Pitcairn la più grande riserva marina del pianeta

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Ci sono due tipi di persone che conoscono Pitcairn: i collezionisti di francobolli esotici, quelli su lettera sono tra i più ambiti al mondo, e chi ricorda un certo ammutinamento. Per gli atlanti l’arcipelago Pitcairn è solo il più remoto dominio britannico, ficcato nel centro del Pacifico e fino a poco tempo fa raggiungibile regolarmente solo da una nave postale. E hai voglia a spedire lettere e cartoline al resto del mondo: gli abitanti nel 2014 erano solo in 56. Avete letto bene: cinquantasei. Molti di loro si chiamano Christian, di cognome, proprio come quel Fletcher Christian che si ribellò al capitano William Bligh abbandonandolo in mare, con i suoi fedelissimi e acqua e viveri per una settimana. Bligh sopravvisse all’ordalia, mentre Fletcher Christian e gli altri accoliti, assieme ad alcune donne tahitiane, si fermarono a Pitcairn, bruciarono la nave, che colò a picco, e fondarono la sparuta colonia. Bounty era il nome della nave e Hollywood, con Marlon Brando, ci consegnò l’icona libertaria.

pitcairn-3Pitcairn non è mai stato un luogo tenero con gli esseri umani. I Tahitiani conoscevano l’arcipelago e l’avevano occupato, ci sono tracce di insediamenti databili intorno al XV secolo, ma già allo sbarco del signor Fletcher Christian in giro non c’era più nessuno. Un tempo isolata più di quanto lo siano oggi i resti del LEM sulla luna, dal punto di vista antropologico Pitcairn fa paura per la sua limitatezza nel patrimonio genetico umano.

pitcairn-2Al contrario le acque che circondano l’arcipelago vibrano di vita, di biodiversità. In  quella zona di Pacifico vivono 1.249 specie marine censite, oltre a mammiferi e uccelli marini. Una vera perla mondiale. D’altro canto se Pitcairn non fosse stata così isolata e se i suoi abitanti avessero messo su una industria della pesca, o una industria di qualsiasi tipo, la corona britannica – che ha diritto sul suolo e sul mare – avrebbe faticato non poco a destinare ad area marina totalmente protetta tutte le acque limitrofe, quelle che gli anglosassoni chiamano ‘zona esclusiva di sfruttamento economico’.

biodiversityNessuno potrà più pescare in quelle acque. Dietro a questa mossa ci sono i soldi di una trust americana, la Pew Charitable Trusts, la fondazione che ha condotto la campagna per creare la riserva marina più estesa del pianeta. L’area prevista copre un’area di ben 834.334 chilometri quadrati, più di tre volte le Isole Britanniche e relative acque territoriali. E’ dal 2013 che Pew, National Geographic e il Consiglio di Pitcairn insistono per la creazione di un’area marina protetta. Quel lembo di terra appartenente alla corona britannica e abitato dai discendenti degli ammutinati del Bounty dista dal Cile tanto quanto dalla Nuova Zelanda.

Enric Sala, fotografo esploratore del National Geographic, uno dei più profondi conoscitori dell’Oceano Pacifico e delle sue meraviglie conosce bene queste isole: “Distano circa 4500 chilometri dal continente più vicino, e l’isola più prossima è a 450 miglia nautiche – più di ottocento chilometri – e ora Pew proteggerà il mare, la vera ricchezza delle Isole Pitcairn, uno dei luoghi più remoti al mondo.” Ma fascino, investimenti e i buoni propositi da soli non bastano a proteggere una risorsa naturale. Soprattutto quando scarseggiano risorse umane in loco. Chi la controllerà un’area così grande, remota e con così ‘scarse’ risorse umane?

Il “Virtual Watch Room” è la tecnologia più avanzata mai usata per la salvaguardia di una riserva marina. Tramite un sistema integrato di satelliti ottici e radar sarà possibile tracciare in tempo reale ogni natante con più di 300 tonnellate di stazza in transito nella zona. Un sistema automatico segnalerà le imbarcazioni con comportamento sospetto, come per esempio la disattivazione del transponder – il dispositivo che segnala costantemente la posizione – il cambio di rotta, o l’affiancamento a un altro natante, azione che potrebbe indicare il trasbordo di pescato da un peschereccio alla nave madre. I dati critici verranno inviati alla guardia costiera o a alle altre navi militari che si trovino ad incrociare le acque. Così l’era dei droni ci mette in pace con la tecnologia e ci consente il monitoraggio della più grande area marina protetta del pianeta dove le specie ittiche possono rigenerarsi in pace. E curiosamente è di nuovo Hollywood a riportare l’attenzione del grande pubblico su Pitcairn. Dopo Marlon Brando, con il film del ’62, Helena Bonham Carter posa nuda con un tonno.

“Non dovremmo mai essere in condizioni di spiegare ai nostri pronipoti cosa era un tonno” ha detto l’indimenticabile Marla Singer in Fight Club, e la Regina Rossa di Alice in Wonderland. L’attrice britannica ha sostenuto la campagna spinta dall’amica Greta Scacchi, che invece posa con un merluzzo.  “Non sapevo che togliermi i vestiti potesse essere così efficace; dovrei farlo più spesso.”

D’accordissimo.

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  1. Massimo Bidetti
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