Il camaleonte gioca con la luce

Chameleons-eye

Per tutti quelli che sono incuriositi dal mimetismo animale, nulla può essere più affascinante della varietà di colori che un camaleonte può esibire in un piccolo lasso di tempo. Osservare un adulto maschio in fase di corteggiamento sembra quasi assistere allo scherzo di un pittore invisibile e un po’ volubile.

Come per altri animali, la vasta gamma di colori non serve solo a permettere la mimetizzazione (o più correttamente il criptismo) ma è uno strumento per comunicare. I segnali possono far parte di un rituale di seduzione o di una dichiarazione di guerra e, quindi, è necessario che il messaggio cromatico arrivi rapido e non fraintendibile.

A differenza di animali come i polpi e i calamari, i camaleonti non modificano le loro tinte concentrando o disperdendo i pigmenti presenti nelle cellule epiteliali ma giocando con le tonalità della luce riflessa.

Per capire come sia possibile, i ricercatori dell’Università di Ginevra, in Svizzera, hanno studiato con attenzione il comportamento di adulti e giovani esemplari di Furcifer pardalis, un piccolo camaleonte originario del Madagascar.

Tralasciando i caratteristici pigmenti, i ricercatori hanno cercato di capire l’origine dei cosiddetti colori strutturali, cioè quelli derivati dall’interazione tra le cellule dell’epidermide e la luce.

camaleonti

La pelle dei camaleonti è formata da due strati sovrapposti di cellule iridofore (cellule iridescenti pigmentate che riflettono luce). Queste cellule contengono nanocristalli di diverse dimensioni, forma e organizzazione. La disposizione dei cristalli spiegherebbe i cambiamenti cromatici generati dallo stato di allerta dell’animale.

Tutta questione di eccitazione, dunque, che dal sistema nervoso si trasmette rapidamente alle cellule epiteliali.

Quando la pelle si trova in uno stato rilassato, i nanocristalli sono molto vicini tra loro e le cellule riflettono lunghezze d’onda corte (come il verde e il blu); se la pelle viene eccitata, ciascuna cellula riflette selettivamente lunghezze d’onda via via maggiori (come il giallo, l’arancio e il rosso).

Così è possibile spiegare come un maschio adulto, alla vista di un rivale, riesca in pochi secondi a passare a uno stato eccitato e prepararsi a una battaglia all’ultima tonalità.

Ancora più inattesa è stata la scoperta della funzione dello strato più profondo dell’epidermide. I ricercatori hanno capito che i cristalli presenti in queste misteriose cellule, non erano utili a generare colori ma erano in grado di riflettere una grande quantità di luce infrarossa, caratteristica indispensabile per allontanare il calore e rimanere freddi.

Gli autori dell’articolo appena pubblicato su Nature si augurano che la scoperta costituisca la base per future sperimentazioni nel campo ingegneristico e contribuisca alla creazione di nuovi materiali. Al momento possiamo solo avvisare il povero camaleonte che non ha più segreti con noi: il suo umore glielo leggiamo sulla pelle.

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