Accordo tra multinazionali a scapito della salute

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La notizia è recente. Due grandi case farmaceutiche, la Roche e la Novartis, sono state multate per 180 milioni di euro dall’Antitrust a causa di due farmaci, l’Avastin e il Lucentis. Entrambi i farmaci possono essere utilizzati per la cura di malattie oculari, come maculopatie e retinopatie diabetiche principalmente negli anziani. La differenza? Beh, direi il prezzo. L’Avastin costa circa 40 dollari e il Lucentis fino a 2.000! In Italia, le due multinazionali si sarebbero accordate, questa è l’accusa, per incentivare l’utilizzo del farmaco più costoso.

Ma facciamo un po’ di storia.  Nel 2004, una società californiana controllata dalla Roche, la Genentech, sviluppa un farmaco per la cura del tumore, il bevacizumab e, cioè, l’Avastin. In un secondo tempo, si è individuato un utilizzo per curare le malattie oculari. La stessa Genentech ha, successivamente, sviluppato un farmaco chiamato ranibizumab, immesso sul mercato con il nome di Lucentis. Nessuna richiesta è stata avanzata, né in Europa né in America, per inserire l’Avastin come indicato nella cura delle degenerazioni oculari. Un caso? Approfondiamo. In America questo farmaco è venduto dalla Genentech che appartiene alla Roche. In tutto il resto del mondo, viene venduto dalla Novartis, che ne ha la licenza ( e che detiene anche il 30% della Roche). Strano. La cura per le patologie oculari viene eseguita con entrambi i farmaci, inoculati con iniezioni intravitreali.

L’Antitrust italiana ha ravvisato un accordo tra le società per la vendita di questi farmaci, con un rincaro sul sistema sanitario nazionale di 45 milioni di euro, solo per il 2012. E poi gli ospedali italiani vanno in bancarotta!!!.

Già nel 2010,  c’era stato un interesse da parte del New York Times che aveva denunciato come la Genentech avesse cominciato ad offrire dei rimborsi a dei medici oftalmologi che prescrivevano il farmaco Lucentis.

Naturalmente, la Roche e la Novartis hanno già pronta la controffensiva, con un ricorso al TAR. La scusa ufficiale è che i due farmaci sono in realtà differenti. Nel corso degli anni, ci sono stati diversi studi a riprova del fatto che i due farmaci abbiano effetti equivalenti. E poi, la Roche punta tutto sul fatto che il nostro sistema sanitario non permette la prescrizione dell’Avastin per le degenerazioni oculari (ve la ricordate la storia che non ne era stata fatta richiesta). Infatti nel 2007, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha inserito l’Avastin in una lista dei cosiddetti 648, cioè dei farmaci che si possono prescrivere sotto la diretta responsabilità del medico, poiché non hanno una precisa indicazione terapeutica per determinate patologie. Successivamente, nel 2012 è stato rimosso dalla lista (con l’intento di far utilizzare solo il Lucentis?). L’AIFA sostiene che proprio grazie al suo intervento con la Novartis, il prezzo di questo farmaco in Italia è il più basso in Europa, con solo 700 euro ad iniezione (contro gli 81 dell’Avastin)!

Oltre all’Antitrust, queste due case farmaceutiche sono indagate penalmente per truffa e disastro doloso. La denuncia era partita dalla società oftalmologica italiana (Soi) nel 2012. Hanno indagato i Nas di Torino e la stessa procura di Torino ha aperto un fascicolo. E’ in corso un’indagine anche a cura della procura di Roma, per e-mail intercorse tra i dirigenti delle due società che confermerebbero l’organizzazione della collusione.

Diciamo che in Italia, già nel 2012 si era cercato di contrastare queste lobby farmaceutiche, con un decreto che autorizzava l’uso dei farmaci off-label per indicazioni non registrate, quando naturalmente il farmaco risultava non inferiore come sicurezza rispetto al principale e quando era meno costoso. E voi penserete, è fatta. E invece no. Un emendamento bipartisan annullava tutto.

L’attuale Ministro della Salute, Lorenzin, sembra rivalutare questo decreto sui farmaci off-label.

A me rimane l’amarezza per i pazienti che in questi anni non sono stati in grado di curarsi. E per il nostro povero Paese che tanto sta faticando per evitare tagli alla sanità e che meglio potrebbe fare se potessimo avere tutti lo stesso accesso alle cure.

Magra consolazione, il Codacons ha deciso di citare l’AIFA alla Corte dei Conti per omissione di controllo. Inoltre, l’Assoconsumatori annuncia una class action per i pazienti danneggiati da questo comportamento illecito. 

Per approfondire:

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