Un RAVE per salvare il Gambela National Park

rave-bigIn una delle aree più remote d’Etiopia, a pochi chilometri dal Sud Sudan si trova il meraviglioso Gambela National Park. Benché sia stato dichiarato parco nazionale solo nel 2002, il governo etiope lo aveva inserito tra le aree protette nazionali già nel 1973, per salvaguardare la ricchissima biodiversità di specie e habitat che lo caratterizzano.

Situato all’interno del bacino del fiume Akobo, il parco, è rappresentato principalmente da una vasta pianura, con alcune zone sopraelevate, che raramente superano i 700m di altezza. Il paesaggio è quindi caratterizzato da savane, pianure alluvionali, foreste igrofile e praterie.

Proprio per la varietà e le peculiarità degli habitat presenti, il Gambela National Park brulica di vita. Quaranta grandi mammiferi sono stati visti transitare nell’area e alcuni di loro sono stati avvistati esclusivamente nel territorio del parco, come le antilopi lichi del Nilo (Kobus megaceros) e il cobo (K. kob). I fiumi ospitano popolazioni di ippopotami e coccodrilli, oltre a un numero imprecisato di anfibi e rettili. La biodiversità dell’avifauna, poi, è sorprendente. Più di trecento specie di uccelli, tra migratori e stanziali, dei quali undici appartengono al bioma Sudan-Guinea.

Kobus

Si tratta di un paradiso ma, proprio la sua posizione remota, ha fatto si che fosse regolarmente escluso dalle mete maggiormente visitate dai turisti.

Se, il fatto di non essere stato percorso in passato da carovane di visitatori, più o meno rispettosi, ha permesso di conservare una meravigliosa biodiversità, la mancanza di fondi provenienti dal turismo, potrebbe mettere a serio repentaglio il suo mantenimento.

Nel 2011, il fotografo naturalista Roberto Nistri, si è addentrato, casualmente, nel territorio del parco per fotografare una delle tribù locali, i Nuer. Sorpreso dalla bellezza e dalla scarsa presenza di rangers a tutela dell’integrità del luogo, al suo ritorno in Italia, ha voluto documentarsi, scoprendo che, quel territorio quasi abbandonato, era il più vasto parco etiopico e la regione dove si svolgeva la seconda migrazione di mammiferi, per importanza, dell’intera Africa.

Danza Nuer

“Da quel momento ho pensato che non si poteva rimanere a guardare, senza fare nulla, mentre un posto del genere, così bello e naturalisticamente importante, veniva letteralmente abbandonato” ci spiega.

Per aiutare materialmente il Gambela National Park è necessario che il parco diventi, in poco tempo, una destinazione possibile per un sempre maggior numero di turisti. “Oggi solo un turismo consapevole e rispettoso degli ecosistemi, strettamente collegato con le popolazioni locali, può generare un flusso di denaro che garantisca la sopravvivenza di un parco all’interno di una grande nazione dai moltissimi problemi qual è l’Etiopia. Trasmettere la bellezza e l’importanza di quest’area è probabilmente lo strumento più efficace e meno costoso per salvaguardarla.”
Adesso siamo qui a parlarne perché Roberto, insieme con il suo collega Davide Palumbo, zoologo ed esperto in eco-turismo, ha deciso di organizzare un RAVE!

Villaggio Nuer
No, non si tratta di una festa ai limiti della legalità con musica elettronica e droghe ma, più semplicemente, di una spedizione fotografica rapida e a basso costo (Rapid Assessment Visual Expedition) che sarà necessaria per far vedere, a potenziali turisti, quali meraviglie nasconda il parco. Se le cose andranno come previsto e questa forma di pubblicità darà i suoi frutti, il governo etiope avrà il riscontro dell’importanza che il mondo intero riconosce al Gambela National Park.
“Il RAVE mira a individuare le potenzialità e gli elementi fondamentali di un ambiente che si vuole salvaguardare. Andiamo, fotografiamo le cose più belle e importanti e poi trasformiamo queste immagini in un biglietto da visita che pubblicizzi quest’area in tutto il mondo, creando un movimento di appoggio alla sua salvezza.” dice Roberto.

Per produrre del materiale fotografico di alto livello, che possa essere pubblicato su siti e riviste, sono necessari dei fondi. “Abbiamo costruito il progetto partendo dal presupposto che dovesse essere il meno costoso possibile, per dargli le maggiori possibilità di essere realizzato in tempi rapidi.”

Per due settimane di lavoro su campo, con la possibilità (se i fondi saranno sufficienti) di affittare un velivolo per sorvolare l’area, Roberto e Davide hanno stimato un budget minimo di $20.000, un traguardo che tutti noi possiamo aiutare a raggiungere.

Gambela National Park

Vi consiglio caldamente di visitare il sito Save the Gambela National Park (di cui troverete il link in fondo) e la relativa pagina facebook. Tra tutte le campagne di sensibilizzazione, questa ci sembra la più bella; partecipando economicamente al progetto saprete che avrete contribuito a far conoscere al mondo, grazie a immagini d’autore, le meraviglie del Gambela National Park. Anzi, non credo di sbagliarmi se vi dicessi che sarebbe davvero originale regalare ai vostri amici, per Natale, una cartolina autografata del RAVE realizzato grazie al vostro contributo.

Incrociamo le dita per il progetto e nella speranza che il budget sia presto raggiunto, auguriamo a Roberto e Davide un viaggio sicuro e fotograficamente produttivo!
(Le foto dell’articolo sono di Roberto Nistri)

Per approfondire:

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