DESERTI

Susy, inglese,sposata a un medico giordano. A Wadi Rum ha un maneggio e una farm

Susy, inglese,sposata a un medico giordano. A Wadi Rum ha un maneggio.



Cos’è la libertà? La società globale si sveglia all’indomani di un attentato a Parigi e se lo domanda. Repubblica fa rispondere a una rosa di giornalisti e raccoglie i pezzi in 200 pagine di un libro che si chiama Libertè. La libertà è stata attaccata dall’integralismo, dicono, ma forse è una reazione all’emarginazione, sicuramente sono troppo permalosi. Certo che se per libertà s’intende scalare il rating con la banca per ottenere un mutuo vorrei sapere se si chiama ancora libertà la storia dell’uomo greco intervistato dalla televisione inglese che avendo perso il lavoro per rimanere a casa ad assistere la madre malata, non ha più soldi per pagare le bollette e l’esattore della fornitura elettrica gli stacca la luce disattivando il ventilatore al quale era attaccata la donna che due giorni dopo muore.

Alberto Savinio,scrittore italo-greco ormai scomparso, ha un’interpretazione dei conflitti sociali molto più originale…ed è questa: ‘tutto il male che inferma il mondo, e genera ogni genere di crisi, e fa scoppiare le guerre, e rende necessarie e salutari le rivoluzioni: tutto il male nasce dall’accumularsi degli estetismi, ossia dell’accumularsi dei residui e delle sopravvivenze che a poco a poco compongono enormi sedimenti di cose inattuali, di cose false, di cose morte; di corpi estranei rimasti nell’organismo della vita attuale, di contraddizioni e d’impedimenti alle presenti leggi della vita.”

La storia degli estetismi mi suona vera. Basta vedere nell’estetismo attuale tutta un’incrostazione di materialismi che come vestiti bagnati ci stanno facendo affogare. Gli accessori dovrebbero funzionare da ripetitori di benessere ma chi non li ha li desidera e si arma per averli, non sapendo che schiavitù sono diventati per noi. Conflitti, quindi.

I viaggi nel deserto sono stati per me un’ottima cura. Quando la confusione è all’apice, il deserto spazza via tutto quello che ruota senza gravità nella mente. Avevo molta spazzatura in orbita, relitti di navicelle spaziali partite per destinazioni sbagliate. Sono stata una grande perdente. Prima del rapimento di mia sorella, ad esempio, avevo una famiglia, esattamente tre mesi dopo non c’era più un birillo in piedi. Per quello che la teoria di Savinio mi suona vera. Confermo che gli estetismi mettono le persone una contro l’altra, ceti sociali uno contro l’altro e ancora peggio madre contro figlia, sorella contro sorella.

C’è un angolo di deserto che amo, si trova alle spalle di Aqaba in Giordania, è il deserto di Wadi Rum. La mia guida è stata un beduino, Obeid. E’ un matto, voglio dire, un matto per i nostri standard. Una persona che si diverte a guidare a tutta velocità il suo pick up sulla sabbia al limite della meccanica sua e del veicolo. Quel tipo di libertà e di pazzia che noi non possiamo più permetterci perché ci arrestano e spediscono a Guantanamo senza neanche avvisare casa.

Stavo viaggiando nel deserto da ore e ore, ad un certo punto la macchina si ferma e la guida dice che non può andare oltre perché lì c’è l’Arabia Saudita. Guardi e non vedi niente. Nessun posto di blocco, nessun militare armato, solo altre dune e altri pianori rocciosi all’orizzonte. Il deserto è un posto dove lentamente ti distendi e fai cose che tua suocera non approverebbe neanche un pò. Pisci dove capita e senza nasconderti, anzi ti scegli proprio la sommità di una duna perché quando pisci vuoi pisciare con vista, o con le stelle sopra la testa. Ti togli le scarpe e te le perdi e chi se ne frega, ti passi la sabbia tra le dita dei piedi come si faceva in spiaggia con la mente assente senza contare i minuti. Il tè che bevi da una teiera vecchia e ammaccata che non vede un detersivo da anni è il tè migliore che hai mai bevuto, non replicabile a casa. Come non è replicabile il piacere di mangiare un quadrato di pane, farina e acqua, cotto sulla brace del fuoco della sera prima. Lo zucchero non c’è, l’ha rubato la volpe di notte.

Bnedetta, mia figlia, nel deserto del Marocco

Benedetta, mia figlia, nel deserto del Marocco

 

Quando è stato possibile ho sempre visitato il deserto vicino al mio punto d’immersione. Adesso la guerra è ovunque e alcuni sono minati da guerre precedenti. Abbiamo perso la libertà e la nostra vita sarà sempre più immersa nelle immagini di uomini in tute nere, terroristi e forse speciali della polizia si vestono nello stesso modo. Sempre più rinchiusi in casa a prendere rotte sicure. Niente autobus, niente metro, niente grandi magazzini. Quindi.. per contattare Obeid questo è il suo portatile in Giordania – +962.7.95840672

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Obeid a Wadi Rum

Obeid a Wadi Rum

Giordania

Giordania

Obeid

Obeid

Wadi Rum - gennaio - dopo la pioggia

Wadi Rum – gennaio – dopo la pioggia

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