Sentite come suona bene: Donne, Pace, Ambiente

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Il 6 marzo scorso, presso la sede della Casa Internazionale delle Donne, si è svolta la cerimonia di consegna alle donne vincitrici del premio “Donne Pace Ambiente” Wangari Maathai. Il premio è appunto dedicato a Wangari Maathai, la prima donna africana ad ottenere nel 2004 il Nobel per la Pace. Per oltre 30 anni si è battuta in difesa delle donne e dell’ambiente, per portare la democrazia nel suo amato Paese, il Kenia.

Wangari-Maathai

Biologa e ambientalista, chiamata la madre degli alberi, è morta nel 2011 all’età di 71 anni. Quando ritirò il premio Nobel dichiarò: “Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente instabilità politiche e sociali”.

Questo è il terzo anno che l’associazione A sud, insieme al sostegno della Commissione delle Elette del Comune di Roma promuove questo riconoscimento. Vengono assegnati 4 premi, uno  per  ogni elemento naturale: aria, acqua, terra, fuoco. Nell’edizione 2014, queste sono state le vincitrici.

Premio aria

Vinto dal Movimento Passeggino Rosso di Brindisi. Si tratta di un gruppo di donne unite per denunciare la situazione ambientale del territorio brindisino. Da anni sono impegnate a sottolineare il rapporto di causa ed effetto tra l’intensa attività industriale e, quindi, il forte inquinamento e l’emergenza sanitaria creatasi, soprattutto per l’incidenza di malattie croniche nei bambini.

Premio acqua

Vinto dalle donne del coordinamento regionale acqua pubblica Lazio. Questo movimento combatte da oltre 10 anni per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua.

Premio Terra

Vinto dalle donne appartenenti al Presidio permanente braccianti di Castelnuovo Scrivia in Piemonte. Queste donne hanno girato per l’Italia, presentando un video dal titolo “Schiavi mai” in cui si affronta il tema della Agromafie, presenti non solo al sud. Tramite un giro di permessi di soggiorno, si fanno arrivare lavoratori dall’estero, poi sfruttati vergognosamente nei campi delle aziende agricole. Queste lavoratrici hanno ancora all’attivo un procedimento giudiziario contro la l’azienda dove lavorano e il suo proprietario, che però è tutt’ora in attività. Nel 2012, queste lavoratrici hanno scioperato per 74 giorni contro lo sfruttamento in questa azienda agricola e poi si sono costituite presidio permanente.

Premio Fuoco

Vinto da 4 donne campane contro il biocidio. Hanno tutte svolto un ruolo fondamentale nella difesa ambientale e per la tutela della salute dei cittadini. Appartengono a differenti organizzazioni: Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano (nel 2011 è stata chiusa la discarica e adesso si cerca di mettere in sicurezza il sito), Comitato No inceneritore di Giugliano (ha ottenuto la sospensione della costruzione di un nuovo inceneritore in un’area già degradata), Comitato 29 agosto (nato dopo la manifestazione del 29 agosto 2004 contro l’inceneritore di Acerra), Mamme degli Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi (unite dal triste destino di malattia o morte dei propri figli; hanno inviato più di 150.000 cartoline al Papa e al presidente della Repubblica per denunciare la contaminazione dei loro territori).

Che bella iniziativa. Finalmente un giusto riconoscimento, anche istituzionale, per quelle battaglie spesso silenziose in nome dei diritti e dell’ambiente. Le donne sono spesso protagoniste e coinvolte maggiormente, forse proprio perché sentono di più la responsabilità nei confronti del futuro della salute dei loro figli.

Per approfondire:

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