A proposito di Resurrezione..

La nostra cultura ha, come idea centrale, la sopravvivenza e anche una certa lotta senza esclusione di colpi. Mitizziamo, infatti, quelli che hanno accumulato ricchezze e scorte perché terrorizzati dalla vita e deploriamo chi vive un giorno alla volta fiducioso nel futuro. Ma ci soffermiamo mai a meditare quale tra le due dimensioni è quella più naturale? La vita, come la conosciamo noi, è il nostro destino finale?

In Inghilterra è uscito da qualche mese il libro The Wisdom of Near Death Experiences, scritto dalla Dottoressa Penny Sartori. Ha lavorato per 21 anni in un ospedale inglese, e più precisamente 17 anni in un reparto di malati terminali dai quali ha raccolto testimonianze di Esperienze ai confini con la morte  (note come NDE).

Molti di voi avranno già sentito parlare della sensazione d’incamminarsi dentro un tunnel, guidati da una voce o da una forte luce che li attira a sé, quando il cuore si ferma e una persona è pronunciata clinicamente morta.

Unknown

I malati che hanno collaborato al libro della Sartori hanno raccontato proprio questo. Il fatto nuovo è il senso di grande benessere, di pace interiore, di equilibrio che invade la vita di quanti ritornavano indietro richiamati da una missione ancora da portare a termine in questa vita.

La spiritualità che nasce in queste persone non è di natura religiosa, ci tengono a precisare, è la consapevolezza, nata dalla loro esperienza che esiste una vita dopo la morte in una dimensione senza lotte, pesi, confronti o ansie. Negli anni Ottanta, Dr Melvin Morse, che lavorava in un dipartimento pediatrico di terapia intensiva, decide di studiare i casi di bambini che avevano avuto esperienza di NDE monitorandoli ad intervalli. Dieci anni dopo, i 30 bambini che erano ritornati alla vita, e che avevano avuto visioni quando il cuore si era fermato, vivevano vite magiche perchè il ricordo di quanto avevano visto era rimasto impresso nella loro memoria. Erano migliori a scuola, mentalmente equilibrati, sensibili agli altri, e nessuno di loro era caduto nella droga o nell’alcol.

Roal Dahl ha scritto un racconto molto originale: Death of an Old, Old Man, nel quale un pilota inglese durante la II Guerra Mondiale dopo aver perso l’aereo, atterra in uno specchio d’acqua ma rimane impigliato nel paracadute. Il pilota tedesco con il quale aveva duellato in aria e che era atterrato prima di lui, lo spinge sott’acqua annegandolo. Mentre perde conoscenza e piano piano scivola in una dolce dimensione di riposo dopo la morte, parla all’orecchio del tedesco mentre questo gli sta rubando i soldi e il documento d’identificazione e gli dice: ‘perché non impari a rilassarti un poco ?’ Il tedesco spaventato scappa mentre Charlie, stanco di combattere, decide di rimanere disteso sul prato, al sole.

Ripenso spesso a questo racconto e all’esperienza di NDE delle persone, mi hanno entrambe aiutato a cambiare l’idea che avevo della morte. Il distacco è ancora sofferenza ma non soffro più per chi muore o viene ucciso. Credo, sinceramente, si tratti solo di un cambio di dimensione, come da uno stato di coscienza all’altro.

Considerato il tema della resurrezione di questi giorni pensavo l’argomento piuttosto… indicato… Auguri!

 

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