Intervista ad Alberto Zaccagni

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Il bellissimo e delicato Mediterraneo è al primo posto nella graduatoria di rischio perdita della biodiversità tra i mari del mondo, seguito dal Golfo del Messico, dal Mar della Cina e dal mar Baltico. Le specie censite dal World Register of Marine species (WoRMS) le stima in 17.000 su un totale di 250mila (solo ad oggi). Questi dati pubblicati recentemente dal magazine del WWF, Panda, ci dicono anche che nel Mediterraneo abita il 7% delle specie marine e che è dieci volte più ricco di biodiversità della media degli altri mari. Ve ne siete mai accorti?

Chi non studia biologia non si accorge di quello che si nasconde tra le onde, diverso per un apneista, impossibile per un politico.  Alberto Zaccagni è tra i tanti ruoli che riveste un pescatore in apnea e si trasferisce a Pantelleria nel 1992 con la famiglia. Quello che lo rende straordinario è il fatto di non avere paura a sfidare chi mette a repentaglio la salute del mare in Sicilia, già provato dalla pesca intensiva e dal traffico pesante di navi. Decide quindi di passare all’azione e di fondare un movimento NO TRIVELLA DAY ad agosto del 2010 per fermare le trivellazioni esplorative nell’ambito di ricerche petrolifere che dalla Tunisia arrivano, in acque italiane, fino a Pantelleria

‘E’ stata la mattina in cui è apparsa la piattaforma petrolifera al largo di Pantelleria che ha deciso di fondare il movimento NO TRIVELLA DAY?’
Quando apparve i primi di agosto 2010 una silhouette inconsueta ferma a largo Pantelleria, visto che né la Guardia Costiera, né il Comune, né la società di navigazione per Pantelleria sapevano niente, decisi di andare direttamente con la mia barca a vedere. Mi resi conto che a 12 miglia si era piazzata una piattaforma. Scattai foto e in seguito tra le sirene che nel frattempo erano scattate dai supplier della piattaforma, tornai a Pantelleria. A fine Agosto insieme alla Dott.ssa Mimmi Panzarella organizzammo un evento quale un funerale del mare e fu chiamato No Trivella Day. Quello fu il primo momento di protesta e possiamo considerarlo il giorno della fondazione del movimento.

‘Lei è una persona decisamente fuori dal comune, una persona che quando vede un problema si coordina e reagisce, mi può raccontare brevemente la sua storia fatta di esperienze che l’hanno ‘modificata’ in un amante del mare, del Mediterraneo e di Pantelleria?’
La passione del mare e della vita marina è nata insieme a me. Ho avuto la fortuna fin da bambino di solcare il Mediterraneo, l’Atlantico e il mar dei Caraibi con la barca a vela di famiglia. La pesca è stata il modo per alimentare l’equipaggio, prelevando solo ciò che serviva dato che a bordo non puoi conservare a lungo il cibo fresco. Poi la competizione velica e le regate da professionista mi hanno portato a misurarmi con mari e regate impegnative di tutto il mondo dove se non riesci ad acquisire una conoscenza e un rispetto per la natura e per il mare, non puoi spingere barca e equipaggio fino al limite per la vittoria. Pantelleria è stata la magia che ha racchiuso tutte queste esperienze, coniugando l’amore per il mare all’amore per la mia famiglia dove con Paola, mia moglie, coraggiosamente ci siamo trasferiti da Firenze 23 anni fa, e dove abbiamo allevato Marina ed Elisa le nostre figlie gemelle nel segno del rispetto del mare e dell’ambiente lavorando come architetti di giardini.

‘Ci siamo sentiti prima della sua partenza per Bruxelles dove il 19 novembre va in discussione ‘Environmental Issues: the lack of environmental policies at global level, the examples of Italy and Croatia.’ Lei interviene come rappresentante nel pannello di discussione, cosa ha raccontato della situazione in Italia?’
Per la seconda volta da quando mi occupo dei problemi legati alle ricerche petrolifere offshore sono stato invitato a relazionare a Bruxelles in eventi internazionali. Il mio intervento ha presentato la situazione delle concessioni per ricerca e coltivazione (così si chiama l’estrazione del petrolio!!) nei mari italiani, mettendo in evidenza le disfunzioni della legislazione italiana in merito. Il problema è che la voracità e il potere smisurato del mondo oil&gas condizionano e spingono i governi a varare leggi che non considerano assolutamente le problematiche ambientali. Direi che manca totalmete una visione del futuro, si tende a lavorare su problemi a breve termine, quelli che portano risultati immediati alla classe dirigente. Ciò porta a scelte oggi che saranno disastrose in futuro. Abbiamo innumerevoli esempi di scelte sbagliate, vogliamo parlare della Eternit? Dell Ilva di Taranto? Della questione petrolifera in Basilicata? Tutti problemi che oggi dobbiamo drammaticamente risolvere con altissimi costi sociali ed economici. Le trivellazioni offshore rischiano di diventare un problema futuro e un sicuro rischio estremo per il Mediterraneo.

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‘Quali indicazioni avete dato e quale sarà l’iter per l’emanazione di leggi a sostegno di politiche di conservazione del Mediterraneo, e in particolare del canale di Sicilia?’
Ci è stato chiaro fin da subito che non possiamo solo protestare senza proporre. Tocca a noi sensibilizzare ciò che i governi pressati dai poteri forti cercano di nascondere. Quindi da un lato a livello legislativo ho chiesto sia un interrogazione parlamentare e un procedimento di infrazione all’Italia per la manifesta incompatibilità tra la recente legge del 7 nov 164, art 38. in tema di energia strategica e sfruttamenti di idrocarburi e le varie direttive europee sulla questione della sicurezza, responsabilità e danno ambientale oil&gas di cui una delle più significativa è la 30 del 12 giugno 2013. I governi degli stati membri non possono considerarsi europei quando fa comodo e dimenticarsene a piacere quando sono guidati dalle lobby forti e ricche quali il mondo oil.

‘Parte dell’opinione pubblica si è schierata con il suo movimento NO TRIVELLA DAY, eppure è solo al livello politico che si gioca il futuro del Mediterraneo. I politici italiani non sanno cosa nasconde la superficie del mare e quanto è importante mantenere intatto l’ecosistema. Questa contrapposizione sembra non avere via d’uscita.’
Purtroppo la politica italiana e direi mondiale coadiuvate dal lassismo e il menefreghismo delle popolazione tende a risolvere problemi impellenti, immediati manca di una visione a medio e lungo termine. Inoltre le esperienze fatte in sedi europee, nazionali, regionali, provinciali e comunali mi portano ad affermare che la maggior parte dei politici non sono assolutamente all’altezza, né prepararti per trattare temi di così alto impatto per l’ambiente nel futuro. E’ esiguo il numero di  persone nei centri di potere che hanno coraggio e preparazione per potersi opporre al guadagno immediato favorendo una visione di tutela e conservazione dei beni comuni. Ma la colpa è sempre della pochezza di cultura del popolo che poi vota i politici….

‘L’unica soluzione per salvaguardare la biodiversità del canale di Sicilia è quella di creare un’area marina protetta. Molti apneisti sono contrari alle aree marine protette, da apneista e pescatore subacqueo come coniuga i limiti alla ricreazione sportiva con la necessità di proteggere le aree di riproduzione e le specie a rischio?’
Questa è proprio la peculiarità della nostra associazione fondata da pescatori in apnea che si sono resi conto del progressivo e irrefrenato collasso della vita marina. Magari è difficile capirlo ma solo chi è stato pescatore in apnea può (e ribadisco può) avere la conoscenza, la sensibilità e il rispetto per la vita che condivide sottacqua trattenendo il fiato. L’associazione nasce proprio a favore dell’istituzione di un area marina a Pantelleria in quanto testimoni diretti di ciò che accade sott’acqua. Siamo inoltre consci che attualmente siamo considerati i depredatori del mare e che saremo l’unica forma di pesca esclusa dalle aree A B e C dell’eventuale area marina. Proprio per questo la nostra proposta presentata pochi mesi or sono prevede una zonazione parziale dell’isola, che deve quindi prevedere delle zone franche per poter far si che la popolazione isolana possa perpetuare a norma di legge nazionale i loro usi e costumi di pesca e vita di mare senza doversi obbligatoriamente censire all’ente area marina.

‘Esiste una certa ritrosia al Sud ad assimilare l’idea di sostenibilità, consumi ridotti, riciclo, efficienza energetica. Sono ancorati a modelli di benessere invecchiati. Quali sono le vostre argomentazioni per distrarre le SME (small and medium sized entreprises) dall’uso del combustibile fossile e adottare energie alternative?’
Questo capitolo è molto complesso. Non vorrei dire che il Sud sia meno sensibile, diciamo che grazie alle mafie è stato tenuto a un livello di cultura da sottosviluppo, terreno fertile appunto per la proliferazione di un antistato. Tenendo lezioni e istituendo concorsi a temi ambientali e sulla sostenibilità energetica nelle scuole elementari e nelle medie di Pantelleria, mi son reso conto quanto le nuove generazioni, se stimolate, siano reattive e pronte per un mondo dove l’energia venga prodotta da fonti rinnovabili. Credo in loro, e per questo, insieme all’associazione ci impegnamo. Inoltre proprio su questo tema nel 2012 abbiamo organizzato a Pantelleria il convegno Pantelleria Isola Energica dove 5 università italiane hanno presentato progetti per rendere l’isola sostenibile energicamente considerandola come luogo ideale quale modello per sfruttare le fonti rinnovabili.

‘La Sicilia ad esempio è stata invasa dalle PALE EOLICHE installate con molta polemica perché hanno modernizzato un territorio di bellezza antica, a cosa serve lo scempio del territorio se il business è in mano ad aziende in odore di mafia e l’interesse per l’estrazione del petrolio non cessa?’
Stiamo con questa domanda affrontando grandissime problematiche. Ieri pomeriggio 22 novembre ho assistito a Firenze all’ evento organizzato dalla Fondazione Caponnetto dove erano relatori tra l’altro il presidente del Senato Grasso, e il presidente regione Sicilia Crocetta che si occupano da decenni al problema. Le mafie sono ramificate e diversificate in ampi strati economici e politici. Quindi sarà una guerra senza quartiere che pochi eroi stanno combattendo contro l’antistato che vive proprio dentro lo stato stesso. Personalmente, tornando alla domanda , considero le pale eoliche quale un temporaneo deturpamento del paesaggio. Consideriamo infatti che non producono nessun rischio di disastro ambientale da incidente, nessun inquinamento che debba essere bonificato e che possono essere smantellate e scomparire senza lasciare tracce riciclando all’ 80% i materiali impiegati quando la tecnologia e la ricerca troverà un modo meno impattante di produrre energia. Non possiamo opporci comunque a qualsiasi cosa, stesso vale per il fotovoltaico; trovo risibili le opposizioni per il consumo di suolo delle centrali solari. Cosa dovremmo allora dire per la cementificazione non permeabile del suolo di innumerevoli costruzioni inutili, abusive o comunque non sostenibili?

‘Al Punto 6 dell’Art 4 (Oggetto e Scopo) dello Statuto dell’Associazione Apnea Pantelleria c’è scritto ..’ per restituire dignità alla pratica della pesca amatoriale subacquea in apnea’. Quando e come l’ha persa?’
Purtroppo in tutte le categorie esistono gli esaltati.Ormai il mondo del web ha fatto si che il mostrare è diventato più importante dell’essere. Quindi in ogni campo oggi, dal terrorismo, al sesso, alla politica e anche nella pesca è un must essere presenti e mostrare le proprie prede. Quindi non solo la pesca in apnea ha perso la propria dignità, ma tutte le manifestazioni umane l’hanno persa. Vorremmo quindi cercare proprio con le nostre azioni di  – pulizia dei litorali – convegni sulla sostenibilità – concorsi e lezioni nelle scuole – collaborazioni con le più importanti associazioni ambientaliste quali WWF e Greenpeace – relazioni con amministrazioni – partecipazione a eventi e workshop e a tante altre occasioni di far sentire la nostra sensibilità verso il mare e la voglia di creare strumenti di tutela,  far crescere la dignità di chi rischiando la propria vita espleta una attività, la pesca, antica quanto l’uomo.

‘E ancora… cosa intende ( qualche punto più sopra) per ‘la promozione della pratica amatoriale della pesca subacquea in apnea, con l’applicazione di principi etici per un prelievo ittico ecocompatibile e selettivo e come strumento di divulgazione di valori naturalistici ed ambientali?’
Quando ero bambino ho avuto la fortuna, come già detto, di considerare la pesca come un prelievo compatibile per l’alimentazione dell’equipaggio a bordo della nostra barca. Considero Pantelleria una grande nave dove ognuno dovrebbe essere conscio di prelevare giusto cosa serve per se stesso e la propria famiglia. Questo sicuramente è ciò che considero un insegnamento etico nel rispetto dei valori naturalistici e ambientali. Il compito dell’associazione è quindi adesso di far si che la bramosia del guadagno non induca la vendita delle prede, per altro vietato, ma che la pesca sia fatta solo per il proprio consumo. Per ciò che concerne la selettività penso che la pesca in apnea sia l’unica vera pesca selettiva in quanto l’apneista può scegliere, quale pesce prelevare sia nella quantità a norma di legge, e al contempo evitando le prede sottotaglia, e le femmine con uova. E’ un percorso difficile ma ci stiamo impegnando mettendoci la faccia.

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BIOGRAFIA – Alberto Zaccagni  è nato a Firenze nel 1959, consegue la maturità scientifica. Lavora come skipper in charter velici nel mediterraneo e nel mar dei Caraibi. Disegnatore e intermediario produzioni scarpe e accessori per catene negozi USA quali Banana Republic/GAP/ Lands End ,vive tra Firenze e S. Francisco dal 1981 al 1992
Trasferito a Pantelleria dal 1992 intraprende insieme a Paola, sua moglie, l’attività di progettazione e realizazione giardini che tuttora svolgono nelle zone Mediterranee.
Dal 2010 cittadino attivo per problemi legati alla salvaguardia del mare. Regate dal 1980 ad oggi, di cui agonistica dal 1990 al 2010.

A febbraio 2010 nasce l’Associazione Apnea Pantelleria. A giugno 2012 organizza il convegno ‘Pantelleria un’isola energica’ Relatori da 6 univerità italiane oltre a CNR ed Enea per dimostrare quante possibilità ha l’isola per affrancarsi dal petrolio ed essere un modello sostenibile per la produzione di energia. Ad Agosto 2013 raccoglie 60.000 firme per l’istituzione AMP ( Area marina Protetta) Pantelleria sul sito WWF e su Avaaz.

 

 

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