Paleodieta

paleodieta

Il nome è particolare, paleodieta. Però già si intuisce che non si tratta di qualcosa di nuovo, ma piuttosto di un ritorno alle origini. E’ già da qualche anno che sta spopolando su internet e sulle riviste specializzate.

Si riferisce al tipo di alimentazione seguita dai nostri progenitori, prima che fosse introdotta l’agricoltura nella nostra vita, quindi più di 10.000 anni fa. Grazie allo studio dei reperti fossili e delle abitudini degli uomini del periodo Paleolitico, si è potuto appurare che si trattava di individui in buona salute, piuttosto alti (circa 1,70 m) e muscolosi, che non presentavano osteoporosi.

La convinzione principale di questa dieta ci riporta, quindi, a seguire un tipo di regime alimentare in cui vengono messi al bando i cibi spazzatura, i cereali raffinati, i legumi, gli zuccheri, i latticini. Sono, invece, da consumare frutta, sia fresca che secca, verdura, carne magra, uova e pesce.

La paleodieta prevede un basso contenuto di carboidrati, ma incentiva il consumo di vegetali che rappresentano i carboidrati non amidacei, fondamentali nella normalizzazione dei livelli di glucosio nel sangue.

Regola da rispettare, ma direi non solo per questo tipo di dieta, è il mangiare quando si ha fame, fino a sazietà e non oltre.

Inoltre, visto che i nostri antenati erano un popolo di cacciatori e raccoglitori, bisogna dare il giusto spazio all’attività fisica, che tanto è importante non solo per dimagrire, ma anche per prevenire le patologie cardiovascolari fino al tumore.

Non si tratta di una dieta vera e propria, ma piuttosto di un modo di rimettersi in forma, prevenire l’osteoporosi, le malattie metaboliche, ecc.

Sembra che sia stata descritta per la prima volta dal dott. Boyd Eaton nel 1985 sul New England Journal of Medicine. Più recentemente, nel 2001, il dott. Loren Cordain pubblicò il libro The paleo Diet. Cordain, nutrizionista e docente alla Colorado State University, ha pubblicato anche altri libri in merito: The Paleo Solution, The Paleodiet Cookbook, The Paleodiet for Athletes, The Paleo Answer.

Più del 50% degli alimenti che costituiscono la dieta mediterranea si basa su cibi come cerali arricchiti, insaccati, latticini, farine raffinate, dolcificanti; tutte cose che i nostri antenati non conoscevano e consumavano. Lo stato di salute generale attuale è sotto gli occhi di tutti: malattie degenerative, cardiovascolari, tumori, diabete, obesità, sindrome metabolica.

Il nostro patrimonio genetico dall’avvento dell’Homo sapiens (35.000 anni fa) ad oggi è mutato solo dell’1%.

Certo, ci siamo adattati a consumare latticini e cereali raffinati nel corso del tempo, però la grande diffusione delle intolleranze al glutine e al lattosio fa venire dei grossi dubbi.

I punti critici di questo tipo di regime alimentare non mancano. La carne attuale non è minimamente paragonabile a quella che mangiavano i nostri antenati. L’uomo preistorico viveva poco, sicuramente meno dell’uomo moderno. Le patologie degenerative e cardiovascolari si presentano dopo una certa età e hanno più incidenza nei grandi consumatori di carne. Anche la nostra microflora intestinale non è più la stessa, rispetto a quella dei nostri progenitori.

Una ricerca pubblicata a marzo 2013 su Lancet, scalfisce l’idea di salute nei nostri antenati. Nello studio viene rivelato, dall’osservazione di circa 150 mummie di 4.000 anni fa presenti in 4 siti archeologici che vanno dall’Egitto al Perù, che tali uomini soffrivano di aterosclerosi.

Due scienziati dell’Università di Tempe (Arizona, USA), invece, hanno valutato la popolazione e la salute degli Hiwi, una tribù del Venezuela. I risultati non sono dei migliori. Nonostante si cibino di bacche, carne, miele, frutta, si tratta di individui bassi, malnutriti, esili e i loro figli, nel 50% dei casi, non superano i 15 anni di età.

Le riflessioni e i dubbi più accessi nei riguardi di questa dieta sono stati raccolti in un libro dal titolo Paleofantasy, scritto dalla biologa californiana Marianne Zuk.

Per approfondire:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.