Mangiare e sopravvivere nella terra dei fuochi

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Ultimamente, mi è capitato di leggere l’ultimo dossier di Legambiente sul disastro ambientale della Campania. Una coppia di amici carissimi abita da quelle parti e il piacere di andarli a trovare è anche dovuto al fatto di condividere, a tavola, i prodotti della loro terra. Che tristezza e che ecocidio si sta consumando tra le province di Napoli e Caserta, in quella che è chiamata Terra dei fuochi. La mafia ha operato traffici illeciti di rifiuti che hanno portato con gli anni ad un disastro ambientale e a nuocere gravemente alla salute dell’uomo e ahimè dei nostri poveri bambini!

Intere popolazioni sottoposte ad un avvelenamento di massa; territori trasformati in fogne contenenti veleni a cielo aperto; tantissime discariche illegali piene di scorie tossiche. Quest’ultime vengono quotidianamente date alle fiamme per eliminare le tracce degli illeciti  e fare spazio a nuovo “materiale”. L’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania) ha stabilito che sono stati più di 6.000 i roghi dei siti inquinati tra gennaio 2012 e agosto 2013. Si sta operando un omicidio alla luce del sole. Le sostanze inquinanti, infatti, si riversano nel suolo, nell’aria, nelle falde acquifere ed ecco che c’è un incremento di vari tipi di neoplasie tra la popolazione residente.

Negli ultimi 22 anni, sono stati scaricate circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti tossici nella terra dei fuochi. E’ dal 1994 che Legambiente redige rapporti/denuncia sulla “gestione” dei rifiuti da parte della mafia.

E’ in corso una campagna End Ecocide in Europe per attivare una direttiva che preveda il delitto di ecocidio in Europa.

C’è anche una petizione che si può firmare, promossa da avvaz.org, per chiedere la bonifica di questi territori così martoriati.

C’è una mozione, sottoscritta dal Movimento 5 stelle, del 4 novembre 2013, per chiedere la bonifica di questi territori (88 comuni tra Napoli e Caserta). Tale mozione si basa sullo studio epidemiologico chiamato Sentieri, svoltosi tra il 2007 e il 2010, a cura del Ministero della Salute.

Dal 19 novembre al 6 dicembre 2013 si è svolto il progetto culturale Politicamente Scorretto 2013. Durante tale manifestazione, è sta proiettata una video-inchiesta “La Terra dei fuochi”, di Domenico Iannaccone e Luca Cambi, che ha vinto il premio Coop ambiente 2013. E’ stato anche inserito nel programma i Dieci Comandamenti, andato in onda su Rai3: l’argomento è stato al centro della puntata relativa al comandamento “non commettere atti impuri”. Il video è veramente toccante e la visione è per stomaci forti. E’ però anche ricco di storie di persone che danno speranza a questa Italia, che combattono in prima persona questa situazione, che non si arrendono al destino della Campania. C’è la storia di un ex spacciatore di droga, ora direttore di una’associazione no  profit, Un’infanzia da vivere, che ha scelto il Parco di Caivano come punto di aggregazione e di sensibilizzazione per i ragazzi e gli abitanti del quartiere.

C’è la storia di un marito e una moglie che, insieme, hanno deciso di creare un gruppo su facebook, chiamato Vittime del triangolo della morte. In tale spazio si possono caricare le foto delle persone colpite da cancro che vivono in quelle terre, per rendere pubblica questa situazione, visto che lo stato ancora non ha pubblicato i dati del registro sui tumori.

Eh si, perché ancora non si è arrivati a prendere una decisione in merito alla relazione tra l’esponenziale tasso di mortalità per cancro e l’inquinamento ambientale che contraddistingue ormai quelle zone. Le sostanze tossiche presenti nelle discariche abusive sono responsabili di svariate malattie che vanno dalla sclerosi, al lupus, ai tumori più variegati (danni irreversibili). Ma teniamo presente che sono anche colpevoli della creazione di mutazioni genetiche per le future generazioni, che portano come conseguenza la nascita di bambini ammalati o predisposti a malattie tremende.

Insomma, forse vale la pena vederselo.

Una notizia positiva si chiama Campania Terra dei Cuochi. Che cos’è? E’ un’iniziativa lanciata da Legambiente insieme al comune di Pollica e all’Istituto MedEatResearch dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, per rilanciare questa bellissima regione dove vengono prodotti 25 Dop e Igp certificati (es. pizza napoletana, mozzarella di bufala, limoni di sorrento, ecc) e 15 vini Doc e Docg (es. Vesuvio doc). Si tratta, in sostanza, della possibilità di inviare delle ricette che prevedano l’utilizzo di prodotti campani, all’indirizzo ricette@legambiente.campania.it . Le ricette pervenute saranno pubblicate sul sito di Legambiente e saranno le protagoniste di momenti di incontro e degustazione per promuovere i sapori e le eccellenze della Campania. Il primo testimonial di quest’iniziativa è stato le chef pluristellato Alfonso Iaccarino del ristorante Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi, che ha ideato per l’occasione un Vesuvio di rigatoni!

Salvare l’agricoltura campana è un dovere per il nostro Paese. A essere a rischio è solo il 5% dell’intera superficie regionale. Non facciamo vincere la mafia ancora una volta! 

Per approfondire:

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