Buon compleanno Darwin!

Charles-Robert-Darwin

Tanti auguri Mr Charles Robert Darwin.

È con profonda e personale gratitudine che oggi voglio augurarle buon compleanno!

So bene che il mondo ha perso il suo più grande naturalista più di 130 anni fa, ma, grazie alla sua teoria, ho la sensazione che lei sia lì, a guidare le ricerche dei nostri scienziati.

Aveva immaginato quale stravolgimento culturale avrebbe portato la pubblicazione del suo libro L’origine delle specie? Forse sì, visto che ha aspettato quasi venticinque anni per pubblicarlo!

Quali orizzonti, però, si sono aperti ai nostri occhi!?! Ci ha regalato una chiave interpretativa con la quale collegare tra loro tutti gli animali del presente e del passato, incluso, ovviamente, l’uomo.

Lei ci ha parlato, per primo, della selezione naturale come forza motrice dell’evoluzione di ogni essere vivente. Ci ha spiegato che caratteri sorti spontaneamente in alcuni individui potevano offrire loro maggiore possibilità di sopravvivenza e, quindi, maggiore probabilità che i propri figli potessero ereditarli. Certo, lei è vissuto prima che la genetica diventasse una scienza; non poteva sapere che le mutazioni casuali avvengono frequentemente nel DNA di ciascun essere vivente e che, proprio questa caratteristica, permette alle specie di evolvere!

Aveva capito che l’ambiente aveva un ruolo fondamentale nell’evoluzione; così come esiste l’evoluzione divergente, da un antenato comune, è manifesta un’evoluzione convergente tra due specie che, anche se lontanissime filogeneticamente, vivendo in uno stesso ambiente con elevata forza selettiva, tendono ad avere tratti comuni (basti pensare alla forma del corpo di un delfino e di uno squalo).

Non è stato facile, per lei, presentare alla comunità scientifica internazionale la sua teoria. Immagino che gran parte di coloro che la circondavano avevano dei dubbi; di certo non aveva l’appoggio di sua moglie che, profondamente religiosa, non poteva negare l’esistenza di un piano divino.

Il creazionismo veniva così sgretolato da una semplice, chiara e inaffondabile teoria secondo cui il mondo ha ben più di quelle poche migliaia di anni raccontati nella Bibbia e l’uomo, lontano da essere l’essere perfetto, sottostà alle regole dell’evoluzione come gli altri esseri viventi. Da qui, ci vuole poco ad affermare che tutti gli uomini sulla terra appartengono alla stessa specie, sono cioè uguali e (cosa ancor più grave per i teologi suoi contemporanei) che hanno antenati comuni con le scimmie.

So, Mr Darwin, che molti, all’inizio, si sono presi gioco di lei (è arrivata sino a noi la caricatura della scimmia con il suo viso) ma poi la comunità scientifica non ha potuto far altro che riconoscere la sua grande intuizione accogliendolo nella Royal Society e nell’Académie des Sciences francese.

Ancora oggi, i nostri scienziati, grazie a nuovi strumenti e tecnologie, continuano a confermare la sua teoria, svelandoci campi di applicazione al tempo inimmaginabili e questo, secondo me, è ciò che la rende così potente.

Dalla sua morte l’Inghilterra celebra il suo lavoro e ciò avviene ogni anno il giorno del suo compleanno. Dal 2003 anche l’Italia ha inaugurato una serie d’iniziative che si svolgono nei principali musei di Storia Naturale del paese.

Speravo di poterle dire che, ormai, si tratti solo di commemorazioni invece, purtroppo, la sua teoria va ancora difesa.

Lo scorso 5 febbraio, a Petersburg, negli USA, si è svolto un dibattito nel museo del creazionismo. Bill Nye, il Piero Angela a stelle e strisce, si è confrontato su Bibbia ed evoluzionismo con Ken Ham, fondatore del museo. Ad alcuni potrebbe far sorridere ma, al dibattito, è stato dato risalto dai principali organi d’informazione americani a dimostrazione che, negli Stati Uniti, c’è ancora chi vuole credere a una teoria senza fondamento scientifico.

In Europa, per fortuna, la Chiesa cattolica ha aderito all’evoluzionismo (anche se ritenuta una teoria imperfetta) mentre in America l’idea del disegno intelligente è ancora sostenuta da quasi tutte le confessioni evangeliche e appoggiata, per motivi politici, dal Tea Party e dalle frange più conservatrici del Partito Repubblicano.

Perciò, Mr. Darwin, capisce quanto ancora importante sia, nel 2014, celebrare il Darwin Day? Non è soltanto un’occasione per ricordare il padre dell’evoluzionismo, ma una possibilità ancora per discutere e comprendere come l’evoluzione sia riscontrabile in tutto ciò che (di naturale) ci circonda, checché ne dicano creazionisti vari.

Lei, certo, non potrà ma, ci sarà qualche essere vivente che, leggendo questa lettera di auguri, avrà la voglia di partecipare a uno degli incontri. Per lui la lista degli incontri in programma è disponibile su Pikaia, il portale dell’evoluzione, per lei e per l’umanità intera gli auguri di altri mille Darwin Day.

Per approfondire:

 

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