La felicità appartiene a tutti gli animali

bonobo

Jeffrey M. Masson, un famoso psicanalista, è l’autore di Dizionario Bilingue, opera con la smisurata pretesa di svelare il significato emotivo del comportamento di alcune specie animali. Così, sfogliando le sue pagine, si ha la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che quello mostrato dal cane sia autentico entusiasmo e che il legame con il proprio padrone sia tutto amore e fedeltà.

Inoltre Masson afferma che le capre, ad esempio, si burlano di noi e, più le loro corna sono imponenti, più si divertono a prenderci a testate. Non solo le capre, ma anche i conigli se la ridono di gusto e anche noi, nell’articolo “La genuina risata dei ratti”, abbiamo voluto riportare la tesi del professor Jaak Panksepp che dimostra la presenza di humour nei roditori.

Cosa già nota agli etologi, Masson descrive i maiali come animali intelligentissimi e amanti della danza; socievoli sarebbero anche le oche, basta non avvicinarle durante i pasti. Polli e galline, poi, sono dei grandi amiconi e quando uno di loro muore, i compagni ne vegliano il corpo per qualche ora.

Spostando l’attenzione verso animali più simili a noi, la varietà di espressioni testimoniate è sconvolgente. I bonobo, ad esempio, sono creature affettuose che si baciano continuamente; sono empatici tra di loro ma anche con esemplari di altre specie in difficoltà.

Neanche a farlo apposta, a distanza di pochi mesi dall’uscita dell’insolito dizionario, un gruppo internazionale di scienziati ha firmato la Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza in cui viene sostenuto, senza troppi preamboli, che gli animali sono esseri consapevoli nella misura in cui lo sono gli esseri umani.
Tra gli animali elevati al rango di esseri coscienti vi sono anche specie molto lontane dalla nostra linea evolutiva, come gli uccelli o i cefalopodi. I neuroscienziati firmatari della dichiarazione sono convinti che gli animali non umani possiedano strutture neuroanatomiche, risposte chimiche e fisiologiche facilmente associabili alla capacità di esibire comportamenti intenzionali.

L’emozione, in fondo, non è che una forma di comunicazione dello stato affettivo in cui un organismo si trova e, questa condizione, aderisce perfettamente al sistema piacere-dolore o rabbia-paura.

Ma un animale è capace di provare queste emozioni? Numerosi esempi dimostrano, che essi compiono delle azioni perché fa loro piacere e non solo perché utili alla sopravvivenza e alla riproduzione; come il piacere di stare insieme, ad esempio, di spulciarsi nel caso delle scimmie o leccarsi nel caso dei leoni.

Anche l’attività sessuale diventa fonte di piacere e non più solo atto finalizzato alla riproduzione. Alcune specie di rospi, ad esempio, per accoppiarsi, devono avvinghiarsi saldamente al dorso della femmina. Non è raro che essi, però, si attacchino a qualsiasi oggetto in movimento in prossimità del loro stagno, compresi gli scarponcini di colui che li osserva.

In passato si è cercato di svuotare gli animali di sentimenti complessi con la semplice motivazione che essi non sono in grado di comunicarli tramite un linguaggio; oggi possiamo dire che non è affatto così. È stato provato che il linguaggio delle api è molto articolato e utilizza i simboli proprio come facciamo noi.

È parere condiviso che presto saremo in grado di decifrare i messaggi anche tra altre specie, come è successo per Philippe Schlenker, il primo uomo in grado di tradurre i richiami dei Cercopitechi di Campbell. Nel recente articolo “Tradotto in scimmiesco” abbiamo raccontato di come sia riuscito a interpretare i loro richiami, nonostante la presenza di forme linguistiche regionali.

La ricerca sulla coscienza è in continua evoluzione; si stanno sviluppando nuove tecniche e i dati sono più facilmente disponibili rispetto a qualche anno fa. Rabbia, paura, felicità, compassione sono etichette che presto potranno essere attaccate ai comportamenti degli animali non umani, perché siamo noi umani ad aver bisogno di catalogare le loro emozioni.

Il mondo animale, però, potrebbe riservarci delle sorprese, rivelandoci emozioni e sentimenti a noi ignoti o dimenticati. Non è assurdo pensare che un animale selvatico possieda un forte sentimento di armonia con l’ambiente in cui vive. Se dovessimo cogliere queste emozioni, saremmo in grado di capirne la profonda essenza?

Per approfondire:

 

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