Benessere a prova di gravità

Antigravity-yoga

Durante il festival d’Oriente che si è svolto a Roma il 30 maggio – 2 giugno 2014, vi confesso che ho provato una tecnica che mi ha entusiasmato e, cioè, l’Antigravity yoga. E’ una disciplina che nasce svariati anni fa, ad opera di un certo Christopher Harrison. Si tratta di un ballerino e coreografo americano che fondò la Antigravity Inc nel 1991. E’ sempre sua l’idea, nel 1996, della prima amaca antigravità che si utilizza per questo tipo di movimenti. Solo nel 2007, Harrison presenta l’antigravity yoga. E’ una disciplina che può svolgere chiunque e comporta diversi benefici: distende la colonna vertebrale, migliora la circolazione, decomprime le articolazioni, migliora il mal di schiena e di testa. Ci dà, inoltre, una sensazione di leggerezza e un’idea di che cosa provano gli uccelli in volo, anche se, normalmente, è svolta a soli 15 cm dal pavimento!

Grazie all’aiuto dell’amaca è possibile raggiungere un livello di concentrazione maggiore; è, inoltre, possibile eseguire esercizi più difficili a livello meccanico (questo anche per persone con limitazioni fisiche).

Oltre a questa disciplina, mi è capitato di vedere altri interessanti allenamenti in assenza di gravità. Uno si chiama Jukari Fit to Fly. E’ una tecnica che si esegue con una barra attaccata al soffitto grazie a delle corde, che può ruotare di 360° (la FlyBar). Sembra un po’ di essere al circo e di trasformarsi in un acrobata. Non a caso, è stata ideata da una società che produce materiale per il fitness (Reebok) e con la consulenza dei professionisti del famoso Cirque du Soleil.

Jukari Fit to Fly

Anche questa disciplina è accessibile un po’ a tutti. C’è una prima parte di riscaldamento e, poi, una serie di movimenti diciamo acrobatici, che riattivano l’apparato cardiocircolatorio. Si lavora molto con i glutei e l’addome, per questo motivo è molto seguita dalle donne. Uno degli obiettivi pubblicizzati poi è quello di far sorridere i partecipanti.

Un altro sport particolare, dal nome improponibile di TRX Suspension Training, prevede l’utilizzo di corde sospese al soffitto, dove all’estremità ci sono delle maniglie. Si può praticare da uno a più persone, contemporaneamente. Si possono posizionare mani e piedi nelle maniglie e, quindi, effettuare moltissimi movimenti. Prevede un lavoro basato sul proprio peso corporeo. Agisce sulle fasce muscolari, con un lavoro di allungamento, senza incidere però sulle articolazioni.

TRX Suspension Training

Pensate che a Londra c’è il cosiddetto Flying Fantastic, una palestra con due sedi a Battersea e Farringdon, dove praticamente ogni disciplina sportiva si può praticare in versione aerea!

Al di là della moda, ci sono tutta una serie di prove scientifiche a supporto di questo proliferare di discipline che potremmo definire aeree. Lo studioso Sven-Ake Bood della Karlstag University svedese, già da alcuni anni, porta avanti, con le sue ricerche, la teoria del floating. Si tratta di esperimenti per alleviare dolori, stress, combattere l’insonnia e depressione grazie al rilassante galleggiamento in vasche di grandi dimensioni. Si ottiene, così, un abbassamento della pressione sanguigna e un miglioramento del microcircolo linfatico. Anche nei casi di malattie importanti, come la fibromialgia, si ottengono notevoli benefici.

Sempre in fatto di salute, gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, in particolare la U.O. di Riabilitazione Specialistica, utilizza un rivoluzionario tapis-roulant (Alter-G®) in grado di simulare una camminata a zero gravità. Viene utilizzato sui pazienti, ma anche su sportivi professionisti, per riabilitare gli arti inferiori. Si tratta di uno strumento ideato dalla NASA, con la capacità di ridurre progressivamente il peso del soggetto fino all’80%, grazie ad un meccanismo di pressione d’aria differenziata. Si tratta di una terapia molto efficace, che sta andando a sostituire la riabilitazione in acqua.

Vi lascio sperando di strapparvi un sorriso. E’ in progetto, presso la bellissima città di Barcellona, la costruzione di un futuristico hotel spaziale. Lo vorrebbe costruire la società americana Mobilona. Dovrebbe sorgere su un’isola artificiale, raggiungibile grazie ad un passaggio pedonale sul mare. Si parla di un’altezza di 984 metri con la prima spa a gravità zero!

Per approfondire:

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