rossa. I numeri presi in considerazione nello studio sono importanti: 9.287 pazienti affetti da tumore e 9.117 soggetti sani. I soggetti portatori di una mutazione (rs4143094) in un gene del cromosoma 10 hanno un rischio maggiore di contrarre il tumore. Una seconda mutazione, nel cromosoma 8 invece, porterebbe ad una diminuzione del rischio di contrarre il tumore al colon, negli individui che consumano grandi quantità di frutta e verdura.

Ad aprile del 2013, è stato invece pubblicato su Nature il risultato di uno studio dei ricercatori della Cleveland Clinic dell’Ohio, che conferma l’effetto deleterio della carne rossa sull’arteriosclerosi a causa della presenza di carnitina. Tale composto, presente anche in bibite energizzanti e integratori per ridurre il peso, viene metabolizzato dai batteri del nostro intestino e trasformato in TMAO (trimetilammina-N-ossido), direttamente collegato all’insorgenza dell’arteriosclerosi. Più carnitina viene introdotta nel nostro organismo e maggiore è l’effetto sulle nostre arterie. Questo potrebbe spiegare il beneficio della dieta vegetariana, in quanto i soggetti che la seguono hanno una minore capacità di sintetizzare la TMAO a partire dalla carnitina.

Con questa filosofia, l’alimentazione diventa una vera e propria medicina. Ci rifletterei su la prossima volta che andiamo a fare la spesa!

Per approfondire:

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