L’Inganno della Matrina

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Recentemente, si è venuta a scoprire l’ennesima truffa ai danni del settore dell’agricoltura biologica. Questa volta si tratta di un fertilizzante di origine vegetale, che però risulta molto tossico per l’uomo e per gli animali. E’ vietata la commercializzazione di tale sostanza in Europa, proprio per i danni che è in grado di procurare, anche all’ambiente.

Tutto è iniziato grazie alla segnalazione di FederBio, la principale associazione italiana che riunisce i produttori biologici, che ha portato all’attivazione di un’operazione della Guardia di Finanza chiamata Mela stregata. Sono stati, in questo modo, individuati e sequestrati, in Puglia e Sardegna, 65 tonnellate di fertilizzanti a base di matrina, proveniente dalla Cina e dall’India. Si tratta di un alcaloide che viene estratto dalle radici di una pianta leguminosa, la Sophora flavescens. Nei Paesi orientali di origine viene utilizzata come pesticida, perché costa poco e non, quindi, come fertilizzante.

Proprio la dicitura di tali sostanze naturali e vegetali, 100% organic, avrebbe ingannato i coltivatori che potevano scambiarla per un fertilizzante innocuo e, quindi, inserirlo nella catena alimentare e, cosa più grave, in quella ben più controllata degli alimenti biologici. Attenzione ai termini matrene, matrinium, matrines e vegard, che sono gli altri sinonimi della matrina.

In realtà, questo composto è in grado di avere degli effetti neurotossici molto gravi, che portano a tremore, perdita dell’equilibrio, fino al fatale blocco respiratorio.

Teniamo presente che i fertilizzanti non sono altro che degli “integratori” per il terreno, di solito a base di azoto, fosforo e potassio, che servono appunto ad integrare il suolo che man mano si impoverisce con la coltivazione intensiva. Allo stesso tempo, sono fra tutti i composti chimici, quelli che più contribuiscono all’emissione dei gas serra (come dimostra il rapporto di Greenpeace pubblicato nel 2008).

Per quanto riguarda i residui riscontrabili nei cibi, i dati dell’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (Efsa), sembrano confortare l’Italia. Infatti, nel 2014, i 79.000 campionamenti effettuati su 647 tipi di alimenti hanno rivelato che il 97% si attestavano sui limiti consentiti dalla legge europea per i residui chimici.

Quello che è accaduto con la matrina può essere spiegato con una semplice ingenuità di alcuni agricoltori un po’ improvvisati, che a volte utilizzano dei prodotti senza sapere cosa contengano davvero, solo perché riportanti la scritta naturale. A differenza di quanto avviene nell’agricoltura normale, in quella biologica è possibile utilizzare solo fertilizzanti organici, elencati però dalla legge italiana. Esiste, infatti, una tabella tecnica (allegato 13 al Dlgs 75/2010) che riporta sia il tipo e la descrizione dei concimi e dei fertilizzanti ammessi nella UE che le corrispettive definizioni ammesse in Italia. Un prodotto può essere utilizzato in agricoltura biologica solo se presente in entrambe le liste.

Questo tipo di truffe è individuabile intensificando i controlli, ma allo stesso tempo anche formando gli agricoltori, in modo da renderli più consapevoli dei prodotti che comprano e dei loro effetti.

Gli americani, dal canto loro, si stanno muovendo per evitare tali frodi alimentari con una petizione online per eliminare il termine organic dalle etichette dei prodotti alimentari.

Vale la regola del non sottovalutare gli elementi che madre natura ci mette a disposizione. A volte proprio le sostanze vegetali sono, in realtà, i veleni più letali che esistono.

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Per approfondire:

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/cool-farming/

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10075dl.htm

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/09/17/13A07510/sg

http://www.fao.org/docs/up/easypol/785/pesticide_management_food_safety_and_trade_slides_078en.pdf

http://www.federbio.it/comunicati-stampa.php?nid=865

 

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