Sharm: cartolina dal mare perfetto

gordon2Saranno forse le dieci del mattino e sulla parete di Shark Reef, a Ras Mohammed, sull’estremità sud del Sinai, siamo gli unici subacquei. Già  a 5, 10 metri, lungo la parete infiocchettata da sgargianti coralli soffici troviamo la solita nuvola di azzannatori, poi i dentici, i carangidi… i barracuda.

E’ veramente strano essere gli unici subacquei, sette per l’esattezza, in una delle immersioni più belle e più famose del mondo. Per trovare certe condizioni sei anni fa dovevamo alzarci al mattino presto ed uscire in barca con il sorgere del sole. A quell’ora incontravi soltanto le barchette dei pescatori di frodo, beduini attratti dalla forte domanda di cibo prelibato per i turisti. Anche a Jackson Reef, nello stretto di Tiran, eravamo gli unici.

Gli squali, predatori d’apice ed importanti indicatori della salute del mare, c’erano anche loro. E’ la massa turistica a mancare.  Alle dieci di sera sulla Peace Road a Naama Bay il traffico scorre normale, senza ingorghi e senza intoppi malgrado il Ramadan. Durante il mese del digiuno si vive dopo il tramonto, quando tutto ciò che è vietato al sole, come il mangiare e il bere, è concesso alla sera. E si fa festa, una festa che può durare anche tutta la notte.

Parecchio staff locale e straniero è andato via, molti alberghi lavorano ad un decimo delle loro capacità. Molte attività hanno chiuso, ma anche se la rivoluzione ed i disordini sociali non hanno mai toccato Sharm el Sheikh, non l’hanno risparmiata: lo sconsiglio su tutto il Sinai da parte dei governi europei ha sortito lo stesso effetto.

Dalla barca osservo la sfilza di nuovi alberghi costruiti sulla costa nella zona di Nabq e li immagino vuoti. Ma lo stato d’abbandono, come il livello di manutenzione, lo si indovina dai giardini e noto subito che c’è molto verde. Palme, alberi e prati appaiono curati. Con quel clima ci vuole pochissimo a perdere tutto: basta non bagnare le piante ed il deserto torna ad imporre i suoi colori. Nel mio albergo, l’Hilton Fayrouz, il più vecchio albergo di Naama Bay falciano l’erba costantemente ed avrei immaginato una maggiore indulgenza sulle piccole riparazioni, come nelle prese di corrente e nelle siliconature in doccia, per esempio, invece il Fayrouz mostra i suoi anni con decoro anche grazie ad un personale attento. L’hotel in cui ero stato al Cairo, a marzo, invece, palesava un budget all’osso.

“Quest’anno si son visti tantissimi ctnefori”, dice Giorgia, video-operatrice subacquea e biologa marina dell’Holiday Service. Lo ctenoforo è un animaletto planctonico molto primitivo, così primitivo da essere quello che ha in comune i suoi geni con la maggior parte delle specie viventi, una sorta di super-antenato. La sua presenza massiccia pare sia stata l’unica anomalia osservata da un esperto.

Guardo il reef color giada che precipita improvvisamente nel blu delle acque profonde a Ras Umm Sid. Il vento è caldo ed ascolto le opinioni di chi, come me, ha vissuto laggiù per molti anni. La più diffusa è che il mare si sia ripreso, che abbia respirato. Gli avvistamenti di mante, squali balena si sono moltiplicati. Ma c’è chi dice che non ce ne sono di più, che sono specie timide che prima venivano allontanate dalla massiccia presenza di barche, di gente in acqua. Difficile dirlo. Io quel mare, come tanti altri come me, l’ho visto continuamente riprendersi dal 1998 ad oggi. Era, quello, l’anno dell’Acanthaster planci, la corona di spine. Ricordo che andavamo a raccoglierla di notte per conto del Parco Marino: la stella marina s’era sviluppata a dismisura e stava divorando il reef come un serial killer. Il fenomeno rientrò e da allora quel reef io l’ho sempre visto migliorare. Ho visto coralli nuovi crescere su quelli morti, ho visto i colori riappropriarsi di fondali un tempo sbiaditi. “Non penso che la situazione ambientale sia migliorata per la bassa presenza turistica” dice Simone, manager del Camel uno dei primi e ora più grandi diving centre di Sharm “Io credo che sia in ottima salute come era prima, e che il numero di avvistamenti siano gli stessi, solo che ci sono meno subacquei, il pesce è meno spaventato e tutti hanno più possibilità di incontrare qualcosa di speciale.”

Purtroppo, come sostengono in molti, il più grande nemico di Sharm è la sua immagine. Gli operatori hanno puntato su grandi masse di turisti dediti al gioco e alla vita notturna, dimenticando che gli unici veri affezionati, quelli in grado di tornare cascasse il mondo, erano quelli che conoscevano la vera anima di Sharm el Sheikh e che tornavano lì per quel mare splendido e facile. Sulla spiaggia di Naama Bay una modella posa sul bagnasciuga davanti ad un paio di fotografi. Suppongo sia per una pubblicità di occhiali da sole o di costumi da bagno, e quella assume una posizione che anche in centro a Milano sarebbe considerata sconveniente. La divisa kaki del tipo della security si confonde con la sabbia, poi lo vedi vicino e allarga un braccio compiendo un semicerchio verso le famiglie coi bambini.

“C’è problema sì…”  mi dice sorridendo, “è anche ramadan! ” Pensavo che Sharm fosse passata di moda, almeno sotto certi aspetti. Niente più eventi, niente più VIP che si fanno notare. Mi sbagliavo. La sera mi raggiunge un messaggio. Andrea Zuccari, Campione Italiano di apnea, ce l’ha fatta. A poche centinai di metri da noi sfonda un altro record: -175 metri di profondità record italiano nella disciplina no-limits. “In realtà ne ho fatti – 177, ma avevo dichiarato i – 175, quindi quelli  mi hanno omologato…” racconta al telefono ridendo. Ancora un grande evento a Sharm, che probabilmente passerà quasi inosservato, penso. Il mare dà a chi lo ama e mi viene in mente Pelizzari, quando disse che a Sharm ci sono le condizioni perfette per l’allenamento e una logistica impeccabile per i record. A bordo siamo in pochi e l’altra barca è lì che galleggia lontana dal reef nella pausa del pranzo. “Guarda, un marlin!” colgo appena lo spruzzo e la coda nell’azzurro intenso dei bassi fondali. “Facciamo Shark Reef un’altra volta?” propongo. A bordo c’è chi quell’immersione l’ha fatta decine e decine di volte e chi, come me, centinaia. “E’ sempre bella, ed ogni volta è diversa.” E ci tuffiamo ancora una volta, in quel mare perfetto.
pellegrino

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