Lampadine a basso consumo: conosciamo meglio le insidie nascoste

lampade-basso-consumoCe le pubblicizzano in tutti i modi per poter risparmiare energia e, di questi tempi, questa cosa ha un forte appeal. Le lampadine a basso consumo sono, indubbiamente, più costose, ma l’idea della lunga durata le rende le più diffuse e gettonate. Tutto il contrario delle lampadine a incandescenza: troppo fragili, di poca durata e ad elevato consumo. Oltretutto, l’Europa le ha messe al bando per eliminarle definitivamente dalle nostre case. L’obiettivo è fissato per la fine del 2016, quando dovranno sparire dagli scaffali e dalle nostre case tutte le lampadine ad incandescenza.

Le lampade ad incandescenza, infatti, sono state sostituite dalle lampade CFL (compact fluorescent lamp): in questo caso la luce si ottiene grazie ad una differenza di potenziale fra due elettrodi immersi in un gas.

Le lampadine a risparmio energetico o CFL  sono però potenzialmente pericolose, soprattutto per la pelle e gli occhi. Infatti, risparmio energetico e impatto ambientale, in questo caso, non vanno di pari passo. Per non parlare della salute. Per prima cosa, sono potenzialmente dannose per parte della popolazione affetta da malattie come il lupus, l’eczema, l’autismo, l’epilessia, l’emicrania e l’elettrosensibilità.

Hanno 3 grossi difetti principali: le radiazioni UV, il mercurio e le radiazioni elettromagnetiche. Per prima cosa, emettono una quantità maggiore di raggi UV, aumentando il rischio di tumore alla pelle. Questo vale soprattutto per chi ci lavora a stretto contatto. La British Association of Dermatologists ha messo in guardia sugli effetti sulla pelle di una prolungata esposizione, anche per i soggetti senza problemi cutanei.

Per quello che riguarda il mercurio, ne contengono da 3 a 5 mg. Sappiamo benissimo che questa sostanza risulta dannosa, soprattutto per le donne in gravidanza e i bambini. Lo smaltimento corretto risulta, quindi, essere una priorità per non disperderle nell’ambiente con effetti drammatici per tutta la popolazione. Se poi pensiamo che abbiamo fatto tanto per mettere al bando i termometri al mercurio!

Infine, parliamo delle famigerate radiazioni elettromagnetiche. Le lampadine generano forti radiazioni elettromagnetiche, fino anche ad 1 metro di distanza. Il CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements electromagnetiques) consiglia di non utilizzare tali tipi di lampade sui comodini o sulle scrivanie, quindi a distanza ravvicinata.

Il professor John Hawk, dermatologo e portavoce della Fondazione dermatologica britannica, non possiede nessun tipo di queste lampadine nella sua casa. E’ autore di molte pubblicazioni di fotodermatologia ed è uno dei massimi esperti nel campo delle fotodermatosi. Sostiene che possono causare rash cutanei, invecchiamento precoce fino al tumore. Inoltre, un’esposizione prolungata alla luce delle CFL aumenta il rischio di due patologie oculari, la degenerazione maculare e la cataratta.

A differenza delle lampade compatte, quelle a LED non contengono mercurio. Attualmente, le luci a led sono diffuse ovunque: le ritroviamo nei telefoni cellulari, nei televisori, negli schermi dei pc. Led sta per light emitting diode, cioè a diodi elettroluminescenti. Hanno lunghissima durata, ma minore efficienza. Lo svantaggio è però l’elevato costo.

Recentemente, mi è capitato di leggere un articolo su uno studio scientifico, pubblicato nel 2012 su Photochemistry e Photobiology, sulle lampadine a led che mi ha lasciato senza parole. La dott.ssa Celia Sànchez-Ramos della Complutense University di Madrid ha condotto una  ricerca sulle lampadine a led, riscontrando che un uso prolungato di tali tipi di luce può causare danni alle cellule della retina.

Riusciremo a trovare una soluzione economica, ecologica e non nociva?

Il miglior consiglio da dare è forse il più antico e cioè utilizzare, quanto più è possibile, la luce naturale. Ci sono tanti accorgimenti da adottare per sfruttarla al massimo.

E naturalmente, smaltire nella maniera corretta questo tipo di lampadine è fondamentale per tutti noi, questo è chiaro.

Per approfondire:

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