Studi sugli effetti dell’ecosistema nel post-Fukushima

Zizeeria maha

Era l’11 marzo 2011 quando, prima un terremoto di 9,0 magnitudo e poi uno tsunami, colpirono il Giappone e, in particolare, la centrale nucleare di Fukushima. La parziale fusione del combustibile, insieme all’acqua utilizzata per raffreddare i reattori, hanno determinato la diffusione di contaminanti radioattivi nell’ambiente.

Si tratta di una situazione diciamo del tutto nuova. L’altro terribile incidente nucleare risale al 1996, a Chernobyl. Avvenne, infatti, molti anni fa in un’area a confine tra Ucraina e Bielorussia, che in quel caso fu recintata e non fu permesso l’ingresso a nessun ricercatore, se non molto più tardi.

Tutt’altra storia è stato Fukushima, dove la contaminazione è avvenuta in un territorio vasto di un Paese democratico, in cui è stato possibile indagare gli effetti e le conseguenze dell’esposizione alle radiazioni.

Proprio recentemente, mi è capitato di leggere i risultati di 3 studi che mi hanno molto colpito, a proposito di questa immensa tragedia le cui conseguenze saranno lunghe e devastanti. Questi studi, che rappresentano un focus sulle conseguenze dell’eredità genetica dell’incidente, sono stati pubblicati sul Journal of Heredity dell’American Genetic Association.

Gli studi si sono concentrati su specie non umane, in particolare piante di riso, uccelli e farfalle. Cominciamo a vederli uno per uno. In “Fukushima’s Biological Impacts: The Case of The Pale Grass Blue Butterfly” (febbraio 2014), quattro studiosi del Dipartimento di Chimica, Biologia e Scienze marine dell’Università di Ryukyu hanno preso in considerazione la farfalla più comune presente in Giappone, la Zizeeria maha. I dati osservati, sia negli esemplari adulti che nelle larve, riportano malformazioni, alto tasso di mortalità e variazioni nelle dimensioni delle ali, con accumulo nelle generazioni successive di danni genetici.

Nell’altro studio, dal titolo “Genetic and Ecological Studies of Animals in Chernobyl and Fukushima” (giugno 2014), due ricercatori del Laboratoire d’Ecologie, Systématique et Evolution dell’Universitè Paris-Sud hanno studiato diversi gruppi tassonomici: farfalle, api, libellule, uccelli, mammiferi. Utilizzando un censimento della popolazione, si è notato che a Fukushima api, libellule, ragni e cavallette non evidenziavano diminuzioni significative nel numero, mentre farfalle, cicale e uccelli sono state influenzate negativamente nell’abbondanza di popolazioni.

Nell’ultimo studio, “Unraveling Low-Level Gamma Radiation-Responsive Changes in Expression of Early and Late Genes in Leaves of Rice Seedings at litate Village, Fukushima” (marzo 2014), infine, i ricercatori hanno preso in considerazione gli effetti delle radiazioni gamma sul riso. Sono state esaminate le piantine di riso, dopo l’esposizione ad un basso dosaggio di raggi gamma ma continuo, valutando le variazioni morfologiche e molecolari. E’ stata registrata una risposta alle radiazioni, mediante l’attivazione di un gene coinvolto nei meccanismi di riparazione del DNA, indicando appunto reazioni di difesa nella pianta del riso agli stress ambientali.

Tutti gli studi evidenziano come siano avvenute modifiche genetiche nelle generazioni successive di differenti gruppi tassonomici. E’ un processo che dura decenni e questo si è visto con il confronto dei dati disponibili da Chernobyl e, purtroppo, va a cambiare il destino della Natura e della nostra vita.

Vi lascio con quella che a me sembra un buona notizia. Si tratta di un fumetto, un manga contro il nucleare che in Italia è stato pubblicato dal centro documentazione Semi sotto la neve e da Altrinformazione. E’ opera di Yuka Nishioka e si intitola I dragoni atomici di Fukushima. La storia è stata approvata da un fisico giapponese e i destinatari sono i ragazzi. Farebbe però riflettere soprattutto gli adulti la lettura di questo fumetto, i cui protagonisti sono appunto i dragoni atomici che dormivano nei cieli, risvegliati dalla presunzione degli uomini che volevano mettersi al di sopra delle leggi della Natura. L’umanità si trova a dover decidere se continuare con le energie nucleari che tanti disastri hanno causato o scegliere di utilizzare le energie rinnovabili, grazie alle quali si può ristabilire un equilibrio con la Terra e la Natura che ci circonda.

Durante la presentazione del fumetto per la prima volta in Italia a FestAmbiente, è stato rivelato un dato che non ha bisogno di un commento: “I bambini in contatto con le radiazioni nucleari di Fukushima a distanza di un anno dal disastro sono gli stessi colpiti dopo 4 anni a Chernobyl”.

Per approfondire:

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