Innsbruck Nature Film Festival

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L’Innsbruck Nature Film Festival è un concorso cinematografico a carattere internazionale, che offre ai registi ecologicamente sensibili una piattaforma per presentare al mondo il loro ultimo lavoro.

Anche quest’anno il festival, appena concluso, si è svolto nel Cinema Leokino, gioiello architettonico nel cuore della città. Innsbruck è un luogo dove la vita urbana moderna e la natura coesistono; sarebbe difficile immaginare un luogo migliore dove far incontrare registi, produttori e pubblico attenti ai temi della natura e dell’ambiente.

La tredicesima edizione del film ha avuto un peso significativo non solo per il gran numero di film presentati ma anche perché i contributi sono arrivati da cinque continenti; professionisti provenienti da Cina, Giappone, Corea del Sud, Pakistan e Iraq hanno presentato i loro capolavori al fianco di registi congolesi messicani irlandesi o rumeni.

In totale sono pervenuti 234 film, suddivisi nelle tre categorie dei documentari, dei corti e una terza categoria per i giovani registi in erba.

Il primo premio per la categoria documentari è andato a Virunga di Orlando von Einsiedel, un thriller ricco di suspense e fortemente emotivo. Il documentario racconta non solo la storia di donne e uomini coraggiosi che si sono battuti per la difesa dei gorilla di montagna; Virunga riesce a intrecciare la storia del legame affettivo dei gorilla di montagna con i ranger del parco, la guerra civile che devasta la zona e la minaccia delle compagnie petrolifere multinazionali. Insomma, un connubio di tematiche ambientali, tutte ugualmente importanti e cariche di emozioni, che hanno conquistato il parere unanime dei giudici.

Al secondo posto, per la medesima categoria, si posiziona Mustang – Flucht aus den Bergen (Mustang – fuga dalla montagna) di Holgen Riedel. Il film narra la storia della comunità di un piccolo villaggio situato a 4000 m sul livello del mare. Per colpa del riscaldamento globale, gli abitanti perdono le loro case e sono obbligati a migrare. Solamente mostrando le vicissitudini e i problemi cui vanno incontro i personaggi, senza mai giudicare, il regista realizza una chiarissima sintesi dei problemi legati a una migrazione su vasta scala.

Terzo in classifica Are vah! (Sia la luce!) di Micha Patault e Sarah Irion. Il film descrive, in maniera sconvolgente, le modalità tramite le quali le società per l’energia francesi, si sono mosse in India, ignorando le richieste e i bisogni delle comunità locali.

Menzione particolare, nonostante non abbia raggiunto il podio va a Hidden paradise (Paradiso nascosto) di Serge Dumont, Frank Nischk, Sarah Zierul e Thomas Weidenbach. Si tratta di un film che mostra, per la prima volta, un ecosistema nuovo e sconosciuto, il mondo sommerso di un laghetto di cava. Un luogo magico tra scoiattoli e ricci, proprio di fronte alla porta di casa.

Per la categoria dei corti il primo classificato è stato Grünes Gold, documentario anche un po’ umoristico di Barbara Marheineke; una breve e piacevole storia che dà una nuova interpretazione satirica della guerra in Iraq, il tutto raccontato attraverso la vita di piccoli esserini verdi che tentano di risolvere i problemi energetici del nostro mondo.

Al secondo posto c’è 3 Acres in Detroit di Nora Mandray, un racconto sul giardinaggio urbano come simbolo del declino economico negli USA. Nora ha colto perfettamente il senso delle scelte di vita di coloro che, contro ogni previsione, cercano di ricominciare a vivere.

Terzo, Wake up call, film di animazione di Steve Cutts, che mostra con immagini chiare quanto sia distorto il nostro rapporto con la tecnologia. Il desiderio insano di avere sempre l’ultimo modello di telefono o l’ultima console sta distruggendo il nostro pianeta e, come accade al protagonista del film, nemmeno la fuga in campagna potrà salvarci.

L’ultima categoria in concorso era riservata ai più giovani; registi alle prime armi che si sono voluti confrontare sui più scottanti temi ambientali.

Primo tra tutti è risultato essere Einsicht (Intuito) di Janick Entremont. Janick ha impressionato tutti con la poesia del suo lavoro. Un estratto di Henry David Thoreau è accompagnato da splendide immagini della natura e una musica accuratamente scelta.

Al secondo posto c’è Frog (Rana) di Elisa Klausner, Constanze Holas & Theresa Holas, un film che narra il mondo visto con gli occhi di una rana, assolutamente da non perdere!

Terzo e ultimo premiato di questa rassegna è Nuclear Winter (Inverno nucleare), creato da Megan Taite, Jefferson Tolentino, Erwin Bonifacio, Robert Mullally, Shane Donohue, Jack Travers. Si tratta di un film d’animazione molto creativo ma che riesce nell’intento di spiegare come i nostri oceani siano inquinati da scorie nucleari.

Una piacevole sorpresa questo festival; speriamo di non dover aspettare molto per godere anche noi di questi magnifici lavori!

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