Relazione tra pesticidi e autismo

autismo

L’allarme è recente. Il 23 dicembre 2014 si è tenuto a Groton (Massachusetts, Stati Uniti) un evento scientifico organizzato dall’organizzazione olistica Groton Wellness Organization, durante il quale la ricercatrice del Mit (Istituto di Tecnologie del Massachusetts), S. Seneff, ha denunciato la relazione tra i prodotti della Monsanto e l’aumento dei casi di autismo in America. In particolare, in Nord America si è riscontrato un aumento dei casi di autismo tra i bambini in correlazione all’aumento dell’utilizzo del fertilizzante della Monsanto, Roundup, a base di glifosato. Le percentuali sono piuttosto notevoli: siamo passati da un caso su 5.000 nel 1975, a 1 su 2.500 nel 1985, 1 su 500 nel 1995, 1 su 166 nel 2005 e, infine, a un bimbo affetto su 68 nel 2014. Continuando di questo passo, sostiene la ricercatrice, arriveremo ad avere nel 2025 un bambino affetto su 3! La rivista online The most important news ha dato molto risalto alla notizia.

In realtà, si parla di disturbi dello spettro autistico che comprendono una serie di deficit dello sviluppo tra cui l’autismo, la sindrome di Asperger, ecc. E’ stato riscontrato che tali patologie colpiscono soprattutto i maschi (rispetto alle femmine) e i ragazzi caucasici, in percentuale nettamente maggiore, rispetto agli ispanici e i bimbi di colore.

Naturalmente, la Monsanto è di parere diametralmente opposto. Sostiene che il prodotto sia innocuo, soprattutto perché non può essere assorbito, avendo al suo interno degli inibitori a livello intestinale. Il tutto non è supportato però da nessuna documentazione scientifica.

La dott.ssa Seneff mette l’accento, invece, su tutta una serie di effetti indesiderati, che comprendono la distruzione della flora batterica intestinale e la compromissione della sintesi di alcuni aminoacidi, con relativa carenza di minerali. Da considerare, è anche l’effetto di accumulo che ha sull’essere umano.

Al di là del caso in particolare, ci sono svariati studi a conferma che le gestanti esposte a erbicidi, etichettati come sicuri, danno alla luce bambini con deficit cognitivi, disturbi del comportamento, problemi motori, più frequenti tumori al cervello, ecc.

Approfondiamo il discorso glifosato. E’ un erbicida che uccide tutte le piante. Agisce a livello sistemico. La fitotossicità parte dalle foglie e si estende a tutte le parti della pianta. Naturalmente, i campi coltivati non sono immuni dalla contaminazione, in quanto permane per decenni nei terreni.

In America, ci sono maggiori informazioni al riguardo. Si tratta di un componente chimico utilizzato massicciamente: solo nel 2006/2007, la coltivazione di mais e soia ha comportato il dispendio di ben 750.000.000 Kg di glifosato! Il suo impiego è aumentato del 1.500% dal 1995 al 2005.

Tale sostanza entra, inevitabilmente, nella catena alimentare. E’ stato riscontrato, infatti, in campioni di urine e di latte materno, un po’ in tutta Europa.

Nel latte materno delle mamme americane è stato riscontrato un livello di glifosato da 760 a 1.600 volte superiori a quello riscontrato nell’acqua potabile in Europa. Proprio alla luce di questi risultati, le mamme appartenenti alla associazione Across America hanno incontrato i rappresentanti dell’EPA (Environmental Protection Agency) per discutere di un’eventuale riduzione di utilizzo del Roundup.

Se devo essere sincera, pensando a tutta questa storia mi viene in mente quello che è successo nel corso degli anni tra il fumo e il cancro. Ci sono voluti anni per collegare l’aumento del tasso di cancro con il tabacco e le lobby del tabacco. Maledetto business!

Siamo sicuri di voler aspettare decine di anni per vedere gli effetti deleteri sulla salute pubblica che potrà avere il glifosato?

Per approfondire:

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