Reishi, il fungo adattogeno

Ganoderma-lucidum

Si chiama Ganoderma lucidum o reishi. E’ un fungo, conosciuto da migliaia di anni, soprattutto in Oriente. Nasce nel legno, in fase di decomposizione, di querce e alberi di castagno; in zone umide e calde. E’ stato scoperto più di 4.000 anni fa in Cina. In Giappone viene chiamato il fungo dell’immortalità, mentre in Cina la pianta dello spirito, per la sua capacità di infondere energia vitale. In queste zone, viene consumato, principalmente, sotto forma di tisana.

Molti studi scientifici lo hanno indicato come rimedio terapeutico per svariati problemi. Contiene più di 150 sostanze attive, tra cui amminoacidi, vitamine e sali minerali, tra cui calcio e germanio. Viene anche definito fungo adattogeno. Per esempio, è utile durante i cambi di stagione, per innalzare le difese immunitarie. Ma ha altre, innumerevoli, caratteristiche: antinfiammatorio, antivirale; riduce stress, ansia, insonnia e stanchezza (ha un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale); aiuta a regolarizzare la glicemia, il colesterolo e la pressione sanguigna. Grazie agli acidi ganoderici che tengono sotto controllo l’istamina, è possibile utilizzare questo fungo per limitare gli attacchi allergici. Studi, condotti all’Università di Harvard dal prof. Andrew Weil, hanno identificato nei composti di lanostina presenti nel reishi, i responsabili del miglioramento delle allergie e attacchi asmatici nei pazienti soggetti.

E’ un protettore del fegato: è indicato nella steatosi epatica, per i problemi di transaminasi alte e per le blande epatiti virali.

Migliora la tonicità del viso: essendo un ottimo antiossidante è un antirughe ideale. Aiuta anche a contrastare la caduta dei capelli.

Dopo una certa età, aiuta a prevenire la perdita di memoria. Alcuni studi indicano anche come sia un protettivo per l’insorgenza della malattia di Alzheimer.

Nel 1990, dei ricercatori della University of Texas Health Science Center di San Antonio hanno scoperto come poteva essere efficace nei casi di problemi muscolari, rigidità del collo infiammazioni alle ossa.

Un aspetto particolare su cui mi voglio soffermare riguarda la funzione di questo fungo come antitumorale. Molti sono gli studi scientifici che lo stanno esaminando proprio per le sue caratteristiche eccezionali. Sono i polisaccaridi ad azione antitumorale, gli acidi ganoderici e il germanio che conferiscono questa funzione al Ganoderma lucidum. In particolare, la grande quantità di germanio, in esso contenuta, stimola l’interferone che ha azione antitumorale ed è in grado di attenuare il dolore presente negli stadi terminali della malattia.

Finora, è utilizzato per ridurre gli effetti collaterali della radioterapia e chemioterapia e per ridurre il rischio di formazione di metastasi.

E’ possibile trovare il reishi nelle erboristerie e nelle farmacie specializzate, sotto forma di integratore in capsule. Solitamente, si consuma la mattina a stomaco vuoto. E’ meglio consumarlo associato alla vitamina C, che ne potenzia l’azione e lo rende più assimilabile.

Non comporta effetti collaterali. Ma, naturalmente, non è indicato per chi è allergico ai funghi o ha subito un trapianto di recente. Inoltre, non dovrebbe essere assunto da chi è in cura con immunosoppressori oppure anticoagulanti (poiché fluidifica il sangue).

Raramente, sono stati osservati disturbi digestivi, vertigini o eruzioni cutanee. Effetti di breve durata, che evidenziano l’eliminazione delle sostanze tossiche negli individui più sensibili e l’efficacia dell’azione del reishi.

Un’altra caratteristica che contraddistingue questo fungo ve la voglio dire per ultima…riduce l’appetito!

Per approfondire:

Libro “I 4 poteri del reishi e della micoterapia” di Walter Ardigò

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