La Cannabis come terapia

cannabis-plantSembrerà strano ma vi voglio parlare di un’erba antichissima, la cui storia è strettamente legata alla medicina tradizionale cinese. Si tratta della Cannabis o canapa, una pianta a fiore tipica dell’Asia centrale. I semi di questa pianta si usano per produrre un olio, l’olio di semi di canapa, per uso alimentare o utilizzabile come combustibile: è ricco in acidi linoleici, vitamine e aminoacidi essenziali.

La marijuana è, invece, rappresentata dall’infiorescenze femminili essiccate della cannabis (in particolare di quella indiana).

Teniamo presente che in tutte le varietà di canapa sono presenti quantità variabili di sostanze stupefacenti, che hanno reso la coltivazione di questa pianta illegale in molti Paesi del mondo. In particolare, la sostanza incriminata è il THC o delta-9-tetraidrocannabinolo.

La storia della cannabis è antichissima. Nel 2737 a.C., fu inserita per la prima volta in un trattato di medicina come rimedio per alcuni malesseri: gotta, emorragie, infezioni, ecc.

Successivamente, fu molto utilizzata a scopo terapeutico anche in India. Poi, tra il I e il II secolo a.C. si ottenne la diffusione anche in Europa e in Medio Oriente. Galeno la citava come metodo di cura per vari tipi di dolore, mentre Plinio il Vecchio per risolvere emicrania e stipsi.

In epoca più recente, in particolare tra il 1840 e il 1900, furono pubblicati più di 100 articoli sugli aspetti terapeutici della cannabis in medicina.

Poco prima della seconda guerra mondiale, l’interesse sui benefici di quest’erba si spegne, per poi riaccendersi solo negli anni ’70. Il dottor Lester Grinspoon, psichiatra di Harvard, pubblica infatti nel 1971 un libro dal titolo Marijuana reconsidered in cui viene presa in considerazione la letteratura e le evidenze scientifiche, vecchie e nuove, sulla cannabis.

Attualmente, in molti Paesi del Mondo, la cannabis viene utilizzata come trattamento per svariate patologie: come anticonvulsivo nell’epilessia; come coadiuvante nei disturbi psichici (per es. di ansia, stress o disturbi bipolari); per la sclerosi multipla; per la malattia di Parkinson e di Alzheimer (per prevenirne i sintomi o rallentarne il decorso); per stimolare l’appetito nei casi di anoressia; per la sindrome di Tourette (per contrastare i tic nervosi tipici della malattia); per il glaucoma (con effetto sulla diminuzione della pressione interna dell’occhio). Infine, per contrastare l’inappetenza e la nausea tipica, che portano i farmaci chemioterapici nei pazienti sottoposti a tali trattamenti.

In Spagna, in Canada e in alcuni stati degli Stati Uniti l’uso terapeutico è già permesso.

La situazione in Italia

Attualmente, sono 9 le Regioni italiane che grazie a delle leggi regionali hanno provveduto a legalizzare l’uso terapeutico della cannabis: Sicilia, Abruzzo, Toscana, Veneto, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia ed Emilia Romagna.

In particolare, a luglio 2014 è stata approvata in Puglia, da parte del Consiglio Regionale, una legge (presentata a marzo 2014) che permette lo sviluppo di progetti sperimentali per produrre medicinali a base di cannabis, in collaborazione con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Sempre di luglio, è la notizia che la casa farmaceutica Farmalabor potrà produrre e vendere farmaci a base di cannabis, grazie all’autorizzazione ricevuta dal Ministero della Salute.

In Emilia Romagna, sempre a luglio, il Consiglio Regionale ha votato una legge, presentata nel 2011, sulla regolamentazione dei farmaci a base di cannabis nelle strutture sanitarie nazionali. Tutto ciò per scopi esclusivamente terapeutici e con l’obiettivo sicurezza dei farmaci.

Inoltre, per ridurre il costo dell’importazione della canapa dai Paesi Bassi, si cercherà di utilizzare delle convenzioni con Centri ed Istituti autorizzati. Teniamo presente che, per ora, l’unico Centro autorizzato a coltivare la canapa ad uso scientifico si trova a Rovigo.

Vi lascio con una storia tutta italiana, che mi ha fatto sorridere, ma che credo ci possa far riflettere. E’ la storia di un chirurgo toscano, ribattezzato dr. Cannabis. E’ stato condannato 4 volte per aver coltivato la marijuana in casa. Riferisce di aver osservato e studiato gli effetti positivi su pazienti affetti da disturbi alimentari negli anni ’90 a Cagliari. Anni dopo, contrae durante il servizio medico in ambulanza, l’epatite C. Si sottopone alle cure previste per contrastare gli effetti dell’epatite C, ma senza risultati. A questo punto, si ricorda dei benefici constatati anni addietro e decide di coltivare delle piantine per ritrovare l’appetito e riprendere i chili persi con la malattia. Ci riesce. Arriva a coltivarne fino a 600! E se avesse ragione ?

 

 

Per approfondire:

http://video.repubblica.it/cronaca/cannabis-terapeutica-l-appello-dell-associazione-luca-coscioni-ai-medici/173902/172486

http://cannabisterapeutica.it/

http://www.cannabisterapeutica.info/

http://www.change.org/it/petizioni/governo-italiano-liberalizzazione-dell-uso-della-cannabis

http://www.lapiantiamo.it/

http://www.youtube.com/watch?v=EkULuvil6BQ

http://www.fuoriluogo.it/quaderni/nuovaserie/2_quaderno.pdf

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/13/Legge_309_90.pdf

 

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