Rischi connessi con l’ingestione di troppo zucchero

sugar

Ritorniamo a parlare di un argomento molto sentito. Forse perché l’alimentazione e il rischio obesità sono diventati due motivi di discussione, da esaltare a suon di articoli scientifici e esperimenti. Il 37% della popolazione mondiale, infatti, soffre di obesità o è in sovrappeso.

Cominciamo con la storia di un attore e regista australiano che ha girato un documentario su un esperimento fatto sulla sua pelle. Damon Gameau ha, infatti, girato il film That Sugar Film. Ha seguito, per 2 mesi, un regime alimentare che prevedeva solo alimenti light e ipocalorici, come succhi di frutta e yoghurt magri, muesli, integratori alimentari, bevande light e frutta secca disidratata. Nel complesso e all’apparenza si tratta di una dieta ipocalorica, a basso contenuto di grassi, solo che c’è tantissimo zucchero nascosto in questo tipo di alimenti light. Prima di eseguire questo vero e proprio esperimento, però, Damon aveva portato avanti negli ultimi 3 anni un regime alimentare che escludeva quasi completamente gli zuccheri, compresi quelli non dichiarati.

Il risultato di quello stile di vita per 60 giorni ha portato l’attore australiano a constatare degli effetti indesiderati: incremento del grasso corporeo addominale, con relativo gonfiore, depressione, stanchezza cronica, perdita di energia. A dimostrazione che tutti i tipi di zuccheri sono nocivi, anche quelli diciamo meno nocivi, come edulcoranti, zucchero di canna, fruttosio, ecc. Perché senza rendercene conto, con la scusa che si tratta di prodotti a basso impatto calorico, andiamo a ingerirne una quantità smisurata di glucosio.

Un tempo lo zucchero era associato solo allo sviluppo di carie e al mettere su peso. Adesso, è scientificamente provato che è anche responsabile di tante patologie dei giorni nostri, come il tumore, la demenza, l’obesità, l’epilessia, ecc.

Secondo il Journal of American College of Cardiology, un alto tasso di zucchero nel sangue è responsabile della sindrome metabolica.

Sulla rivista Psychology Today, in un articolo apparso ad aprile 2014, è stato affrontato il rapporto tra consumo di zucchero nei bambini e sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Non si è arrivati ad una conclusione, ma sono stati riportati articoli a supporto e contro questa tesi. Nel dubbio, da mamma, vi dico che lo eviterei.

Consideriamo poi che porta assuefazione, dipendenza, un po’ come la cocaina. Solo che in questo caso è un elemento che troviamo ovunque e sicuramente non è illegale!

Pensate che è presente nel 74% degli alimenti che troviamo al supermercato: pane, pasta, bibite, sugo, salumi. Sono stati individuati ben 61 denominazioni diverse per indicarlo nelle etichette in commercio: per es. glucosio, fruttosio, sciroppo di agave, sciroppo di mais, malto destrine, miele, sciroppo di acero, melassa, ecc. Capite bene la difficoltà nel riconoscerlo.

L’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) consiglia un apporto di zuccheri giornaliero, per un individuo senza patologie, di circa il 10-15% dell’apporto calorico totale.

Quando andiamo al supermercato, ricordiamoci di controllare le etichette e di acquistare cibo confezionato con un indice glicemico inferiore a 55. L’indice glicemico è una formula moderna per misurare come è rilasciata l’energia dai cibi e il loro effetto sulla nostra glicemia.

Ricordiamoci, infine, che la cosa più dolce che c’è è sicuramente la consapevolezza.

Per approfondire:

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