La Signora delle Tartarughe

IMG_8008 con corniceIl suo nome è Daniela Freggi ma per tutti è la Signora delle Tartarughe, un titolo che è un riconoscimento perchè da ventanni si occupa della salute delle tartarughe nel centro WWF di Lampedusa. La sua storia parte da Roma quando laureata in Biologia arriva in Sicilia grazie ad un programma dell’Università di Roma con l’obiettivo di monitorare i siti di nidificazione delle tartarughe. La sua passione le cambia la vita o meglio la cambia ad almeno quattromila tartarughe passate attraverso il piccolo pronto soccorso, trasformato in sala chirurgica diventata infine un Centro di recupero all’avanguardia nel Mediterraneo.

La sua presenza sull’isola ha cambiato anche il rapporto dei pescatori locali e quelli costieri con le tartarughe. Se una tartaruga rimane agganciata ad un amo gettato per un pescespada o si ferisce nella reti da pesca i pescatori l’affidano ad una lunga catena umana con il compito di recapitarla nella sue mani. Ogni anno nel Mediterraneo si stima che 130.000 vengano catturate accidentalmente durante la pesca. In Italia le tartarughe vittime di pesca accidentale o bycatch sono 20.000. Delle 7 specie di tartarughe marine solo tre specie si trovano nel Mediterraneo: la tartaruga comune (Caretta Caretta) dal carapace rosso marrone, onnivora, un metro di lunghezza, usa le spiagge della Sicilia e della Calabria per deporre le uova. L’8 settembre scorso il WWF ha annunciato la nascita di 22 tartarughe a Menfi, Agrigento, e di 63 uova che si sono schiuse pochi giorni prima sulla spiaggia della riserva naturale di Torre Salsa.

Qui di seguito la sua intervista.

Ho sempre avuto una grande curiosità e credo che lei sia l’unica a potermi rispondere: le tartarughe una volta curate e accudite da una persona dimostrano una certa riconoscenza? Voglio dire, riconoscono una persona come amica

Mi piacerebbe poter credere che le tartarughe che curo con tanta determinazione, a furia di vedermi tutti i giorni, mi riconoscano e magari siano consapevoli dell’aiuto che proviamo a dar loro, ma non devo mai dimenticare che sono rettili, che il loro cervello è conformato in maniera differente da quello dei mammiferi, che le circonvoluzioni cerebrali, che sono la conquista di uccelli e mammiferi e dove sono riconosciute le sedi del ragionamento e dell’emotività, nelle tartarughe marine così antiche non si erano ancora evolute…ma questo non mi impedisce di amarle con immenso rispetto, anzi mi spinge a fare ancora di più perché le vedo indifese, nonostante la loro incredibile forza arcaica… certo la specie umana non si è comportata con loro finora come un’amica, le ha portate sull’orlo dell’estinzione ed oggi abbiamo incrinato in maniera quasi irreversibile il loro habitat… una responsabilità di cui ognuno di noi si deve far carico, facendo quel che può …noi qui proviamo a dare alle tartarughe tutto l’amore, l’attenzione scientifica e le cure che possiamo, nel tentativo di salvarle e di imparare sempre meglio come farlo.

Come si comportano quando sono ferite? Sono aggressive, remissive, cercano di farsi curare?
Le tartarughe marine sono animali selvatici, e dunque spaventate dal contato con l’uomo, che vedono come un pericolo da cui scappare o difendersi. Ogni contatto con loro è fonte di stress e di agitazione. Certo quando sono ferite in modo grave sono inermi e non riescono a reagire, possono sembrare remissive ma è solo mancanza do forza ed energia, non comprendono i nostri sforzi per curarle…insomma come un bambino piccolo, spaventato di andare dal dottore… questo mi spinge a cercare sempre tecniche poco invasive, ed insieme alla nostra equipe medica, coordinata dal Prof. Antonio Di Bello dell’Università di Bari cerchiamo di adottare sempre comportamenti idonei a non spaventare ulteriormente gli animali, sia durante le medicazioni che nella quotidiana gestione della loro convalescenza.

Lei vive a Lampedusa da quando più di vent’anni fa è arrivata grazie a un programma di monitoraggio dei siti di nidificazione delle tartarughe e poi ‘non ha più trovato il momento giusto per ripartire’. La sua è l’esempio di una vita costruita attorno ad una grande passione, crede che molti giovani potrebbero invece di entrare a fare parte di un sistema economico dannoso per la natura, scegliere di vivere secondo le loro aspirazioni e vedere gli animali e la natura come un nuovo sistema nel quale integrarsi?
E’ vero, ho dedicato tutta la mia vita adulta ad uno scopo ben preciso, che non è solo quello di curare e sviluppare nuove tecniche mediche per la cura delle tartarughe, ma anche quella di divulgare una nuova concezione di recupero medico di pazienti così particolari come gli animali ed in particolare gli animali selvatici, come i rettili. E tutto quello che in questi 20 anni si è realizzato a Lampedusa, presso il nostro speciale ospedale, è anche merito dei tanti giovani che a loro spese, con le loro energie e la loro dedizione, hanno sostenuto le attività del centro prestando volontariato. Devo tanto a questi tanti volontari, e tanti di loro sono ragazzi e ragazze che da tutto il mondo si mettono in gioco su questo piccolo scoglio in mezzo al Mediterraneo. Spesso mi dico fra me e me che sono immensamente fortunata, perché in un’epoca in cui dei giovani si pubblicizza un comportamento vacuo, superficiale, egoistico, io invece sono circondata da una gioventù immensamente generosa, coraggiosa, capace di mettersi in discussione, di donare e di credere in un mondo migliore, dove dare sia più importante che avere! Non posso illudermi, so che è ancora molto lontana l’epoca in cui l’uomo avrà finalmente trovato un equilibrio con la natura, fonte di una gioia e serenità oggi inimmaginabili… ma molti giovani ci stanno lavorando!!!

tartarughe-liberate

Quando lei parla delle tartarughe aggiunge spesso che sono in via d’estinzione. La parola estinzione però ha significato quando si parla di dinosauri o specie che avendo subito un rapido mutamento nelle condizioni climatiche o ambientali perdono il loro habitat e scompaiono, facendo subentrare a loro posto specie meglio adattabili. In questo caso non sarebbe meglio parlare di tartarughe in via di sterminio e aggiungere che è una conseguenza dell’impatto con l’uomo?
Si, corrisponde assolutamente a ciò che penso, abbiamo causato lo sterminio di tante specie animali e vegetali, in maniera del tutto scellerata e mettendo sempre più a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza…e quel che è peggio è che questi stermini continuano, nell’incuranza ed ignoranza del 90% della popolazione umana! Pagheremo caro questa insulsa cattiveria, generata spesso dalla grande ignoranza della nostra società moderna… e non riesco a spiegarmi come società del passato invece questa conoscenza la possedevano…
Lei è una persona molto riconoscente, i suoi ringraziamenti verso pescatori e forze dell’ordine traspirano da ogni pagina del sito ma non le viene mai in mente che è lei che devono ringraziare per aver scoperto che gli animali si amano anche? Oggi sono fieri di questa collaborazione e di fare indossare alle loro famiglie la maglietta del WWF. Eppure come mai non hanno mai messo in pratica metodi di pesca che non diventassero  trappole per tartarughe e delfini?
E’ difficile scavare nell’animo delle persone, io istintivamente ringrazio sempre chi prova a vedere un altro punto di vista, e coraggiosamente prova a cambiare opinione d abitudini. Io ho avuto l’enorme fortuna di essere stata educata dalla mia famiglia ad amare, incondizionatamente, gli esseri viventi, senza far distinzioni… ma l’uomo tende ad avere paura di ciò che è diverso da lui, ed ancora oggi gli altri animali vengono spesso considerati inferiori a noi umani. Sono profondamente convinta che la cultura aiuti la libertà e la fratellanza fra tutti, e sviluppi amore: è quel che cerco di insegnare ai miei allievi a scuola, ai miei volontari e se posso ai pescatori che hanno voglia di ascoltarmi. Spesso so di essere presa in giro, ma so anche che prima o poi chiunque abbia la fortuna di frequentare un animale, cambierà e rimarrà conquistato dall’amore che emana sempre da loro.. è solo questione di tempo, se vivi con gli animali scopri presto quanto amore sappiano dare molto più di noi. E’ facile vedere la responsabilità dei pescatori che non si curano di una tartaruga in difficoltà, ma in realtà la maggior parte degli uomini non fa nulla per gli animali in difficoltà, e dunque se riesco a sensibilizzare anche solo un pescatore ogni tanto, so che è qualcosa che aiuta ad un mondo migliore…

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Vivo anche io per una piccola parte dell’anno in un’isola siciliana e mi sono accorta da anni delle infestazioni di meduse. Mi conferma che nella dieta delle tartarughe ci sono le meduse? e cos’altro?
Le tartarughe marine sono indispensabili all’equilibrio dei nostri mari e la loro drastica riduzione negli ultimi 50 anni ha come conseguenza anche l’enorme aumento delle meduse, che fanno parte della loro dieta quotidiana! Le infestazioni da meduse ridurranno il pescato, ma anche le economie basate sul turismo estivo al mare…una catastrofe che vedo annunciarsi e di cui nessun economista illuminato si cura. Sono oltre 500 milioni le persone che mantengono nel solo Mediterraneo le loro famiglie grazie all’economia estiva delle vacanze al mare…cosa succederà quando questo turismo crollerà? Inoltre le tartarughe cibandosi di molluschi, pesci, crostacei mantengono gli equilibri costieri, proprio la porzione di mare più antropizzata… dovremmo davvero riconsiderare il ruolo che le tartarughe marine hanno nella nostra sopravvivenza di piccoli umani inconsapevoli!

La scorsa estate la Serena, una barca di pescatori, ha avvistato una rara tartaruga Liuto di 40 anni che pesava 250 kg nelle acque circostanti Lampedusa e che avete curato perché aveva un amo nel corpo. Per un attimo vorrei che lei sognasse e non pensasse alla situazione attuale ma ad una ideale. Quali animali potrebbero essere avvistati nel mare di Lampedusa?

Potrebbe non essere solo un sogno, perché le acque del Canale di Sicilia sono uno spartiacque fra il bacino orientale e quello occidentale del Mediterraneo che custodisce ancora tanta ricchezza: cetacei, tartarughe, uccelli migratori, pesci, molluschi e crostacei esotici… e nelle acque così trasparenti dell’isola di Lampedusa è davvero facile vedere le meraviglie del mare…ma la mancanza di rispetto, educazione e cura renderà sempre più raro godere di questi spettacoli. Già io riesco a fare il paragone fra quello che c’era da ammirare 24 anni fa quando sono arrivata e quello che si può ammirare oggi… è davvero preoccupante vedere con che rapidità perdiamo meraviglie che non saranno più a disposizione degli sguardi ammirati delle nuove generazioni!

Lei crede che nel futuro alcune delle barche che oggi pescano potrebbero essere riconvertite per portare turisti ad avvistare delfini, balene, squali o tartarughe?

Sarebbe un’interessantissima alternativa, molto valida sia dal punto di vista naturalistico che economico… ma non si sta assolutamente lavorando in tal senso, ne a livello legislativo, ne a livello economico ed ambientale. Un vero spreco di risorse che potenzialmente potrebbe riscattare molte regioni del nostro meraviglioso Paese, ma le scelte attuali dei nostri governi non stanno assolutamente andando in questa direzione! Ecco perché considero importante continuare a difendere la natura indifesa, facendo molta sensibilizzazione nei giovani…prima o poi loro rivoluzioneranno questa società poco lungimirante, ne sono sicura, si tratta solo di avere tanta pazienza, la storia ha tempi lunghi…speriamo solo che la natura che la faccia ad aspettare che l’umanità sia capace di aprire occhi, mente e cuore!!!

 

NB Il centro soccorso di Lampedusa che vive grazie all’impegno dei volontari italiani e stranieri ospita annualmente circa cento tartarughe. Come fare quando si trova una tartaruga ferita? E’ fondamentale contattare la Capitaneria di Porto più vicina  – il telefono di quella di Lampedusa è 0922.970141. Meglio ancora è contattare un’associazione  autorizzata alla cura delle tartarughe marine, come il WWF (a Lampedusa 3382198533)

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